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Palermo

Venticinque inserti tra letteratura e arti in generale

Doppio appuntamento al Teatro Libero per “Theatrum Mundi Show”

10 maggio 2018

 

Da Cavalcanti ai giorni nostri in un vortice assurdo, allucinato, tra visioni, suoni e poesia: “Theatrum Mundi Show“, di Pippo Di Marca (produzione Florian Metateatro – Pescara) andrà in scena al Teatro Libero di Palermo giovedì 10 e venerdì 11 alle 21.15, ultimo appuntamento della 50° stagione prima del festival PresenteFuturo.

di-marca

Si tratta di una lettura del mondo attraverso il teatro e la poesia, attraverso tutta l’arte in qualche modo, una lettura vissuta un po’ come un allucinante viaggio guidato dalla magia di Di Marca che cura l’ideazione e la regia e che è in scena insieme Gianni De Feo, Fabio Pasquini, Anna Paola Vellaccio.

È, di fatto, un continuum culturale che restituisce al pubblico il sapore del teatro, della letteratura, del cinema e anche della musica occidentale grazie alle scene e alle opere di grandi autori che si alternano e si susseguono a partire da Joyce, per poi passare a Dante con il romantico quinto canto, al lirismo di Petrarca e Cavalcanti, a Rebelais, alla poesia maledetta di Baudelaire, al simbolismo di Mallarmé e poi ancora Leopardi, Pasolini e i testi più teatrali di Shakespeare, Brecht, il teatro dell’assurdo di Beckett, fino ai punti di vista femminili di Virginia Wolf e Emily Dickinson.

Gli interpreti in scena, con carisma e eclettismo, indossano le parole e i versi come fossero abiti, spogliandosene e rivestendosene di continuo, talvolta cantando o ballando.

Libero

A tutto ciò si aggiunge il cinema con le immagini dei celebri maestri come Antonioni, Fellini, Visconti, Kubrik, la musica con il rock di Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin e i versi in video dei contemporanei poeti italiani come Nanni Balestrini, Valerio Magrelli, Luca Archibugi, Mariangela Gualtieri e tanti altri.

Venticinque inserti si alterneranno sul palco del Libero, incastrati tra loro in una drammaturgia sofisticata, colta, universale, in grado di illustrare con il supporto di proiezioni e didascalie, i capisaldi della cultura occidentale, preceduti da un prologo sulle origini di ogni cosa.

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