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hanno chiesto asilo politico

Eritrei in fuga a nuoto dalla Diciotti

26 Agosto 2018

Mancavano i numeri 166 e 123, quelli attribuiti a due migranti di nazionalità eritrea, di 30 e 19 anni, ieri sera alla lista di persone identificate dalla polizia durante lo sbarco dalla nave Diciotti. Erano riusciti a fuggire dal pattugliatore della Guardia costiera calandosi lato mare e raggiungendo la riva a nuoto.

A ricostruire quanto accaduto e’ “Il Fatto Quotidiano, notizia confermata in ambienti qualificati, che ha raccolto la testimonianza fatta dai due: “Nuotavamo tra la nave e la banchina, rischiavamo di farci schiacciare e passando sotto i pontili ci siamo graffiati con degli ami. Per tre volte abbiamo tentato di risalire sulla banchina, ma c’era sempre la polizia”.

Alla fine i due giovani migranti sono riusciti a andare via dal porto, hanno strappato i braccialetti con i numeri per non farsi riconoscere e incontrando altri eritrei, sono stati messi in contatto con un avvocato che si occupa di Ong. Il penalista che li assiste ha inoltrato richiesta di asilo politico per i suoi clienti tramite Pec.

In totale sono 135 i migranti che, sbarcati dal pattugliatore Ubaldo Diciotti, sono partiti nella notte da Catania con destinazione l’hot-spot di Messina. Al momento dell’identificazione, ieri notte sul Molo di Levante, due di loro si sono dichiarati minorenni. Il Comune, attraverso i servizi sociali, è riuscito a trovare loro alloggio all’alba in una comunità di accoglienza etnea. Tutti sono stati trasferiti a Messina con un bus della polizia di Stato e due dell’aviazione militare di stanza a Sigonella.

 

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Cultura
di Renzo Botindari

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Oggi questa città ha più teatri “aperti”, ma nessuno di questi è dotato di una agibilità definitiva per il pubblico spettacolo, nell’attesa di lavori che comportano serie risorse dedicate e destinate alla loro messa in sicurezza. La musica, gli spettacoli meritano e necessitano di spazi propri sia per apprezzarne in pieno la qualità, sia per garantire quella trascurata dalle nostre parti “qualità di vita”, diritto di tutti.