Distretti produttivi, via al riordino. Firmati 13 decreti di riconoscimento | VIDEO :ilSicilia.it
Palermo

Istituiti per la prima volta nel 2005

Distretti produttivi, via al riordino. Firmati 13 decreti di riconoscimento | VIDEO

di
8 Luglio 2020

GUARDA IL VIDEO IN ALTO

Un iter difficile, allungatosi complessivamente  per 15 anni dalla loro istituzione. Adesso, per i distretti produttivi siciliani  pare raggiunto l’agognato punto di partenza. Dopo lunghi stop, rinnovi e nuovi riconoscimenti, oggi sono stati firmati e consegnati i decreti che dovrebbero tracciare la definitiva geografia sul territorio isolano di queste aggregazioni di piccole e medie imprese ad alta specializzazione produttiva . Un modello che dal secondo dopoguerra in avanti si è radicato soprattutto nel centro nord del paese (con alcune significative eccezioni anche nel Mezzogiorno)muovendo lo sviluppo di diversi settori dell’economia nazionale.

I distretti riconosciuti sul  territorio regionale sono 13, per una  rete complessiva di 976 piccole e medie imprese, operative su un variegato panorama di settori.  Catania e Palermo, le provincie che ne contano di più: 3 per ciascuna. Nel capoluogo etneo, il Distretto Agrumi di Sicilia, uno dei primi a nascere, nel 2008, oggi con 54 imprese aderenti; il Distretto della Pietra Lavica di Belpasso, stesso numero di aziende incluse nella filiera dell’estrazione della lavorazione del basalto dell’Etna e quello del Ficodindia di Sicilia, a San Michele di Ganzaria, costituito da 66 imprese. A Palermo operano invece il Distretto della Meccatronica (93 aziende specialiste nei campi dell’informatica e dell’automazione), il Distretto Nautico del Mediterraneo (54 imprese) e il Distretto della moda Mythos (66 tra imprese del settore tessile e altri collegati, come quelli degli accessori e della vetrinistica). L’elenco continua con il Distretto della Pesca e della Crescita Blu di Mazara del Vallo, il più grande dell’Isola con un attuale reticolo di 111 imprese e prima realtà distrettuale a nascere in Sicilia (nel 2006), il Distretto orticolo sud-est Sicilia e quello Lattiero Caseario, entrambi a Ragusa, rispettivamente con 86 e 90 imprese aderenti e il Distretto Ecodomus di Licata, 65 imprese specializzate nella filiera edilizia e delle energie rinnovabili. Nella provincia di Caltanissetta, a Mazzarino, ha sede il Distretto Frutta secca di Sicilia, 93 aziende di coltivatori, trasformatori e rappresentanti di produttori che ruotano attorno alla raccolta e la lavorazione di mandorle e pistacchi, carrubbe e noccioli, castagne e noci, mentre a Messina lavorano le 64 piccole e medie imprese del Distretto Filiera delle Carni. Chiude la lista il Distretto ortofrutticolo di qualità, che collega 83 imprese agroalimentari nell’area di Siracusa.

Federica Argentati

In Sicilia i distretti produttivi siciliani vennero istituiti dalla Regione nel 2005. Obiettivo, integrare le filiere produttive e supportarle con specifici fondi. Da allora, però, queste organizzazioni hanno espresso soprattutto potenzialità ma pochi risultati concreti: “Si è andati a rilento perché anzitutto è complicato mettere in piedi e gestire strutture complesse come queste, ma anche perché la Regione siciliana non ha fatto molto per i distretti, sempre esclusi dalla programmazione comunitaria: ovvio che senza  proporzionate risorse economiche non si sia potuti andare avanti -dice Federica Argentati, presidente del distretto Agrumi di Sicilia – Nel nostro caso, ci siamo costituiti in società consortile con imprese di tutta la filiera, oggi abbiamo molti partner e siamo riusciti a ottenere buoni risultati nel mercato grazie alla valorizzazione delle singole filiere. Quella degli agrumi  è tra l’altro una delle produzioni siciliane più significative: dalla Sicilia arriva il 58% della produzione agrumicola nazionale“.

Sempre sul fronte agrumicolo,  e in  linea con il caldo ormai torrido dell’estate, la novità di quest’anno è  la produzione  (da parte di Sibeg, il gruppo capitanato dalla famiglia Busi che produce e commercializza in Italia le bibite a marchio The Coca-Cola Company) di un nuovo soft drink: la Fanta limonata fatta al 100% con limone Igp di Siracusa. Prodotto che va ad aggiungersi all’aranciata prodotta con l’arancia rossa siciliana Igp, nel mercato dall’anno scorso: “Un altro passaggio importante sul fronte sia della trasformazione dei prodotti agrumicoli sia commerciale grazie all’accostamento della produzione agrumicola isolana a uno dei loghi più forti a livello mondiale sotto il profilo della comunicazione – considera Argentati – Ma competere nei mercati internazionali con prezzi competitivi è una sfida difficile e per vincerla la condizione è fare squadra, massa critica, per lavorare sulla qualità e portare avanti efficaci azioni di marketing nei paesi target. Ed è proprio questo l’obiettivo centrale dei distretti“.

Mimmo Turano

Occorre insomma  che il tessuto delle piccole e medie imprese creda  di più nel sistema distrettuale. E urge che a farlo siano, adesso più che mai, le istituzioni. “Quando mi sono insediato la situazione era davvero critica ha sottolineato l’assessore Mimmo Turano – fino al  2017 il sistema dei riconoscimenti dei distretti produttivi risultava di fatto bloccato in una sorta di limbo, in quanto non si era proceduto ai rinnovi o a nuove istituzioni”.

Adesso, l’annunciato cambio di marcia: “Con il presidente Musumeci abbiamo ripreso il dialogo e il confronto con i distretti ma soprattutto abbiamo messo in campo gli strumenti per farli ripartire, puntando anche a un sostanziale riordino con cui abbiamo ‘doppioni’ e sovrapposizioni all’interno delle filiere”.

Fondamentale per la ripartenza del sistema è stata la revisione delle procedure per i riconoscimenti approntata dagli uffici del Dipartimento Attività produttive. Con il nuovo iter avviato nel febbraio scorso vengono eliminate le criticità che avevano causato la paralisi delle pratiche di riconoscimento: nello specifico – informano all’assessorato regionale Attività Produttive – oltre ad un adeguamento dei criteri di valutazione, il nucleo di valutazione precedentemente previsto viene sostituito da una commissione di valutazione interna al Dipartimento Attività produttive e si amplia dal prossimo rinnovo il riconoscimento temporale dei distretti da tre a cinque anni.

Punto focale le prospettive prossime venture dei distretti appena riconosciuti rispetto alle progettualità da mettere in campo per intercettare i fondi strutturali della nuova programmazione comunitaria: “Per favorire il dialogo tra mondo produttivo e istituzioni abbiamo creato un apposito ufficio per i distretti presso il dipartimento Attività produttive e riattiveremo la Consulta per il loro coordinamento e concertazione – spiega Turano -. Non vogliamo limitarci a far ripartire il sistema intendiamo dargli nuova vitalità”.

Tredici distretti, per spingere l’economia siciliana. Numero controverso: sfortunato, ma anche no. Anzi, d’auspicio.

© Riproduzione Riservata
Tag:
Come se fosse Antani
di Giovanna Di Marco

La ddraunàra: i racconti di Silvana Grasso

È disponibile dal 16 luglio La ddraunàra, la raccolta di racconti di Silvana Grasso, a cura di Gandolfo Cascio ed edita da Marsilio che ripubblica così due opere, Nebbie di ddraunàra (Le Tartarughe 1993) e Pazza è la luna (Einaudi 2007).
Epruno - Il meglio della vita
di Renzo Botindari

Zio Mariano era Stabile

Lui era di poche parole e ogni sua frase era una sentenza. Le persiane della sua finestra a balcone sono chiuse e sotto c’è soltanto un via vai di gente che si affanna per farsi notare.

I giannizzeri

A partire soprattutto dal 1850, il controllo del territorio in Sicilia diviene sempre più arduo per la gendarmeria borbonica. Gruppi armati dediti al malaffare, bande e banditi, nonostante l’inasprimento delle pene – il ricorso all’esecuzione diretta era prassi ordinaria - percorrevano senza molti contrasti le campagne siciliane e rendevano difficile garantire la sicurezza.
. Rosso & Nero .
di Elio Sanfilippo

Palermo fa acqua da tutte le parti, Orlando cambi tutto o si dimetta

I cittadini sono sommersi dall'immondizia, intere zone trasformate in discariche, lavori stradali che non finiscono mai, servizi pubblici che non funzionano, fino allo scandalo dei cimiteri dove non si capisce perché non si sono avviate le procedure per la costruzione del nuovo cimitero previsto dal piano regolatore.
Segreti e non misteri
di Alberto Di Pisa

Mafia e antimafia

Dovendo parlare di mafia ed antimafia non si può non andare con la mente al 10 gennaio 1987 allorquando Leonardo Sciascia rilasciò una intervista al Corriere della Sera parlando di professionisti dell’antimafia
Wanted
di Ludovico Gippetto

L’archeologia del “Do not cross” come tutela

Rubare nei siti archeologici è gravissimo. Un argomento molto caro all’archeologo Sebastiano Tusa, fermo sostenitore del principio del "Do not cross". Dove gli oggetti antichi vanno guardati ma non decontestualizzati rispetto all’ambiente di provenienza.
CapitaleMessina
di Gianfranco Salmeri

Dopo la pandemia non sarà mai come prima

Dopo una crisi così devastante come quella che stiamo superando, le cose non potranno tornare mai come prima, e non è neanche bene che ciò avvenga. Una riflessione sulla fase 2 dell'emergenza coronavirus di Gianfranco Salmeri.