Falsi incidenti a Palermo, le intercettazioni shock: "Dietro ogni truffa c'è un grande sacrificio" | VIDEO :ilSicilia.it
Palermo

l'operazione "Over"

Falsi incidenti a Palermo, le intercettazioni shock: “Dietro ogni truffa c’è un grande sacrificio” | VIDEO

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15 Maggio 2019

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A condurre l’operazione “Over” sono stati i carabinieri del Nucleo investigativo di Monreale (PA).

“Dall’inizio dell’indagine – si legge in una nota – sono emerse le figure di Luca Reina, titolare di una agenzia di pratiche assicurative di via Leonardo da Vinci, e di Salvatore Andrea Cintura, componente della nota omonima famiglia attiva nei quartiere Cep e Borgo Nuovo, quali soggetti al vertice dell’organizzazione che si sono avvalsi di una cerchia ristretta di collaboratori: organizzatori e procacciatori di vittime, testimoni e autisti di mezzi da utilizzare per i sinistri Alessio Cappello, Domenico Cintura, Giovanni Napoli, Antonino Buscemi, Sufiane Saghir e Giuseppe Orfeo, nonché di numerose vittime consenzienti, falsi testimoni ed autisti dei veicoli coinvolti nei falsi sinistri”.

Colpisce l’estremo cinismo nel privilegiare l’avvicinamento di persone in precarie condizioni economiche, in alcuni casi anche colpite da disabilità intellettive o da tossicodipendenza, al fine di riuscire più facilmente a contenere le loro successive richieste di denaro. L’illusoria prospettiva di incassare lauti risarcimenti – aggiungono gli inquirenti – aveva facile presa su questi soggetti disperati e indigenti, che acconsentivano a subire lesioni di particolare gravità, con la promessa che il risarcimento assicurativo sarebbe stato più consistente quanto più gravi fossero state le fratture che venivano loro inflitte”.

Le “riunioni” della banda avvenivano “nell’agenzia di scommesse di via Pietro Scaglione 67, gestita da membri della famiglia Cintura; nell’agenzia di infortunistica stradale ‘Studio Ellerre S.r.l.’ di via Leonardo da Vinci, gestita da Luca Reina; in una stalla annessa a una villa seicentesca in via Mango di Palermo, storica roccaforte della famiglia Cintura di Borgo Nuovo, dove sono stati registrati anche tre episodi nel corso dei quali venivano inferte lesioni, la casa di Alessandro Bova (indagato), dove è stato registrato un altro episodio di analoga natura”.

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