Fogne e depuratori, arriva la stangata dell'Ue: multa salatissima per la Sicilia :ilSicilia.it

Il danno e la beffa

Fogne e depuratori, arriva la stangata dell’Ue: multa salatissima per la Sicilia

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31 Maggio 2018

La Corte di Giustizia Europea ha imposto all’Italia una multa da 25 milioni di euro (subito), più 30 milioni per ogni semestre di ritardo nella messa a norma di oltre 100 centri urbani o aree sprovvisti di reti fognarie o sistemi di trattamento delle acque reflue. L’Italia era già stata condannata dalla Corte nel 2012 e deferita per la seconda volta dalla Commissione europea per una procedura di infrazione cominciata nel 2004.

depurazione, mappa infrazioni italia
Depurazione, La Mappa delle infrazioni in Italia.

La Sicilia, proprio in fatto di fogne e depuratori inefficienti, detiene la maglia nera: più di trecento comuni siciliani non sono in regola col trattamento delle acque reflue. In pratica quasi due terzi del totale delle infrazioni sul territorio nazionale.

E nonostante i fondi per le opere ci siano (oltre 1 miliardo di euro, forniti dalla Delibera Cipe 60/2012) ad oggi, la maggioranza di quegli interventi non è mai partita. Con la beffa che i siciliani dovranno pagare adesso pure una maxi multa all’UE.

Il dossier che riguarda la Sicilia sarà discusso venerdì dall’assessore regionale Alberto Pierobon con il Commissario Straordinario Unico per la Depurazione, Enrico Rolle.

A Palermo, nel frattempo, già nel 2017 il sindaco Leoluca Orlando ha presentato un esposto alla Corte dei Conti per accertare eventuali responsabilità su un presunto “danno erariale”.

A oltre 6 anni di distanza dalla prima sentenza, fa notare la Corte, il numero degli agglomerati non conformi si è ridotto da 109 a 74, ma è comunque grande il ritardo nel seguire le disposizioni Ue, che si applicano dal 31 dicembre 2000. Inoltre l’Italia è già stata condannata dalla Corte per la gestione inadeguata delle acque di scarico urbane e ha in corso due procedura di infrazione per lo stesso motivo, una delle quali ha portato a una prima sentenza nel 2014. Per questi motivi i giudici hanno stabilito che il nostro paese dovrà versare nel bilancio dell’Ue una somma forfettaria di 25 milioni di euro, più 30 milioni per ogni semestre di ritardo nell’applicazione delle misure necessarie per conformarsi alla sentenza del 2012.

 


Il servizio del TGR Sicilia che due giorni fa preannunciava l’arrivo della multa:

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