Dubbi sui lavori a piazzale Ungheria a Palermo. Il palazzo INA e gli imprenditori di Agrigento :ilSicilia.it
Palermo

le perplessità dei consiglieri Ferrandelli e Argiroffi

Dubbi sui lavori a piazzale Ungheria a Palermo. Il palazzo INA e gli imprenditori di Agrigento

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16 Gennaio 2020

Dubbi da parte di due consiglieri comunali in merito ai lavori di largo Francesco Pasqualino a Palermo. Mercoledì 15 gennaio Fabrizio Ferrandelli (+ Europa) e Giulia Argiroffi hanno effettuato i sopralluoghi nel cantiere edile che sta svolgendo gli scavi per destinare gli immobili a box auto sotto il grattacielo di piazzale Ungheria 73.

La rampa carrabile per l’ingresso ai garage verrà creata proprio da largo Pasqualino. Questa collegherà i locali sotterranei dello stabile per l’accesso alle auto.

Una lettera della Sovrintendenza destinata all’Ufficio ‘Città Storica’ e all’Ingegner Francesco Rampolla (Amministrazione del condominio Piazzale Ungheria 73) ha allarmato i due consiglieri comunali. “Con riferimento alla pec pervenuta in data 17 dicembre 2019, assunta al prof n 20470 del 23/12/2019 con la quale la SV ha trasmesso in allegato la comunicazione di inizio lavori da parte della società 3MP Holding srl per la realizzazione di lavori edili di ristrutturazione del piano terra e del seminterrato, si comunica che in merito a tali lavori la scrivente non ha rilasciato alcuna autorizzazione…la comunicazione di inizio lavori fa riferimento al rilascio dei permessi da parte del Comune di Palermo, trattandosi di immobile ricadente in zona A2 di Prg (Tessuto urbano storico), si richiede a codesto Comune di volere fornire chiarimenti riguardo alla natura degli interventi ove risultino soggetti a preventiva autorizzazione di questa Soprintendenza”.

Largo Pasqualino e le domande irrisolte

Cosa sta succedendo a Piazzale Ungheria? Questa è la domanda che cerca risposta da parte dei due consiglieri che ieri mattina hanno discusso con numerosi protagonisti di questa storia, senza però ottenere delucidazioni esaustive. La consigliera Argiroffi e Ferrandelli hanno chiesto chiarimenti alla polizia municipale, all’assessore ai Lavori Pubblici Maria Prestigiacomo, al dirigente comunale dell’ufficio ‘Città Storica’ Roberto Termini e anche al responsabile dei lavori: l’ingegner Antonino La Duca il quale è certo del suo operato.

Argiroffi: “Largo Pasqualino è pubblico”

Siamo davanti a molti elementi non chiari, rispetto ai quali è invece doveroso fermarsi, capire ed eventualmente poi, riprendere i lavori: dal mancato coinvolgimento del condominio di cui invece era obbligatoria una preventiva delibera favorevole, comportando i lavori in corso una evidente modifica del prospetto, fino alla proprietà dell’area su cui si sta realizzando la rampa di accesso al parcheggio che coinvolge una piazza pubblica, di proprietà comunale come anche confermato dalla sentenza del CGA del 1965. Questa mattina abbiamo incontrato gli uffici e chiesto al dirigente e all’assessore al ramo una doverosa e responsabile interruzione dei lavori in autotutela. Pretendiamo chiarezza prima e non dopo avere realizzato la rampa su una piazza che tutto fa pensare essere ancora pubblica” afferma a IlSicilia.it la consigliera comunale Giulia Argiroffi.

Ferrandelli: “sospendere i lavori in auto tutela”.

Segue la stessa linea di pensiero, Fabrizio Ferrandelli: “Per la toponomastica quel piazzale è chiamato Largo Pasqualino e mi sembra strano che possa essere una zona privata in cui si sta costruendo una rampa carrabile. Il traforo effettuato nel muro di contenimento di cemento armato per l’accesso ai box auto non può che riguardare l’area del palazzo di 16 piani in cui vivono circa 80 condomini, i quali dovrebbero autorizzare i lavori stessi. Ho contattato l’architetto Termini per avere ulteriori riscontri in merito alla vicenda. In primis vorrei capire se il varco effettuato compromette o meno la sicurezza dell’edificio. I lavori andrebbero sospesi in auto-tutela per sciogliere ogni dubbio da questa circostanza”, conclude al ilSicilia.it l’esponente di “+ Europa”.

Il Rione Villarosa e la rampa di accesso

Delle travagliate vicende urbanistiche e storiche del Rione Villarosache ha generato l’intensa speculazione gravante intorno a piazzale Ungheria” ne parla un atto degli uffici comunali del 2017 destinato a numerosi dirigenti comunali, in cui si evince che: “…alla luce che il grattacielo INA – ultimamente verosimilmente nel 1959 e facente parte a tutti gli effetti della sistemazione urbanistica – risulta sprovvisto di certificato di agibilità/abitabilità e che per l’area in questione, ed in particolar modo i locali ubicati al piano interrato del grattacielo sussiste una richiesta di permesso di costruire per cambio di destinazione d’uso con utilizzo a parcheggio (box) con realizzazione di una rampa carrabile lungo largo Francesco Pasqualino. Area che lo scrivente Ufficio è portato a ritenere che sia tra quelle “indisponibili” e “sdemanializzate”  e pertanto non utilizzabile per una nuova rampa per l’accesso ai locali interrati di proprietà privata. Con la presente si chiede di conoscere agli Uffici in indirizzo, ognuno per le proprie competenze ed eventuali atti pregressi qualsiasi informazione in possesso…”.

Palermo – Agrigento solo andata.

Ma chi è l’investitore di questo business edilizio attraverso dei box auto in prossimità di Piazzale Ungheria? Occorre spostarci ad Agrigento, dove avviene che la 3MP Consulting Srl avrebbe cambiato sede legale per stabilirsi proprio a Piazzale Ungheria.

La società ha un capitale sociale di 50mila euro. I soci sembrano essere tutti parenti. Ossia appartenenti alla famiglia Messina. Giuseppe il più longevo, poi ci sta Riccardo, Sergio e la signora Rosa Maria Papia. Una costola della 3Mp, che si occupa sempre di immobili, è la “Ungheria Srl”. Il 95% di questa srl è di proprietà della prestigiosa JoePlast S.p.a di Casteltermini. Il restante 5% appartiene a Rosa Maria Papia. E indovinate chi sono i padroni della JoePlast? Sempre la famiglia Messina. Fondata nel 1979, con sede e sito produttivo in provincia di Agrigento, la società per azioni produce imballaggi flessibili plastici e biodegradabili. L’80% della proprietà è in mano alla 3Mp Consulting Srl, il restante è suddiviso al 5% ai componenti della famiglia Messina compresa la signora Papia. Capitale sociale: due milioni e mezzo di euro.

L’affare attraverso l’Asp di Agrigento.

L’imprenditore Messina non è nuovo nel campo dell’immobiliare. Pare che attraverso una “procedura concorsuale” indetta dall’Asp di Agrigento “è stata aggiudicata, giusta deliberazione esecutiva n.905 del 20/06/2017” in suo favore “che ha manifestato interesse all’acquisto degli immobili di Palermo e Roma offrendo per il relativo valore economico un importo in denaro, nonché la permuta con un immobile di sua proprietà sito in Casteltermini, Viale Kennedyn 51-53-55, già condotto in locazione dall’Asp in quanto sede degli uffici e dei servizi sanitari del Distretto Sanitario di Base di Casteltermini”. Gli immobili, stando alle carte, riguardano: uno in via Sammartino a Palermo. Tre nella Capitale; di cui due in via Nomentana e uno in via Cagliari. Il valore complessivo del costo dell’operazione sarebbbe di un milione 855 mila euro. Il valore stimato dell’immobile di Casteltermini offerto in permuta equivale ad un milione 607 mila euro.  L’edificio nel piccolo paese in provincia di Agrigento può raggiungere un valore di mercato così alto? Qualcuno si chiede.

I protagonisti della JoePlast

Nella società per azioni JoePlast sono presenti due personaggi a quanto pare conosciuti attraverso le cronache giudiziarie della provincia agrigentina. Un caso, o probabilmente un omonimia? Sta di fatto che il presidente del Collegio Sindacale della JoePlast è Enzo Penna. Il Sindaco è Costantino Verbari. Entrambi risulterebbero rinviati a giudizio nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Discount” in cui l’imprenditore agrigentino, Giuseppe Burgio, è stato già condannato in primo grado a 8 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta a seguito del crack finanziario del gruppo a lui legato e impegnato nel settore della distribuzione alimentare. Pare che una seconda tranche della stessa inchiesta sia approdata in Tribunale. Infatti, la Procura della Repubblica di Agrigento, tramite il sostituto procuratore Alessandra Russo, ha chiesto il rinvio a giudizio di 19 imputati. Professionisti fra componenti del collegio sindacale, liquidatori, consiglieri di amministrazione e funzionari di banca accusati di avere agevolato il dissesto con omissioni e, persino, con sottrazioni dei beni.

 

+++AGGIORNAMENTO+++

L’ASSESSORE: “Accerteremo le responsabilità”

Maria Prestigiacomo“A seguito della segnalazione ricevuta dai consiglieri Ferrandelli e Argiroffi su fatti che potrebbero risultare particolarmente gravi, attesa la responsabilità degli uffici e la complessità tecnica della vicenda, ho chiesto al Capo Area di fornire una relazione, valutando l’opportunità di interventi amministrativi urgenti e vagliando quanto fatto fino ad oggi dagli uffici. Ho ricevuto assicurazione che gli accertamenti richiesti saranno svolti in tempi brevissimi”. Lo dichiara l’assessore alla Rigenerazione Urbana, Maria Prestigiacomo.

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