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caronte manchette
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Ragusa

l'operazione della guardia di finanza

Fiumi di droga a Ragusa: sequestrate undici tonnellate di hashish

29 novembre 2018

Undici tonnellate di hashish, trasportate su un’imbarcazione a vela di oltre 19 metri intercettata in acque internazionali, sono state sequestrate dalla guardia di finanza che ha arrestato i due componenti l’equipaggio, entrambi bulgari. L’operazione, coordinata dalla Procura di Ragusa, rientra nell’ambito di una più ampia e strutturata attività di collaborazione internazionale tra le autorità spagnole, la Direzione centrale per i servizi antidroga italiana e la guardia di finanza.

L’abbordaggio è avvenuto nella nottata tra il 26 e 27 novembre scorsi. A eseguirlo una task force congiunta della Guardia di finanza composta da unità navali del Gruppo Aeronavale di Messina e della Sezione operativa navale di Pozzallo, del nucleo Pef-Gico di Palermo, del nucleo Polizia economico finanziaria di Ragusa e della Tenenza di Pozzallo, coordinati dal Servizio centrale investigativo criminalità organizzata.

hashish-604609Da tempo le attenzioni degli esperti antidroga di Spagna, Francia, Italia e Grecia si erano indirizzate a cercare un modello di collaborazione che potesse colpire le organizzazioni internazionali nel momento di maggiore vulnerabilità durante la rotta delle imbarcazioni cariche di hashish dal Marocco verso oriente.

Nel caso dell’operazione, le circostanziate informazioni fornite dagli investigatori della Greco Galizia e dell’Udyco Central Brigada Estupefacentes spagnole, reparti specializzati nel contrasto ai traffici illegali della criminalità organizzata, sono state infatti attentamente sviluppate dal Comando Operativo Aeronavale di Pratica di Mare, che prima con i propri mezzi aerei e poi con quelli navali, ha individuato dall’alto e sorvegliato la barca a vela “Leucothea“, un monoalbero di 19 metri battente bandiera olandese.

Ottenuta l’autorizzazione dello Stato di bandiera, tramite la D.C.S.A., che in materia svolge tra l’altro per conto del Ministero dell’Interno attività di coordinamento verso l’estero, a 70 miglia marine a sud – ovest delle coste siciliane è avvenuto l’abbordaggio da parte del Pattugliatore Multiruolo P.01 “Monte Sperone” del Gruppo Aeronavale di Messina, in condizione meteo-marine impossibili.

Nonostante il mare forza 7, un team specializzato di sei finanzieri è salito a bordo, bloccando i due membri di equipaggio bulgari e prendendo il comando dell’imbarcazione che i due trafficanti hanno tentato di affondare insieme al carico. Il natante è stato successivamente rimorchiato fino al Porto di Pozzallo per verificare e accertare i dati dell’imbarcazione e dell’equipaggio nonchè quantificare la sostanza stupefacente trasportata.

hashish cannaÈ stata immediatamente organizzata una task force costituita da oltre 30 militari del Gico di Palermo, del Nucleo Polizia Economico Finanziaria di Ragusa, della Tenenza di Pozzallo, e del Servizio Centrale Investigativo Criminalità Organizzata di Roma per l’approfondito controllo al momento dell’attracco.

Giunta nel porto di Pozzallo, scortata dalle Unita’ Navali del Corpo, l’imbarcazione a vela è stata perquisita rinvenendo 407 tipici sacchi di iuta contenenti otto differenti qualità di hashish, di cui alcune contraddistinte da suggestivi loghi o nomi, come una “croce verde” o il famoso motore di ricerca “google”, disseminati in ovunque.

Le Fiamme Gialle, dopo aver preso contatti con la Procura di Ragusa, hanno sequestrato l’imbarcazione, la sostanza stupefacente trasportata e la strumentazione di bordo utile alla ricostruzione della reale rotta seguita. I membri dell’equipaggio, K.I., di 42 anni, e G.G., di 40 anni, entrambi di nazionalità bulgara sono stati accompagnati presso la Casa Circondariale di Ragusa.

Lo sostanza stupefacente sequestrata destinata ai consumatori europei, avrebbe potuto fruttare, al dettaglio, circa 100 milioni di euro. La “Leucothea” è la terza imbarcazione che viene sequestrata nel Canale di Sicilia da questa estate dopo la “Quest” e la “Remus”, tutte con equipaggi europei.

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