Ferrovie, Falcone: "Limiti del Frecciabianca non possono offuscare la nostra cura del ferro" :ilSicilia.it

la dichiarazione

Ferrovie, Falcone: “Limiti del Frecciabianca non possono offuscare la nostra cura del ferro”

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15 Novembre 2021

Fa bene l’onorevole Pullara a ricordare che, purtroppo, il Frecciabianca assegnato alla Sicilia dal ministero dei Trasporti e Trenitalia non serve a migliorare i tempi di percorrenza e neppure, in generale, a ridurre il divario che il sistema ferroviario dell’Isola sconta, da decenni, rispetto al resto del Paese. Lo abbiamo ribadito anche nel corso della cerimonia di consegna a Catania, a cui eravamo presenti per doveroso garbo istituzionale. Purtroppo, però, il collega dimentica di tenere conto dei risultati raggiunti in questi anni dalla Regione che, di certo, neppure i limiti del Frecciabianca possono offuscare“. Così l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, commentando le dichiarazioni rilasciate oggi dal deputato regionale Carmelo Pullara.

Il Governo Musumeci – aggiunge Falcone – ha avviato un reale rinnovamento della flotta siciliana con l’acquisto di 25 nuovi treni elettrici “Pop”, attestandosi come seconda Regione italiana per la tempestività di questo materiale rotabile. Nel marzo 2022, arriveranno in Sicilia i primi 10 treni bimodali, diesel-elettrico, che vogliamo utilizzare in tutte le tratte più disagiate: Palermo-Agrigento, Trapani-Castelvetrano, Siracusa-Ragusa e così via. Era la prima cosa da fare: acquistare nuovi treni in sostituzione dei tanti ormai obsoleti, così da migliorare da subito qualità e tempistiche dei collegamenti ferroviari regionali. Bene, l’abbiamo fatto. Inoltre, stiamo lavorando per portare già nel 2024 degli innovativi treni a idrogeno con allestimenti di alta gamma. Siamo pronti a intervenire in Aula – conclude Falcone – per relazionare sui 300 milioni di euro investiti dalla Regione in materiale rotabile, un’azione di svecchiamento radicale della nostra flotta di treni, che la porterà a essere già dal 2022 fra le più “giovani” d’Italia”.

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