Elezioni, primi risultati: 5 Stelle primo partito, centrodestra avanti, Pd al palo :ilSicilia.it

I primi exit poll

Exit poll: 5 Stelle primo partito, centrodestra avanti, Pd al palo

di
4 Marzo 2018

Ecco i primi risultati elettorali di queste elezioni politiche secondo RaiUno. Si tratta di exit poll sul Senato della Repubblica.

A pochi minuti dalla chiusura dei seggi, gli exit poll darebbero la coalizione di centrodestra in testa ma non di molto, con Forza Italia che si attesterebbe su una forbice fra il 13 e il 16 per cento, stesso risultato per la Lega fra il 13 e il 16 per cento, Fratelli d’Italia fra il 4 e il 6 e la cosiddetta quarta gamba, Noi con l’Italia Udc dall’1 al 3 per cento.

Segue a ruota il Movimento 5 Stelle che otterrebbe un consenso compreso fra il 29 e il 32 per cento. I pentastellati, dunque – com’era prevedibile –  sono il primo partito, con percentuali più alte al Sud, ma il numero di voti che otterrebbero, stando a questi primi dati parziali, è al di sotto rispetto a quel 40 per cento auspicato da Di Maio, che avrebbe consentito loro di poter governare il Paese. Un risultato comunque molto alto, tenuto conto che si tratta di una singola forza politica.

istant-poll-camera-la7
Istant poll: Camera – LA7, fonte SWG

Staccato il centrosinistra. All’interno della coalizione, il Pd è al palo e otterrebbe un risultato deludente dal 20 al 23 per cento, effetto di anni di politiche evidentemente sbagliate e segno che il renzismo appare oramai giunto definitivamente al capolinea. All’interno del centrosinistra “Più Europa con Emma Bonino” è su una forbice fra il 2,5 e il 4,5 per cento. Non entrerebbero in parlamento i sostenitori di Civica Popolare con la Lorenzin, fermi alla microscopica percentuale compresa fra lo 0 e il 2 per cento. Fuori dal parlamento anche “Insieme”, la lista che univa il Psi e i Verdi, che non va oltre il 2 per cento.

Se il Pd piange, “Liberi e Uguali”, la formazione guidata dal presidente del Senato Pietro Grasso, non ride. La lista che ha messo insieme “Sinistra italiana”, “Possibile” e “Mdp Articolo 1” non andrebbe, infatti, oltre a una forbice compresa fra il 3 e il 5 per cento.

A sinistra resta fuori dal parlamento anche Potere al Popolo, che mette insieme Rifondazione comunista e altre forze di opposizione sociale.

Istant poll, confronto varie reti
Istant poll, confronto varie reti

La percentuale ottenuta, dall’1,4 al 2 per cento è comunque di tutto rispetto, visto che si tratta di una lista nuova e non particolarmente conosciuta dagli elettori e segno che a sinistra è possibile costruire e radicare una forza politica di opposizione. Sempre a sinistra, il Partito Comunista guidato da Marco Rizzo non supererebbe, invece, lo 0,3 per cento.

A destra, Casapound: la lista guidata da Simone Di Stefano non entra in parlamento, ma potrebbe arrivare allo 0,7 per cento, segno che Casapound Italia avrebbe saputo attrarre a sé una fascia di persone vicine alle posizioni della destra radicale e non attratte dalle forze del centrodestra. Meno dello 0,5, invece, la percentuale di “Italia agli italiani”, lista che metteva insieme Forza Nuova e Fiamma Tricolore e che aveva quale candidato premier Roberto Fiore. Percentuali attorno allo 0,5 anche per il Popolo della Famiglia, la lista di Mario Adinolfi legata ai temi del cattolicesimo.

LEGGI ANCHE

Elezioni, prima proiezione: vola il Movimento 5 Stelle. La Lega sorpassa Forza Italia

© Riproduzione Riservata
Tag:

Blog

di Renzo Botindari

Come andato questo giro?

Lo sanno tutti che qui tutto cambia affinché tutto rimanga come prima e per questo per avere una chance dopo aver perso, meglio non farsi nemico l’avversario
Banner Telegram

Alpha Tauri

di Manlio Orobello

Il Re traditore

Il 2 giugno 1946, con la proclamazione della Repubblica Italiana veniva scritta la parola fine alla monarchia e con essa alla guida dello stato  da parte della casa Savoia.

Rosso di sera

di Elio Sanfilippo

La Repubblica compie 75 anni!

Una delle cause principali delle difficoltà in cui versa il Paese, segnato da uno sbandamento anche morale, da una involuzione culturale e civile, nasce sicuramente dall’avere smarrito il senso di questa data, da un affievolirsi dei valori che sono stati alla base della nascita della Repubblica
Banner Italpress

Segreti e non misteri

di Alberto Di Pisa

Lincoln come Kennedy, il potere dei soldi

Il 14 aprile 1865, Abramo Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti, fu assassinato raggiunto da un proiettile calibro 44 sparatogli alla testa da un sicario. fu ucciso mentre, dal palco presidenziale, assisteva alla commedia musicale Our American Cousin