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Verso le elezioni regionali del 5 novembre

Fava è il candidato della sinistra in Sicilia, si defila Navarra

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4 Settembre 2017

Claudio Fava sarà il candidato della sinistra unita in Sicilia. E’ quanto si legge in una nota congiunta firmata proprio dal vice presidente dell’Antimafia con l’editore Ottavio Navarra, che era stato indicato come candidato da Prc e altri partiti di sinistra prima dell’avvio del dialogo con Mdp e Sinistra italiana, che si sono giù espressi a favore di Fava. Il 10 settembre è in programma un’assemblea regionale per il programma e l’ufficializzazione di Fava.

Ciò è stato deciso al termine di un incontro tra Fava e l’editore Ottavio Navarra. “Nel corso dell’incontro – si legge in una nota congiunta – è  stato ripercorso il tragitto fin qui seguito fin dalla stesura dell’appello iniziale ribadendo la necessità per la Sicilia della costruzione di un polo alternativo a quelli esistenti non in grado di rappresentare una risposta alle speranze dei siciliani. Sul piano programmatico è stato ribadito un impegno sul tema dei beni comuni e sulla necessita’ di una loro oculata gestione ponendo fine ai processi di privatizzazione, la necessita’ di una azione contro le poverta’ in Sicilia, l’opportunita’ di offrire risposte al diritto allo studio“.

Nella sostanzaprosegue la nota -, si raccolgono oggi i frutti avvelenati causati dalla coalizione che sostiene Crocetta, in continuità con i governi Lombardo e Cuffaro. La crisi di funzionamento e di credibilità dell’Ars, con la costante delegittimazione del ruolo storico dell’autonomia siciliana, sono da addebitare alla responsabilità di un ceto politico trasformista, dedito alla sua autoconservazione e a garantire esclusivamente clientele ed affari. Nella stessa direzione vanno privatizzazioni, sperpero e perdita delle risorse comunitarie, rapina. delle ricchezze naturali, devastazioni ambientali, degrado dell’assetto idrogeologico dei territori, incuria e abbandono del patrimonio boschivo, storico e paesaggistico, negazione dei diritti costituzionali, della salute come del sapere e dell’assistenza ai soggetti svantaggiati“.

Di questo contesto il PD – sottolinea la nota – è oggi il principale responsabile. Da questa consapevolezza, nasce la volontà di costruire una alternativa al PD e ai poli politici esistenti e alla rete di potere da essi rappresentati. Da qui la costruzione di un progetto che, per essere credibile, deve avere caratteristiche di rottura radicale, capace di suscitare sentimenti di speranza e desideri di partecipazione nella battaglia per il cambiamento in larghi settori dell’elettorato“.

Fava e Navarra – si legge sempre nella nota – hanno riconosciuto e apprezzato il percorso avviato da mesi da centinaia di attivisti con il supporto di diverse forze politiche della sinistra, di movimenti e realtà associative, perche’ ha creato le premesse di questo progetto. Alla luce di tutto ciò, nel rispetto della intesa condivisa unitariamente il 31 agosto tra tutti i soggetti presenti, danno appuntamento per il 10 settembre ad una assemblea regionale alla quale proporre un percorso programmatico e la candidatura di Claudio Fava a Presidente della Regione Sicilia alle elezioni regionali“.

“Siamo convinti che la sfida messa in campo è inedita per la Sicilia e per il nostro Paese – affermano Fava e Navarra -. L’assemblea del 10 sancirà l’atto di nascita di una sfida politica che non si esaurirà con il voto del 5 novembre. Per questo chiamiamo a raccolta le esperienze migliori della societa’ siciliana. E’ il tempo di un cambiamento necessario ed utile. Vogliamo mettere a disposizione dei siciliani e di tutte le forze che sostengono questo progetto – sottolineano Fava e Navarra – le nostre competenze e la nostra passione“.

Su  Fb intanto Claudio Fava scrive:”Non ho cercato io questa candidatura. Non mi sono proposto. Me l’hanno chiesto sulla soglia di un bivio. Accettare di essere gli inutili Ascari nella coalizione con Alfano; oppure andare da soli, provando a cercare un voto largo, vasto, libero e d’opinione: tutto, tranne che di testimonianza. Avrei potuto rifiutare, per molte buone ragioni di convenienza personale e politica. Per evitare gli sfottò, i risentimenti, le analisi del sangue, le preoccupazioni. E invece non mi tiro indietro“.

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