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due inchieste in poche ore scuotono l'ex premier

Fondazione Open e l’indagine su Luca Sammartino, per il renzismo le cose si complicano

2 Dicembre 2019

Una partenza “coi botti” per il nuovo partito di Matteo Renzi. Qualche settimana fa, tifo quasi da stadio e standing ovation alle Ciminiere di Catania per il colonnello dell’ex Premier Luca Sammartino durante la convention di Italia Viva. Ma adesso, dopo l’inchiesta sulla Fondazione Open, il renzismo scivola sulla seconda buccia di banana, con l’indagine a carico di Luca Sammartino, il “bomber” siciliano che ha salutato i compagni del Partito democratico per approdare alla corte di Renzi.

Se l’inchiesta sulla Fondazione Open aveva già dato uno schiaffone politico, adesso per Renzi le cose si complicano, dopo che il numero uno dei consensi elettorali in Sicilia è stato indagato dalla procura di Catania per corruzione elettorale. Assunzioni in aziende private, raccomandazioni per promozioni o trasferimenti nella sanità, ed “aiutini” in merito a rateizzazioni di cartelle esattoriali, sono i fatti contestati dal procuratore capo Carmelo Zuccaro. Altri dodici, alcuni dei quali vicini politicamente al deputato regionale di “Italia Viva”, risultano indagati. Fra questi spicca il sindaco di Aci Castello Carmello Scandurra. La sua elezione come primo cittadino nel 2019 è stata la sperimentazione di una alleanza camaleontica che ha investito pezzi del centrodestra e renziani. Secondo le accuse, Scandurra avrebbe agevolato l’assunzione del figlio Filippo in una azienda sanitaria. Lui, il sindaco, si dice sereno: “Ho sempre avuto e ho grande fiducia nella giustizia e rispetto per il lavoro della Procura. L’avviso di garanzia che ho ricevuto mi lascia del tutto sereno. Mi adopererò con il mio avvocato per chiarire questa vicenda che mi viene attribuita. Confido comunque nella celerità delle indagini che dimostreranno la mia assoluta estraneità ai fatti contestati”.

Dichiarazione non dissimile, quella che era stata affidata alla stampa dallo stesso Luca Sammartino a poche ore dal ricevimento dell’avviso di garanzia, nonostante l’inchiesta arrivi come una doccia gelata, dopo l’avvio trionfale del nuovo percorso politico renziano: “Anche questa volta sono sereno del mio operato e dimostrerò la mia estraneità ai fatti che mi vengono contestati nelle sedi competenti. Sono fiducioso nel lavoro della magistratura a cui va il mio rispetto per la funzione che svolge all’interno delle istituzioni democratiche. Affronto con assoluta tranquillità questa vicenda”.

Il deputato regionale di Italia Viva, usa la frase: “Anche questa volta” perché in passato è stato indagato dalla Procura di Catania per le Regionali del 2017 in Sicilia nell’ambito di un’inchiesta sulla regolarità del voto espresso da persone anziane di una casa di cura della provincia etnea, ma il fascicolo fu successivamente archiviato.

Questa indagine, comunque sia, al momento frena la volata del recordman di voti in Sicilia Sammartino, che voci raccolte nei corridoi del palazzi della politica davano per papabile candidato alla Presidenza della Regione per le prossime elezioni in Sicilia. Del resto, durante il meeting catanese Renzi era stato molto chiaro: L’ex premier aveva lanciato la sfida per le prossime regionali pensando di poter ottenere i numeri per esprimere un candidato alla presidenza. Gli elettori corteggiati dall’ex premier sono di certo anche quelli di quel centrodestra moderato, che nei suoi desideri potrebbero passare da Forza Italia proprio a Italia Viva. Ma al momento per il partito non è tempo di pensare a vittorie politiche, ma di divincolarsi da queste beghe giudiziarie.

Non è un caso che i massimi esponenti del partito in merito all’inchiesta Open stiano usando la strategia che usava mister Sacchi nella nazionale italiana del 1994: attaccare per difendere. “Noi siamo stati sbalorditi che di fronte a tanta trasparenza ci sia stato un atteggiamento che è sembrato intimidatorio piuttosto che un’indagine” ha detto proprio ieri, Ettore Rosato, vice presidente della Camera e coordinatore nazionale di Iv, parlando con i giornalisti a margine della convention toscana di Italia Viva a Pistoia, a proposito dell’indagine della procura di Firenze sulla Fondazione Open. Seguito a ruota da Matteo Renzi che “Se pensano di farmi indietreggiare non hanno capito con chi hanno a che fare, noi non si lascia, si raddoppia“.

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di Renzo Botindari

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Atteso quanto diceva il buon Bracardi quando asseriva che “l’uomo è una bestia”, nella sua bestialità questi sbaglia sempre allo stesso modo, pertanto, la memoria non deve essere soltanto rancorosa, ma deve servire per capire e andare avanti per non commettere gli stessi errori. Il perdono è un'altra cosa.