Emergenza sbarchi a Lampedusa, Razza: "Il prezzo lo paga tutto la Sicilia" :ilSicilia.it

le parole sui social dell'assessore alla sanità

Emergenza sbarchi a Lampedusa, Razza: “Il prezzo lo paga tutto la Sicilia”

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11 Luglio 2020

Dal Nord Africa a Lampedusa, viaggio diretto, senza il soccorso delle navi umanitarie. Così oltre 600 migranti sono arrivati sull’isola a bordo di una ventina di imbarcazioni. Un’impennata del numero degli sbarchi che preoccupa il Viminale, alle prese con il problema di trovare strutture per la quarantena. E a Roma l’opposizione attacca: “Governo di complici o di cretini?“, chiede il leader leghista Matteo Salvini.

A rincarare la dose, qui in Sicilia, con l’isola che è stata lasciata sola a gestire l’emergenza, è l’Assessore regionale alla sanità Ruggero Razza, che scrive sulla sua pagina Facebook: “A Lampedusa sbarcati in oltre 600. E’ stato chiesto l’aiuto della sanità siciliana e poco fa è atterrato un volo sull’isola con test sierologici e tamponi. Ma così continua a non andare bene. Il prezzo lo paga tutto la Sicilia… e lo pagano le sue imprese turistiche e i suoi cittadini“.

Si tratta del secondo allarme lanciato da Razza nell’arco di un breve periodo. Pochi giorni fa proprio l’assessore aveva affermato in merito ai migranti a bordo della Ocean Viking:  “Cinque medici dell’Asp, due dell’Usmaf. La Regione ha fatto 180 tamponi sui migranti dell’Ocean Viking a largo di Pozzallo. E si è sostituita allo Stato. Non mi pare una cosa normale. Ma voglio ringraziare i medici dell’Asp di Ragusa e il direttore Aliquó. Qualcuno a Roma però dovrebbe iniziare a chiedersi perché in Sicilia l’Usmaf non ha personale per adempiere ai suoi compiti istituzionali. E fare qualcosa. Subito“.

Un allarme che era stato lanciato anche dalla Lega: in una intervista a IlGiornale.it il senatore Stefano Candiani ha puntato il dito contro il ministro Luciana Lamorgese affermando: “I lampedusani hanno tutte le ragioni ad essere incazzati. In una isola dove il covid non esiste ce lo stanno portando continuando ad utilizzare le navi di linea per il trasbordo dei migranti. Ma la questione è che non esiste un meccanismo di blocco di questo flusso dei migranti. Anzi esiste un incentivo da parte di questo governo all’apertura dei porti alle Ong. Il ministro Lamorgese è troppo impegnata a smontare il decreto Sicurezza piuttosto che tutelare gli italiani. Anzi mi chiedo come mai la Lamorgese se ne sta chiusa nel suo fortino al Viminale ed ancora non è andata a fare visita ai lampedusani o gli abitanti di Porto Empedocle”.

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