Ex ponte Graci, i commercianti: "Lavori fermi, crollo del fatturato, la Regione intervenga" :ilSicilia.it
Catania

la lettera

Ex ponte Graci, i commercianti: “Lavori fermi, crollo del fatturato, la Regione intervenga”

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10 Aprile 2020

Ancora disagi fra Misterbianco e Motta Sant’Anastasia, lungo la strada statale 121 “Catanese”. Con la demolizione dell’ex ponte Graci, e il mancato completamento dei lavori per il nuovo cavalcavia, gli operatori commerciali della zona, già gravati dalle difficoltà per il Coronavirus, denunciano pesanti cali di fatturato.

«In riferimento alla vicenda dell’ex ponte Graci, abbattuto improvvisamente nel settembre 2019, in qualità di operatori commerciali di rilievo nelle zone antistanti al ponte – scrivono in una nota – desideriamo far sapere all’opinione pubblica che il danno emerso da questa immane problematica infrastrutturale ha creato da subito un crollo del fatturato del 30%, che poi è andato via via peggiorando a dicembre, data in cui doveva essere prevista la consegna del ponte nuovo, con un calo ulteriore facilmente dimostrabile dalle scritture contabili. E siamo ad oltre il 40%.

ANAS, Demolizione Viadotto SS 121 graci
La demolizione del Ponte Graci

Questo calo di fatturato ha determinato un crollo verticale degli utili, tale da non consentire più di far fronte alle esposizioni debitorie, bancarie e fideiussorie, creando inoltre un danno occupazionale e un danno di immagine dovuto al fatto che molti clienti sono stati impediti nel fornirsi presso le nostre aziende di bricolage, di ferramenta, di edilizia, di arredo, nonché l’area di servizio e costretti così a rivolgersi altrove.

Chiediamo quindi pubblicamente che venga determinato un periodo di ripresa di questa zona tramite la costruzione del nuovo ponte, a prescindere da tutte le problematiche che possono essere sorte. E anzi vorremmo sapere come mai nel 2020 si costruiscono ospedali in 10 giorni e non si riesce a fare un ponte di 18 metri che rappresenta il passaggio più importante del comprensorio Misterbianco–Motta Sant’Anastasia paesi versante sud-ovest dell’Etna. Con la presente lettera – concludono Giovanni Alesci, Rosario Baudo, Filippo Zanghì, Lorenzo Valenti e Roberto Baudo  – ci esponiamo per la richiesta della definitiva risoluzione del problema di cui sopra».

 

 

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