ESCLUSIVO. Speciale strage di Capaci, Genchi: "Falcone lasciato solo, odiato e invidiato da tutti" | VIDEO :ilSicilia.it
Palermo

L'ANTEPRIMA DELL'INTERVISTA ALL'AVV. GENCHI

ESCLUSIVO. Speciale strage di Capaci, Genchi: “Falcone lasciato solo, odiato e invidiato da tutti” | VIDEO

di
23 Maggio 2020

GUARDA IL VIDEO IN ALTO

«Falcone aveva il “turbo” e sapeva essere oculato e attento nelle scelte, anche perché quando tornava a casa sapeva che si confrontava con una donna intelligente che era anche un magistrato. Con la massima franchezza, io penso che gli unici due veri amici magistrati di Giovanni Falcone siano stati Francesca Morvillo e Paolo Borsellino; perché per il resto, nella sua categoria, al di là delle foto che vediamo in tanti studi di magistrati, di esponenti della Cassazione e del Csm, posso garantire che quando Falcone era in vita non c’era assolutamente questo grande amore e considerazione per quell’uomo che era detestato, odiato e invidiato da tutti».

Parola dell’Avvocato Gioacchino Genchi, tra i massimi esperti di intercettazioni telefoniche in Italia, ex poliziotto e perito informatico, con un passato dedicato alle complesse indagini relative alla strage di Capaci e via D’Amelio.

Avv. Gioacchino Genchi
Avv. Gioacchino Genchi

A 28 anni dall’attentato del 23 maggio 1992, ilSicilia.it vi propone una breve anteprima dello Speciale dedicato alla Strage (l’intervista completa andrà in onda prossimamente), con dettagli inediti rivelati dall’Avvocato Genchi.

Si parte dalle immagini di quel drammatico giorno che cambiò l’Italia (portando alla fine della prima Repubblica). «Purtroppo dopo 28 anni quelle immagini sono rimaste scolpite nella mia mente – racconta Genchi – . Le stragi hanno cambiato la mia vita, il corso degli eventi e hanno determinato anche il mio destino personale, professionale. Io quel 23 maggio 1992 ero nella mia casa in campagna. Appena seppi la notizia, tentai di accorrere nel luogo, ma non arrivai a Capaci. Mi spostai all’ospedale Civico: Giovanni Falcone era già morto, Francesca Morvillo era ancora in vita. Tentarono l’amputazione della gamba, che era ormai compromessa. Un’intervento quasi impossibile. Poco dopo morì. Quei ricordi sono rimasti scalfiti nella mia memoria».

Poi il ricordo commosso del suo rapporto con Francesca Morvillo: «Se vogliamo, il mio rapporto indiretto con lei, era un po’ strano. Quando la conobbi probabilmente i rapporti col marito non erano tra i più idilliaci. Ricordo che prima dell’attentato dell’Addaura (giugno 1989) notai una certa insofferenza in lei che già aveva il marito così distratto, preso dalla lettura degli atti processuali. Iniziai a parlare con lei che fu molto gentile. Lei si vide presa in considerazione, notò con quanta attenzione io la trattavo.

Francesca Morvillo e Giovanni FalconeDevo dire che il rapporto che è nato con Francesca Morvillo sotto certi aspetti è stato forse superiore rispetto a quello con Giovanni Falcone, che poi andò a Roma. Io rimasi in contatto con lei e nacque un rapporto veramente molto bello. Tant’è che poi chiamai mia figlia Francesca, anche nel ricordo di questa grande donna

Lei – prosegue Genchi – mi ha dato un insegnamento che io porto ancora dentro di me: ovvero che accanto ad un grande uomo c’è sempre una grande donna. Spesso le mogli rimangono nascoste, dietro, ma hanno un ruolo fondamentale. Francesca è stata per Giovanni Falcone una compagna importante, come moglie e come magistrato. Silenziosa, ma attenta. A me dispiace che si parli poco di Francesca Morvillo. È bene che si parli di Giovanni Falcone. Ma lui aveva il “turbo” anche grazie a lei».

Genchi è poi entrato nel dettaglio, parlando anche delle sue indagini nei computer manomessi di Falcone, i presunti mandanti esterni, le “menti raffinatissime” e gli altri misteri irrisolti della Strage di Capaci.

 

PROSSIMAMENTE L’INTERVISTA COMPLETA SU ILSICILIA.IT

 

 

LEGGI ANCHE:

I buchi neri della Strage di Capaci: ecco tutti i misteri irrisolti

Strage di Capaci, le nuove verità: “Non fu Brusca a premere il telecomando”

Mafia e menti raffinatissime: “Falcone mi fece il nome di Bruno Contrada” | VIDEO

© Riproduzione Riservata
Tag:

Fenomeno serie tv

di Michele Lombardo

Merchandising: Fenomeno planetario, dove acquistare

Il mio primo acquisto di un articolo legato ad una serie tv o ad una saga cinematografica è avvenuto due decenni fa quando, trovandomi a Bologna a passare il capodanno da amici, andai a visitare un negozio del quale avevo sentito parlare tra gli appassionati di fantascienza.

Wanted

di Ludovico Gippetto

Nudité: una mostra fotografica che custodisce memorie altre

Si inaugura a Ragusa la mostra fotografica "Nudité - Il Giardino di Afrodite" a cura di Giuseppe Nuccio Iacono. La collettiva nasce dal lavoro del 1° Seminario della fotografia di Nudo nell’ottobre del 2019, in collaborazione con il Festival europeo del Nudo di Arles (Francia).

Fuori dal coro

di Pietro Busetta

Il colpo di mano sull’autonomia differenziata

Subdolamente con un inserimento nella legge di bilancio sta passando l’autonomia differenziata. Si tratta di un collegato alla legge di bilancio fatto passare nella notte che sta riportando il tema dell’autonomia in corsa per essere approvato.

Blog

di Renzo Botindari

La strada ed il pallone

Quanti di voi sono cresciuti giocando per strada, hanno frequentato le scuole pubbliche, dovendo crescere a volta prima del previsto? Cosa oggi hanno imparato e cosa possono consigliare alle nuove generazioni?

Rosso di sera

di Elio Sanfilippo

Aldo Rizzo: una risorsa sprecata

Nei giorni scorsi abbiamo appreso la triste notizia della scomparsa di Aldo Rizzo conosciuto e apprezzato prima come magistrato e poi come politico e amministratore pubblico.

In Primis la Sicilia

di Maurizio Scaglione

Una politica con troppi Capi e pochi Leader

Sono giorni frenetici per la politica nazionale e siciliana. Iniziano assemblee, vertici e riunioni dei partiti per discutere le migliori strategie, per non perdere posizioni e leadership nelle varie coalizioni. Ma tutto ciò serve veramente a qualcosa?

Alpha Tauri

di Manlio Orobello

Il Re traditore

Il 2 giugno 1946, con la proclamazione della Repubblica Italiana veniva scritta la parola fine alla monarchia e con essa alla guida dello stato  da parte della casa Savoia.

Segreti e non misteri

di Alberto Di Pisa

Lincoln come Kennedy, il potere dei soldi

Il 14 aprile 1865, Abramo Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti, fu assassinato raggiunto da un proiettile calibro 44 sparatogli alla testa da un sicario. fu ucciso mentre, dal palco presidenziale, assisteva alla commedia musicale Our American Cousin