FIPE: "Non si può più aspettare. Intervenire sull'emergenza economica siciliana" :ilSicilia.it

La lettera della Federazione Italiana Pubblici Esercizi di Sicilia

FIPE: “Non si può più aspettare. Intervenire sull’emergenza economica siciliana”

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30 Marzo 2020

La FIPE Sicilia scrive una lettera aperta al Presidente della Regione Nello Musumeci, all’assessore all’Economia Gaetano Armao e al Presidente dell’ABI Sicilia Salvatore Malandrino: “Non si può più aspettare. Occorre intervenire sull’emergenza economica siciliana”, scrivono il Presidente Dario Pistorio e il vicepresidente Antonio Cottone.

Ecco il testo integrale della lettera della missiva:

«La Nostra Associazione, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi di Sicilia, FIPE Sicilia, aderente alla Confcommercio Sicilia, rappresenta oggi la massima espressione nel settore della “somministrazione“, infatti all’interno di essa si raggruppano le sigle e le attività che racchiudono somministrazione di alimenti e/o bevande e divertimento in genere (bar – ristoranti – pasticcerie – pizzerie – wine bar – pub – discoteche – balneari … etc.).

Rappresentiamo in tutto il territorio siciliano circa 15.000 Pubblici esercizi, con una forza lavoro continua e stagionale di circa 90.000 persone, da aggiungere a tutti i titolari e spesso anche ai collaboratori familiari che alzano il numero di occupati a circa 105.000 unità.

Un numero veramente importante che nel tessuto del territorio Siciliano incide nel pil economico in maniera significativa, anche per l’indotto economico collaterale e che nel corso degli ultimi cinque anni (2014/2019) ha rappresentato un aumento in termini di fatturato di circa il 10% con una conseguente ricaduta positiva in ambito lavorativo rappresentando il settore che ha registrato il maggior numero di assunzioni, incrementandosi ulteriormente durante le stagioni calde che in Sicilia significano più di 6 mesi l’anno con prospettive sempre più ampie in termini di incremento temporale arrivando anche a picchi di incremento lavorativo per quasi tutto l’anno.

Premesso che ringraziamo il Presidente Musumeci per ciò che sta facendo in un momento così complesso, in una “guerra ad un nemico invisibile “dove non ci saranno né vinti né vincitori, e ringraziamo anche Il Presidente Della Commissione ABI Sicilia Malandrino per il giusto supporto che sta dando e che darà.

Ma dobbiamo esternare la nostra estrema difficoltà per una serie di problematiche che stiamo riscontrando, e che sono sicuro nel breve e minor tempo possibile riuscirete a trovare soluzioni essenziali per la vita delle aziende in questione, per i titolari e per i nostri collaboratori.

Abbiamo messo per iscritto una serie di richieste che riteniamo più necessarie per un comparto abituato ad accogliere centinaia di migliaia di persone ogni giorno sia con la popolazione residente che con la popolazione turistica , importantissimi presidi in ogni città Siciliana, in ogni paese Siciliano dove esiste anche un piccolo bar o un piccolo ristorante che fa si che il territorio non si spenga, infatti dobbiamo riconoscere che anche nei paesi di minor attrattiva turistica del territorio esiste almeno una postazione di Carabinieri e almeno un Bar ma non sempre un ufficio postale.

Detto ciò, dobbiamo tutti Noi fare il possibile per trovare soluzioni e difendere la capacità produttiva con immediati sostegni di liquidità, cosa necessaria per la sopravvivenza di tutti e dell’intero comparto che rappresento. A questo punto dopo una serie di consultazioni di tutti i Nostri esercizi nel territorio, richiediamo e riteniamo che si evidenzino con estrema urgenza i seguenti punti:

  • Gli interventi ad oggi nei Pubblici esercizi devono essere di carattere straordinario;
  • Blocco integrale di oneri e contribuzioni previdenziali e assistenziali (sino ad una accettabile ripresa del mercato e comunque non prima del dicembre 2020);
  • Ricorso alle banche con accessi facilitati o con rating meno rigidi (COVID-19) con eventuale cancellazione del merito creditizio (Crif), allargando le maglie della meritocrazia bancaria e cercando di evitare l’attuazione di tale operazione alle aziende in odor di mafia che incorrerebbero il rischio dell’utilizzo del denaro incrementando il ricorso all’usura;
  • Riconoscimento dello stato di “Calamità di Pandemia” per poter fruire dei risarcimenti previsti dalle attuali polizze assicurative;
  • Blocco dei “Crediti Cambiari” e “Assegni Postdatati” (problema evidenziato anche dal Presidente Musumeci ) con la non “Protestabilità” sino al mese di ottobre 2020;
  • Far pagare con effetto immediato le utenze solo per la parte dei consumi reali ed annullare le voci attinenti al trasporto energia, accise, addizionale, oneri, iva , fino al 30 dicembre 2020.

Egregio Presidente Musumeci ed Egregio Presidente Malandrino, Noi non ci fermiamo, ma già pensiamo ad un progetto di ricostruzione del settore, guai se così non fosse, e voglio ricordarVi che la Sicilia è stata più volte citata come meta turistica da importantissime testate mondiali come tra le migliori mete enogastronomiche e ne sono controprova le tantissime eccellenze enogastroniche che altresì ci rappresentato in Italia e nel mondo.

Dunque da attuare a partire dalla sospensione delle attuali misure di contenimento, Noi chiediamo:

  • Riduzione del 35/40% della contribuzione previdenziale sul lavoro subordinato, prevedendo crediti d’imposta da utilizzare per le nuove assunzioni e/o per l’impiego di persone svantaggiate con conseguente diminuzione del lavoro sommerso;
  • Detassazione e decontribuzioni degli straordinari e dei benefits;
  • Coinvolgimento attivo delle realtà imprenditoriali locali nelle scelte strategiche per la riqualificazione o espansione urbanistica e nell’erogazione di sovvenzioni pubbliche;
  • Predisposizioni di protocolli unici validi su tutto il territorio Siciliano.

Una visione, Cari Presidenti, di insieme che unisce trasversalmente professionalità e competenze, raggiungendo già così un importante risultato, quello di superare gli individualismi e fare rete per supportare la ripartenza. Non meno importante, la volontà di usare questo tempo non solo per chiedere, ma anche per ascoltare tutto il territorio che ogni giorno conosce e vive l’attività di somministrazione, con tutto ciò che comprende, e capire quali siano le giuste basi da proporre al Governo Siciliano o da essere Lei Presidente Musumeci il portatore di interessi di queste attività al Governo Nazionale Centrale e Lei Presidente Malandrino che sia invece di esempio per ripartire con il piede giusto in una economia legata a parametri bancari che non sono più giustificabili nella storia della Nostra Regione e nel complesso nel Nostro Amato Paese».

 

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