Falcone, Salvini: "Polemiche offendono le vittime". Fico: "Quel giorno decisi da che parte stare" :ilSicilia.it

Gli interventi del ministro dell'Interno e del presidente della Camera all'Aula Bunker

Falcone, Salvini: “Le polemiche sono un’offesa alle vittime”. Fico: “Quel giorno decisi da che parte stare”

di
23 Maggio 2019

“L’Italia vincerà contro la mafia, la camorra e la ‘ndrangheta. Dopo quella bomba nulla è stato più come prima. Quel sacrificio è valso il risveglio di un popolo. I ragazzi che oggi sono qua sono il segno che vinceremo contro la mafia e la criminalità organizzata. Quella bomba ha portato dolore ma anche speranza. Grazie a chi si è sacrificato”.

Così il ministro degli Interni, Matteo Salvini, nell’aula bunker dell’Ucciardone, a Palermo, per l’anniversario della strage di Capaci, in cui vennero assassinati i giudici Giovanni Falcone e Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro. 

“La mafia ormai è ovunque, non appartiene più solo a pochi luoghi, e bisogna saper denunciare perché chi tace è complice. Paese per paese, giorno per giorno sequestro per sequestro gli stiamo portando via negozi e tutti i beni accumulati dalle mafie illegalmente. Stiamo togliendo quello su cui prospera questa gente”, ha sottolineato Salvini.

“Sono orgoglioso perchè le nostre forze di polizia vengono chiamate in altri paesi. Ogni tanto ci piangiamo addosso” ma “all’estero ci stimano”, “hanno stima dei nostri inquirenti, delle nostre forze dell’ordine, dei nostri magistrati. Siamo un grande Paese, dovremmo credere in più in noi stessi”.

“Oggi è la giornata dell’unità nazionale contro le mafie: sono incomprensibili le polemiche e le assenze di certa sinistra, che non sono un’offesa a me ma alla memoria di Giovanni Falcone e di tutte le eroiche vittime della mafia“, ha poi aggiunto Salvini.

Roberto Fico: “Quel giorno decisi da che parte stare”

“Questo è un giorno troppo importante, un giorno in cui la lotta alla mafia la ribadiamo come Stato, con forza, senza divisioni. Una lotta che deve unire tutti contro un fenomeno che avra’ un termine” e “come Stato dobbiamo riuscire a farlo finire prima possibile”.

Lo ha detto nell’aula bunker di Palermo, dove si celebra l’anniversario della strage di Capaci, il presidente della Camera, Roberto Fico. “Dobbiamo andare oltre la repressione – ha aggiunto Fico – dobbiamo immediatamente arrivare” nella societa’, ai giovani “con la formazione, con le scuole, con gli assistenti sociali”.

“Quel giorno è cambiato tutto nel nostro Paese e dentro di me, e proprio quel giorno decisi da che parte stare”. “E’ da li che nasce l’azione politica che mi porta ad essere la terza carica dello stato”, ha aggiunto Fico.

© Riproduzione Riservata
Tag:

Blog

di Renzo Botindari

Quella celestiale melodia in “LA”

Il presenzialismo non finalizzato ad alcuna crescita è una opportunità sprecata, ecco perché trovo piacere di ospitare chi sappia apprezzare il valore del “regalo”.
Banner Telegram

Alpha Tauri

di Manlio Orobello

Il Re traditore

Il 2 giugno 1946, con la proclamazione della Repubblica Italiana veniva scritta la parola fine alla monarchia e con essa alla guida dello stato  da parte della casa Savoia.

Rosso di sera

di Elio Sanfilippo

La Repubblica compie 75 anni!

Una delle cause principali delle difficoltà in cui versa il Paese, segnato da uno sbandamento anche morale, da una involuzione culturale e civile, nasce sicuramente dall’avere smarrito il senso di questa data, da un affievolirsi dei valori che sono stati alla base della nascita della Repubblica
Banner Italpress

Segreti e non misteri

di Alberto Di Pisa

Lincoln come Kennedy, il potere dei soldi

Il 14 aprile 1865, Abramo Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti, fu assassinato raggiunto da un proiettile calibro 44 sparatogli alla testa da un sicario. fu ucciso mentre, dal palco presidenziale, assisteva alla commedia musicale Our American Cousin