Fogne a mare: la vergogna di Palermo, tra false promesse e mancata depurazione :ilSicilia.it
Palermo

Goletta Verde certifica l'inquinamento della Costa Sud

Fogne a mare: la vergogna di Palermo, tra false promesse e mancata depurazione

di
29 Luglio 2019
Fogna a mare, Palermo, via Messina Marine (PH: Legambiente © Anna Paola Montuoro)
Santa Flavia, Porticello (PH: Legambiente © Anna Paola Montuoro)
Sciacca, foce torrente Canzalamone (PH: Legambiente © Anna Paola Montuoro)
Sciacca, foce torrente Canzalamone (PH: Legambiente © Anna Paola Montuoro)
Foce scarico Villagrazia di Carini (PH: Legambiente © Anna Paola Montuoro)
Foce scarico Villagrazia di Carini (PH: Legambiente © Anna Paola Montuoro)
Bagheria, Spiaggia Sarello (PH: Legambiente © Anna Paola Montuoro)
Carini, foce Ciachea (PH: Legambiente © Anna Paola Montuoro)
Foce torrente Nocella (PH: Legambiente © Anna Paola Montuoro)
Lungomare Terrasini, spiaggia La Praiola (PH: Legambiente © Anna Paola Montuoro)
Risultati Goletta Verde 2019
Foce Fiume Akragas (PH: Legambiente © Anna Paola Montuoro)
Pompa di sollevamento Sferracavallo (PH: Legambiente © Anna Paola Montuoro)
Siracusa, foce canale Grimaldi (PH: Legambiente © Anna Paola Montuoro)
Castelvetrano, fraz. Marinella di Selinunte (PH: Legambiente © Anna Paola Montuoro)

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C’era una volta…

le favole di solito iniziano così. Da anni l’Amministrazione targata Leoluca Orlando ci racconta la favola della “Costa Sud“, 7 km di litorale lungo via Messina Marine – da Romagnolo, Bandita ad Acqua dei Corsari – che potrebbero essere il fiore all’occhiello della città di Palermo e che invece sono ridotti all’abbandono, al degrado e alla totale incuria.

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Fogne a mare nella Costa Sud di Palermo

“Entro dicembre sarà come Mondello”, era la promessa che il sindaco aveva fatto nell’ultima campagna elettorale del 2017 (LEGGI QUI). Da allora sono trascorsi altri due anni, ma dei progetti faraonici annunciati, nessuna traccia.

Tra discariche a cielo aperto, rifiuti speciali e sospetti per i residenti di alte concentrazioni tumorali (LEGGI QUI), manca ancora un’adeguata depurazione dei reflui fognari. E il maxi appalto al Depuratore di Acqua dei Corsari non è ancora partito, nonostante le tre procedure di infrazione dell’Ue. Adesso da Bruxelles si apprestano a mandare la quarta, dato che i fondi CIPE (delibera 60/2012) sono ancora quasi tutti ancora non spesi.

Oltre al danno, quindi la beffa di una salatissima multa dell’Europa, che sarà tutta a carico dei palermitani. Una città che (nonostante il suo nome significhi “tutto porto”) ha ancora il suo mare negato. I divieti di balneazione persistono e l’ennesima batosta che certifica il cattivo stato di salute delle acque è arrivato di recente da Legambiente, che con il suo report annuale “Goletta Verde” ha certificato l’inquinamento delle acque.

Fiume Nocella
Il torrente Nocella

Otto i punti monitorati in provincia di Palermo: «sono risultati fortemente inquinati il punto sullo sbocco dello scarico in via Messina Marine (LEGGI QUI) a Palermo; sul piano stenditore del lungomare in località Porticello a Santa Flavia; sulla foce del fiume Ciachea a Carini; in località La Praiola a Terrasini e sulla foce del torrente Nocella (più volte denunciato da ilSicilia.it – LEGGI QUI) tra i territori comunali di Terrasini e Trappeto. “Inquinato” il punto campionato sulla spiaggia fronte canale presso piazza Marina a Cefalù. Entro i limiti di legge, infine, sono risultati la spiaggia libera in località porto a Termini Imerese e la spiaggia a sinistra della pompa di sollevamento di fronte via Barcarello in località Sferracavallo a Palermo».

Nonostante i divieti di balneazione, però ci sono ancora gli “irriducibili” che ignorano il pericolo di acque inquinate dai reflui.

divieto-di-balneazioneColpa anche di alcuni quotidiani locali che da anni si ostinano a non tenere conto dei dati reali, di laboratorio, e di ben 5 autorità che certificano l’inquinamento della Costa Sud: Arpa, Capitaneria di Porto, Regione, Comune di Palermo e ora anche Legambiente. C’è chi continua a suggerire che “il bagno lo si può fare tranquillamente perché ancora sono vivo e non mi è successo nulla” o chi titola “dopo 48 anni la Costa di Romagnolo torna balneabile”. Niente di più falso.

Ai nostri lettori suggeriamo di rispettare i cartelli e i divieti, e non ascoltare qualche cronista avvezzo a raccontare frottole nel nome della disinformazione e di chissà quali interessi. Del resto, abbiamo dimostrato con i fatti – e le carte ci hanno dato ragione –  che ad esempio al “mammellone” di Acqua dei Corsari non c’era solo “tanta terra” come sosteneva qualche reporter poco informato, ma molto peggio: «è stata effettivamente verificata la presenza di agenti inquinanti», ha ammesso il Comune (LEGGI QUI). Da qui la necessità di una bonifica da 11 milioni di euro, finanziata dalla Regione.

mammelloneLe inchieste de ilSicilia.it dunque si sono rivelate puntuali e corrette. Il Comune ha così nuovamente rinnovato le ordinanze dei divieti di balneazione e tuttavia, i progetti del Cipe in mano al commissario nazionale Enrico Rolle, tardano a sbloccarsi.

Così uno dei temi cardine della campagna elettorale di Orlando – la balneabilità della Costa Sud – dovrà ancora restare un sogno nel cassetto. Almeno per ora.

Nell’attesa che la burocrazia si sblocchi, diffidate da certa stampa che fa disinformazione. E affidatevi ai dati reali, oggettivi.

Noi continueremo a raccontare i fatti. Le favole – anche se ci piacerebbe che si avverassero – le lasciamo raccontare ad altri.

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