15 Settembre 2019 - Ultimo aggiornamento alle 17.31

Capitale Messina

“Familismo universitario, anche se in calo, sempre presente nelle regioni meridionali”

5 Luglio 2017

Il sociologo Edward C. Banfield scrisse nel 1958 il saggio “The Moral Basis of a Backward Society (Le basi morali di una società arretrata), nel quale, studiando alcuni paesi del Sud Italia, introdusse il concetto del “familismo amorale”Si tratta di quella condotta etica tipicamente meridionale, che tende a privilegiare il benessere del proprio clan familiare a discapito dell’interesse di tutta la comunità. Secondo l’autore il familismo amorale sarebbe la principale causa dell’arretratezza sociale e del sottosviluppo economico del Mezzogiorno.

Sono passati 60 anni e l’argomento è ancora attuale, se leggiamo la ricerca pubblicata sul Corriere della Sera di Stefano Allesina e Jacopo Grilli. I due, ricercatori dell’Università di Chicago, hanno pubblicato uno studio, in prosecuzione di un lavoro analogo del 2011, nel quale valutano l’incidenza del nepotismo nell’Università italiana.

Analizzando con metodi statistici i cognomi di 133 mila ricercatori italiani, francesi ed americani, dimostrano che il fenomeno, seppure in calo, in Italia è più marcato rispetto ai nostri cugini francesi o agli Stati Uniti. Ed è presente in misura altamente significativa soprattutto in Puglia, Campania e Sicilia: è in queste regioni che i professori con i cognomi uguali ricorrono di più.

Che l’Università italiana dei “baroni” fosse la culla del nepotismo, che non è solo quello familiare, è cosa risaputa; anche se il fenomeno è stato mitigato, ma non eliminato a quanto pare, dalla legge Gelmini che rende più difficile l’assunzione di un parente. Ma questa patologia della selezione non è ristretta all’ambito accademico, ė invece diffusa a tutti i livelli del nostro contesto sociale. E si sviluppa da un humus culturale nel quale è totalmente assente la cultura del “merito”.

Intendo dire che se il familismo prospera e regge nel tempo è anche perché rappresenta una rete di protezione, contro una competizione che mai diventa meritocratica. Poiché in Italia regna la sfiducia nel merito, e la selezione difficilmente sarà basata su valori oggettivi, allora risulta meno “amorale” il familismo agli occhi di chi lo esercita.  La vera questione, la madre di tutte le battaglie per far funzionare questo Paese e per dare pari opportunità a tutti i suoi cittadini, è quella di affermare finalmente il valore assoluto e prioritario del merito.

LiberiNobili
di Laura Valenti

I passi di gambero e la regressione nei bambini

La probabilità di ricorrere a meccanismi di difesa regressivi è alta se alla particolare vulnerabilità emotiva del bambino si aggiungono atteggiamenti genitoriali di iperprotezione e di paura fino ad arrivare al baby-talking, per cui il bambino tende a ritirarsi sempre più dal rapporto con l'esterno.
Epruno - Il meglio della vita
di Renzo Botindari

Al vincitore i giri

Non ho mai creduto e accettato i regolamenti che davano tutto il potere ad una sola persona, neanche quando da bambino giocando per strada davamo tutta questa importanza a chi portava il pallone, dando lui la possibilità di decidere chi giocava e in quale delle due squadre
Sanità in Sicilia
di Salvatore Corrao

Cos’è la Medicina interna e perché può essere una risorsa per il Sistema sanitario nazionale

Un grande maestro il professore Giacinto Viola scriveva sul suo trattato di Medicina Interna del 1933: “in Clinica tutto è improvvisazione, caso per caso, e gli ammalati così diversi sempre, anche quando hanno la stessa malattia, sono poi così mobili nei loro sintomi e fatti obiettivi, che spesso ciò che di essi si dice alla sera non è più vero al mattino”. 
Wanted
di Ludovico Gippetto

“I vestiti nuovi” della dea di Morgantina

Il caso della famigerata dea di Morgantina, ritornata in Sicilia nel 2011 dopo una lunga trattativa con uno dei più grandi musei del pianeta: il J. Paul Getty Trust di Malibu, in California.
Rosso di sera
di Elio Sanfilippo

Il 25 aprile festa della libertà tra memoria e impegno

Anche quest’anno la ricorrenza del 25 aprile non è immune da polemiche insulse e pretestuose che puntano a delegittimare e a ridimensionare la portata storica di quel straordinario avvenimento che fu la Resistenza, quel grande movimento di popolo che restituì agli italiani la libertà e cancellò la vergognosa pagina del fascismo.