Fiammetta Borsellino non si ferma e rilancia: "Ecco le responsabilità di Di Matteo e degli altri pm" | AUDIO :ilSicilia.it
Palermo

L'intervista a "La Radio ne parla" (Rai Radio1)

Fiammetta Borsellino non si ferma e rilancia: “Ecco le responsabilità di Di Matteo e degli altri pm” | AUDIO

di
3 Luglio 2018

“Ho chiesto un incontro al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e mi è stato risposto che non erano previste trasferte a Palermo. Quindi dovevo andare io al ministero. Per motivi familiari non posso muovermi dalla Sicilia. Vista anche la richiesta di un incontro telefonico mi è sembrato poco elegante richiedermi di andare a Roma“. Lo afferma Fiammetta Borsellino, figlia di Paolo, il magistrato ucciso nella strage di via D’Amelio nel 1992, a La Radio ne parla (Rai Radio1 – QUI L’AUDIO), dopo la lettura delle motivazioni della sentenza del processo Borsellino quater depositate sabato.

Ministro Giustizia, Alfonso Bonafede
Il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede

Questa sentenza sicuramente non è un punto di arrivo ma un solido punto di partenza. – aggiunge – Racconta e delinea una delle pagine più buie e oscure del nostro Paese. Il depistaggio di una strage definito il più grande della storia. Facevamo una considerazione con i miei fratelli. Ci riteniamo fortunati perché di questo depistaggio riusciamo a capire qualche cosa. E questo non si può dire per altre situazioni come Ustica e Brescia. È un depistaggio commesso quasi in modo grossolano“.

Oggi credo che chi deve dare spiegazioni o chiedere scusa, sono persone delle istituzioni ha ribaditoil fatto che rimangano in silenzio è il più grande dolore, una grande offesa all’intelligenza e alla buona fede di tante persone oneste. Non ne faccio una questione personale. Oltre al reato di calunnia, accertato per molti poliziotti, non si può eludere un approfondimento sulle anomalie gravissime, che hanno configurato l’attività investigativa e processuale di magistrati, su cui bisogna fare degli accertamentiMi riferisco ad Anna Maria Palma, oggi all’apice della sua carriera insieme a Carmelo Petralia“.

ninodimatteoPoi Fiammetta (come aveva già fatto 9 mesi fa – LEGGI QUI) tira in ballo nuovamente il pm del processo trattativa, Nino Di Matteo“Lui era stato incaricato proprio da Tinebra, di rivedere le posizioni di Scarantino. Addirittura diresse ben 5 colloqui con Scarantino e non evidenziò alcuna contraddizione. Una cosa importantissima che avrebbe potuto far crollare subito il processo, fin dagli inizi, fu il confronto tra Scarantino, Cancemi, Santino Di Matteo e La Barbera. Lì Scarantino fu letteralmente umiliato da Cancemi: questi si mise addirittura in ginocchio di fronte ai magistrati Petralia, Palma, Di Matteo e Giordano, chiedendo di non credere a Scarantino… ma quel confronto non fu mai depositato in dibattimento. E questo è di una gravità inaudita”.

“Mi sono rivolta a Mattarella. Purtroppo in questo paese le risposte arrivano solo dopo una grossissima pressione mediatica e una fatica emotiva immensa da chi ha già subito tantissimo”.

© Riproduzione Riservata
Tag:

Blog

di Renzo Botindari

Quella celestiale melodia in “LA”

Il presenzialismo non finalizzato ad alcuna crescita è una opportunità sprecata, ecco perché trovo piacere di ospitare chi sappia apprezzare il valore del “regalo”.
Banner Telegram

Alpha Tauri

di Manlio Orobello

Il Re traditore

Il 2 giugno 1946, con la proclamazione della Repubblica Italiana veniva scritta la parola fine alla monarchia e con essa alla guida dello stato  da parte della casa Savoia.

Rosso di sera

di Elio Sanfilippo

La Repubblica compie 75 anni!

Una delle cause principali delle difficoltà in cui versa il Paese, segnato da uno sbandamento anche morale, da una involuzione culturale e civile, nasce sicuramente dall’avere smarrito il senso di questa data, da un affievolirsi dei valori che sono stati alla base della nascita della Repubblica
Banner Italpress

Segreti e non misteri

di Alberto Di Pisa

Lincoln come Kennedy, il potere dei soldi

Il 14 aprile 1865, Abramo Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti, fu assassinato raggiunto da un proiettile calibro 44 sparatogli alla testa da un sicario. fu ucciso mentre, dal palco presidenziale, assisteva alla commedia musicale Our American Cousin