19 luglio 2018 - Ultimo aggiornamento alle 15.09

L'editoriale di Maurizio Scaglione

Elezioni 2018, ecco in che mani siamo. Per l’Italia c’è poco da star sereni

31 gennaio 2018

Lunedì 29 gennaio alle 20 i partiti hanno presentato le liste dei candidati alle prossime elezioni politiche del 4 Marzo. Mi è sembrato come quando a scuola, per gli esami di Stato, si attendeva l’esito e per chi ce la faceva il voto. I bocciati e i loro genitori che incolpavano i professori, ricorrente la frase “il professor Tizio mio figlio non lo può vedere, ce l’ha sulla punta del naso”. I promossi, ma con un voto bassino, che ritenevano di non essere stati giustamente valutati, e infine i promossi, che tutto potevano aspettarsi tranne il legittimo riconoscimento della loro preparazione da parte di compagni e famiglie, “chissà da chi era raccomandato….”

Ecco la storia è la stessa. Gli esclusi dalle liste elettorali, alias i bocciati sono di due categorie. I non ricandidati e gli illusi. I non ricandidati sono una razza (posso dire razza? …Spero nella clemenza) particolare. Questi sono convinti che il posto è mio e guai a chi me lo tocca”. Ma ditemi, in tutta franchezza, quale cavolo di merito hanno avuto gli uscenti di questa – e non solo questa – legislatura per pretendere un altro giro di giostra. Avete forse vinto un concorso? Avete forse ricevuto un’eterna designazione da qualche sconosciuta divinità? Posso dirla come la penso?

Non rompano le scatole e se ne ritornino a fare quello che facevano prima, e per chi prima non faceva nulla, capisca che vuol dire svegliarsi la mattina e cercare un lavoro in questa Italia che loro hanno distrutto.

Maurizio Scaglione

Poi ci sono i non candidati, gli illusi.
Ma dico io, con questo nuovo metodo renziano di promettere senza necessità di mantenere, come potevano fidarsi delle promesse dei padroni delle segreterie?Conosco tante persone che avevano titoli e capacità per essere candidati e, ovviamente, siccome non frequentano segreterie né letti vari, non sono stati presi in considerazione. Ma so anche di moltissimi nani e ballerine, che da tempo andavano in giro casa per casa, segreteria per segreteria, insieme al loro profeta, nella speranza della candidatura. Tra questi alcuni nullafacenti, ma anche professionisti con tanto di laurea, veri e propri questuanti. A mio avviso, hanno avuto il giusto compenso che meritano questi specialisti del lecchinaggio… Alcuni si lamentano platealmente, finalmente un sussulto di dignità! Altri sottovoce per paura o per un’ormai consolidata sudditanza, usando le classiche frasi, tipo “nessuno mi caccerà dal mio partito”, oppure “non m’interessava per niente, ho altro da fare”….mamma mia… Che dire, tra il patetico e l’accattone andante.

Altra categoria è chi è stato inserito nelle liste ma in posizione tra il difficile e l’improbabile. Questi vorrebbero lamentarsi ma pensano “e se poi non mi danno neanche questo?”…Certo non è bello da pensare, ma molti valutano che un primo dei non eletti in cinque anni può avere sempre un’opportunità. Vuoi mettere un colpettino al cuore, oppure una condanna che rientra nella Severino per qualcuno degli eletti.

Ecco, già li vedo dirmi che non sono discorsi corretti, qualcuno fa scongiuri ortodossi, però alla fine, se mai dovesse succedere, una bella telefonata di condoglianze o di solidarietà e via a conquistare l’ambita poltrona. Certo, ricordatevi da domani anche voi avrete alle spalle un primo dei non eletti. La ruota gira….

Infine gli eletti, quelli che ce l’hanno fatta. Intendiamoci, merito zero! La segreteria romana o addirittura come ormai si usa l’Imperatore di turno che decide vita e morte del suo partito, sarà apparso in sonno e gli avrà detto “Tu domani sarai parlamentare”…democratico, non c’è che dire, così volle mister Matteo Renzi!

Dicevo, gli eletti o meglio, i nominati, sono una categoria storicamente già codificata. Intanto dall’indomani della loro elezione, buona parte – non tutti -non rispondono più al cellulare, anzi guardano con sdegno chiunque sia a chiamarli. Poi, improvvisamente partecipano a convegni e congressi parlando di tutto, e fanno anche capire di saperne, addirittura ostentando competenza, porca miseria, avercene così! Infine, regola importante è dimenticare, dimenticare, dimenticare. Promesse fatte, appuntamenti presi, amici e
parenti.

Due sole considerazioni finali dedicate ai veri protagonisti di queste elezioni: i leader e gli elettori. I leader. Ritengo importante e fondamentale che in un partito come in un’azienda o in famiglia ci sia uno che diriga e faccia rispettare le regole. Ma mi sembra che adesso costoro abbiano un tantino esagerato. Cari capi partito, siamo ancora in democrazia, ricordatevelo. Mi sembra che i partiti, i circoli e le assemblee non contino più nulla. E’ tutto calato dall’alto. Perché? A mio avviso, questi nuovi leader hanno seminato diffidenza e divisioni. Quindi, se questo è il sistema, hanno preferito circondarsi di fedeli come le scimmiette che non vedono, non sentono, non parlano. Così controllate tutto, fate le regole e al momento opportuno le cambiate, siete controllori e controllati allo stesso tempo. Con queste elezioni, avete regolato conti, fatto epurazioni, candidato amici e parenti, senza verifica di merito o storia politica, sul modello dei regimi totalitari. E’ questo il sistema dove vivrà un domani, senza il vostro potere, che fortunatamente non è
eterno, vostro figlio o nipote, non dimenticatelo.

Gli elettori. A voi rivolgo due inviti. Il primo, votate, votate, votate. Il secondo, pensate prima di votare. Per alcuni, questo mio editoriale sarà forse un po’ distruttivo o scoraggiante. E’ la mia personale fotografia dell’esistente, la mia opinione, giusta o sbagliata. Però non è un’opinione la condizione in cui versa la nostra economia e l’elevato tasso di disoccupazione. Non è una mia opinione questa legge elettorale fatta da Renzi a colpi di maggioranza, senza preferenze e con tutti i candidati indicati dall’alto. E credetemi, non è solo un mio pensiero, il fatto che i cittadini italiani si sentano, ormai, solo un numero senza nessuna capacità di influire sulle scelte politiche ed economiche.

E non sono il solo a vedere tante volte lo Stato contro i suoi cittadini, tassati oltremodo, senza servizi alla persona degni di questo nome e senza futuro.

Ecco, pensate a tutto questo e poi scegliete. Dopo, il merito o la colpa non sarà di chi ci ha governato o di chi ci governerà, ma sarà soltanto di chi ha calato il capo mortificandosi per chiedere ciò che ci spetta di diritto.

Basta con le chiacchiere o le pacche sulle spalle, tipo #Italiastaiserena e poi restare soli.

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