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Siracusa

Sette accusati di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale

Così fan tutti, Pd nella bufera firmopoli. Sette indagati per elezioni amministrative 2013

di
15 Dicembre 2016

Sono sette le persone indagate dalla Procura della Repubblica di Siracusa nell’ambito dell’inchiesta denominata “Firmopoli”, scaturita dalla denuncia dell’architetto Giuseppe Patti in merito a presunte sottoscrizioni false nella lista civica “Rinnoviamo Siracusa Adesso!” per le elezioni amministrative 2013.  A pochi giorni dal voto Patti, che aveva ritirato la sua candidatura a primo cittadino a sostegno di Giancarlo Garozzo, era stato inserito come capolista. La polizia giudiziaria, dopo aver svolto numerosi atti di indagine ed ascoltato varie persone informate sui fatti, ha eseguito perquisizioni domiciliari a carico di sette persone accusate a vario titolo di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale e utilizzo di un atto falso in riferimento ai moduli di dichiarazione di presentazione di candidato alla carica di sindaco e di lista di candidati alla carica di consigliere comunale della lista civica denominata “Rinnoviamo Siracusa Adesso!”

Disattenzioni anche dell’ufficio anagrafe elettorale, mancano firme o sono false e fotocopiate.

Le perquisizioni hanno riguardato E.S. di 61 anni, che avrebbe effettivamente autenticato le firme; A.S. di 71 anni, A.A. di 39, M.O. di 39, C.S. di 38, in qualità di presentatori/promotori; e V.A. di 71 anni, ed A.F. di 74 anni, delegati alla presentazione della lista Rinnoviamo Siracusa Adesso! Nel corso delle perquisizioni è stato sequestrato materiale di interesse investigativo che sarà analizzato nei prossimi giorni.  “Posso confermarvi – ha dichiarato il procuratore Francesco Paolo Giordanoche stiamo indagando anche su altre liste presentate. Non sono esclusi altri sviluppi della vicenda perché acquisiremo ulteriori documenti“.

Il servizio de Le Iene del 13 dicembre comincia con un inviato del programma che entra nel luogo di lavoro del consigliere comunale Pd, Loredana Spuria per l’inchiesta sulla sua candidatura; lei chiama l’ispettore del suo ufficio che minaccia l’inviato del programma. “Ci penserà la procura“, dice la Spuria, “facciamo come il film di Rossella Aora, ci penserò domani“. (O’hara, magari, e magari domani è un altro giorno).

A Silvio Vintaloro (ex Pd, ora Sinistra Italiana, consigliere di circoscrizione ad Acradina) hanno falsificato la firma e sbagliato il numero della sua carta d’identità: “Quella firma non è la mia. A parte che io firmo con prima il nome e poi il cognome, mentre nel modulo è al contrario. E poi la calligrafia è totalmente diversa – aggiunge – Non ho mai sottoscritto quella lista, farò una denuncia“. Vintaloro ma non è il solo a non riconoscere la propria firma, anche la docente Marina De Michele; la iena Dino Giarrusso non demorde e gira la città in attesa di dichiarazioni. Grillo e i Cinquestelle insorgono, dopo essere stati tartassati per la ‘firmopoli’ siciliana durante le scorse settimane.

Santino Armao, del Pd, presidente del consiglio comunale, scappa dalle domande della Iena irridendo, il sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo invece incalza: “Io non sono abusivo, c’è stato un evidente reato; ma forse secondo la magistratura non esiste una quantità di firme false tali da inficiare il voto finale. Ma voglio verificare tutto“. L’attenzione, ovviamente, si è già estesa su altre liste civiche. Basta aspettare altre novità.

L’esponente dem Simona Princiotta, dopo l’esposto di Patti, è andata all’ufficio comunale. “Patti non è un novellino ; attuerò la presentazione di un esposto, tempestivo e circostanziato, su presunte irregolarità nell’altra civica a sostegno di Garozzo“.

Io ho accettato di essere candidato in una lista che appoggiava Garozzo ma hanno autenticato 750 firme in 5 giorni, ed io da capolista ho accettato la candidatura solo dopo che io abbia accettato la candidatura. I fogli depositati sono fotocopiati”. Così l’architetto ed ex candidato Giuseppe Patti.

 

 

 

 

 

 

 

 

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