Dissesto finanziario a Favara. Nei guai anche gli altri Comuni | ilSicilia.it :ilSicilia.it
Agrigento

E' stato approvato ieri sera

Dissesto finanziario a Favara. Nei guai anche gli altri Comuni

di
24 Novembre 2016

La riunione si è tenuta nella tarda serata di ieri e ha avuto “carattere d’urgenza” per la necessità di bloccare gli interessi che altrimenti si sarebbero continuati a pagare. Così, mentre l’opposizione contestava l’urgenza, il consiglio comunale di Favara (Ag) approvava il dissesto finanziario.

Ma uscendo dal comune agrigentino, il quadro che ritrae moltissimi comuni siciliani è identico ed è a tinte drammatiche sia secondo l’Anci che secondo la Corte dei Conti: quest’ultima meno di ventiquattro ore fa imputava il peggioramento delle finanze locali all’imponente riduzione dei trasferimenti di provenienza statale e regionale.

Quel taglio del 60% sulle risorse per investimenti e quei 115 milioni di euro mai ricevuti – erano previsti dalla legge di stabilità – sono la causa principale, secondo l’Anci, della “grave condizione di precarietà e incertezza” nella quale galleggiano i Comuni siciliani. Dai 913 milioni di euro del 2009 i trasferimenti regionali ai Comuni sono passati ai 472 del 2015 mentre intanto crescevano i costi all’interno dei bilanci comunali, soprattutto nella sfera socio-sanitaria (minori, disabili). L’Anci descrive una situazione ancora più difficile per i Comuni italiani con popolazione superiore a 5mila abitanti perché per questi il taglio è anche superiore al 60% e, l’Anci Sicilia, guarda al futuro con timore: il dissesto finanziario è paventato per decine di Comuni siciliani.

Ieri si è tenuto intanto un incontro tra i rappresentanti dell‘Anci Sicilia, associazione presieduta dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando, e il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Giovanni Ardizzone. La decisione finale di Ardizzone è stata quella di convocare una conferenza dei capigruppo perché il disegno di legge vada in aula questo venerdì.

 

 

© Riproduzione Riservata
Tag:

Blog

di Renzo Botindari

Avessimo almeno cercato un cambiamento

L’olio galleggia sull’acqua, ma poi strapazzare il contenitore, spargere in goccioline questo liquido più leggero dell’acqua, ma appena terminato lo stress le varie goccioline convergono nel centro riunificandosi e creando una unica chiazza galleggiante.

Se sei donna

di Mila Spicola

Tre donne siciliane che hanno fatto la Storia

Conosciamo in tanti la storia di Franca Viola, di Alcamo, che nel 1968, appena diciottenne, sostenuta dalla sua famiglia, rifiutò un matrimonio riparatore, diventando un simbolo della crescita civile dell'Italia nel secondo dopoguerra e dell'emancipazione delle donne italiane.

Fenomeno serie tv

di Michele Lombardo

Remake e Reboot: un fenomeno in crescita

Non è certo un fenomeno nuovo, ma negli ultimi anni con l'avvento delle piattaforme streaming e il conseguente aumento della produzione di serie tv, i remake e i reboot ( in italiano rifacimento e riavvio) sono diventati molto frequenti. La differenza tra i due termini è sostanziale:

In Primis la Sicilia

di Maurizio Scaglione

Vota e fai votare…. ma pensa con la tua testa

Vi ricordate quando, parliamo anni 60 e 70 , durante il periodo elettorale,  passavano per i quartieri le vecchie Fiat 600 con il megafono montato nel portabagagli sul tetto e gridavano con voce decisa, vota e fai votare Pinuccio Tal dei tali, per il tuo futuro , per il futuro dei tuoi figli, per il lavoro

Fuori dal coro

di Pietro Busetta

Il colpo di mano sull’autonomia differenziata

Subdolamente con un inserimento nella legge di bilancio sta passando l’autonomia differenziata. Si tratta di un collegato alla legge di bilancio fatto passare nella notte che sta riportando il tema dell’autonomia in corsa per essere approvato.

Alpha Tauri

di Manlio Orobello

Il Re traditore

Il 2 giugno 1946, con la proclamazione della Repubblica Italiana veniva scritta la parola fine alla monarchia e con essa alla guida dello stato  da parte della casa Savoia.

Blog

di Alberto Di Pisa

Democrazia diretta e indiretta

Di recente Grillo ha dichiarato di non credere in una forma di rappresentanza parlamentare ma nella democrazia diretta citando in proposito il referendum come il massimo dell’espressione democratica.