ESCLUSIVO Cuffaro su Miccichè e Musumeci. E chiede a Crocetta: "Cosa ne pensa di Lumia?"| INTERVISTA :ilSicilia.it

il pensiero dell'ex governatore della Sicilia

ESCLUSIVO Cuffaro su Miccichè e Musumeci. E chiede a Crocetta: “Cosa ne pensa di Lumia?”| INTERVISTA

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10 Luglio 2020

Il presidente dell’Ars Gianfranco Micciché, nell’intervista rilasciata a ilSicilia.it, e l’ex governatore del Pd Rosario Crocetta, nel colloquio con il nostro giornale, ripescano il nome di Totò Cuffaro per commentare l’attualità della politica siciliana. I due parlano entrambi dell’ex presidente di Raffadali, ancora in auge nelle stanze dei Palazzi che contano.

E non si lascia attendere l’intervento di Cuffaro, che non si tira  indietro e risponde punto su punto sulle questioni più rilevanti sollevate dai Micciché e Crocetta. Replica e rilancia, l’ex presidente, senza sottrarsi alle domande più spinose.

Miccichè parlando di lei, dice che la politica non è espressione ideologica: è d’accordo?

Io penso il contrario. Penso che alla base dei partiti e della politica debba esserci l’ideologia, se oggi i partiti e la politica sono in crisi, ed è una crisi profonda, e proprio perché c’è la mancanza di ideologia. Non si può scegliere di impegnarsi in politica se non si crede in qualcosa. Altrimenti la politica diventa sterile e lobbistica. Disaffeziona gli elettori, ci sarà sempre meno interesse ad andare a votare.

Il presidente dell’Ars esclude che possa esserci spazio per un suo ritorno in politica proprio perché non può esserci più una persona che fa riferimento a una idea politica unica.

A prescindere dalla possibilità e dalla voglia di un mio ritorno in politica, se la politica è credere in una idea, se la politica è lavorare impegnandosi per realizzare un progetto di bene comune ed è saper cogliere il senso di umanità che c’è nel cuore di ogni uomo ed ogni donna, allora magari in questa idea di politica può darsi che ci sia spazio per uno come me. O forse, se questa è l’idea vera della politica, io non ho mai lasciato la politica.

Oggi il centro moderato non c’è, soffre, non esercita appeal nell’elettorato. Cosa ne pensa?

Non è presente in questo panorama politico ed è una anomalia perché il nostro Paese non si governa senza un centro moderato. Questo spazio c’è ed è presente nel cuore e nella mente di molti siciliani e italiani, per questo sono convinto che presto tornerà anche nella politica.

L’ex presidente Crocetta ha detto che lei è il più sincero politicamente tra Lombardo e Musumeci. Ma lo stesso Crocetta si appella alla sua sincerità e le fa una domanda: vuole sapere cosa ne pensa dell’assessore Samonà e del governo Musumeci. Risponde?

Non mi sottraggo alle risposte e dico quello che penso, ma poi farò io una domanda a Crocetta e spero sia altrettanto sincero… su Alberto Samonà penso che sia una persona perbene, lui è ideologicamente di destra e con qualche esternazione esagerata. Ma resta una persona perbene. Ed anche se ha un ideale diverso dal mio che io non condivido, oggi in politica è già tanto avere un ideale.

E sul governo Musumeci?

Penso che la Sicilia abbia bisogno di una idea moderata. Penso che per governare servano dialogo, mediazione e concertazione. Credo sia utile il pluralismo e non il sovranismo. Un partito va coinvolto ed ascoltato perché è l’interfaccia con gli elettori e le persone. Non servono trucchetti e manipolazioni di gruppi. La volontà degli elettori va rispettata perché questo è il principio cardine della democrazia. Gli eletti deputati e gli assessori devono ricordare ed aver presente la propria storia politica e nei limiti della loro capacità devono rappresentare le istanze politiche di quelli che li hanno portati in parlamento.

Si riferisce a qualcuno in particolare, per esempio a Toto Cordaro, che tra l’altro è un assessore della sua stessa area politica?

Quello che dico vale per tutti: perché parlo in generale, ma siccome non mi sottraggo a rispondere, parlo anche per Cordaro. E’ troppo appiattito sul presidente Musumeci. Continuando così finirà per non farsi riconoscere da chi lo ha votato, rischia di non saper cogliere le aspettative e i desideri reali dei suoi elettori.

Poco fa diceva che voleva fare delle domande a Crocetta…

Per tanti anni sono stato messo in croce da chi si è arrogato il diritto di apostrofarmi eticamente e moralmente e adesso si va scoprendo che non solo non avevano titolo per farlo ma anzi… io ho fatto molti errori e ho pagato pesantemente, sia dal punto di vista politico che dal punto di vista umano, e oggi capisco che non sono peggiore di quelli che si credono migliori e hanno lucrato, stigmatizzando il mio impegno istituzionale e il mio comportamento sociale. Vorrei chiedere al presidente Crocetta che tanto ha detto nei miei confronti: cosa ne pensa di Beppe Lumia alla luce di tutto quello che sta venendo fuori?

Torniamo a parlare di attualità. Quali aspettative ha sulle alle amministrative in Sicilia?

In Sicilia si vota in 65 comuni e non nascondo che ci sono tante persone che hanno avuto nel tempo un rapporto politico con me e con le quali rimane forte il rapporto umano. Ad oggi queste persone sono impegnate personalmente per le candidature a sindaco. Credo che il rapporto umano in politica sia la cosa più importante. Bisognerebbe utilizzare queste amministrative per tentare di far partire o di dar fiato alla possibilità di rimettere insieme tutto quello che serve per costruire l’area moderata. Ai tanti amici candidati a sindaco che stanno parlando con me, io chiedo di sforzarsi di cominciare a mettere i tasselli per la costruzione di questo mosaico per questo centro moderato che serve non soltanto alle autonomie locali ma alla Sicilia e al Paese.

Oggi la Lega è il primo partito di Italia. Lei se fosse in politica rischierebbe di abbandonare Salvini per la costruzione di un centro moderato. O nella sua idea di politica nazionale c’è spazio anche per il Carroccio?

Una cosa era il centrodestra, una cosa è quello che potrebbe succedere oggi in Italia permanendo questo tipo di alleanze. Oggi sarebbe una destra con un po’ di centro. Se lo spazio del centro moderato che ha bisogno di formarsi e crescere, riuscisse a raggiungere proporzioni tali da diventare fulcro delle alleanze, potrebbe avere un senso parlare di ipotesi di centrodestra. Ma oggi questo non esiste. Oggi il rischio è quello di essere fagocitato dentro una idea sovranista che non è quella congeniale a chi vive la politica come moderato. Per questo credo che il centro debba nascere e formarsi autonomamente, spiegando agli elettori che si vuole costruire uno spazio moderato.

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