l'ex senatore si candida ma per la nomina servono i requisiti

Fondazione TaoArte: Strano vuole la sovrintendenza ma “Mythos” non basta

16 Agosto 2019

Taormina Arte si lascia alle spalle gli anni della crisi, la Fondazione TaoArte-Sicilia è ormai realtà e già si apre la corsa all’incarico di sovrintendente proprio dell’ente culturale che sarà formato dalla Regione Siciliana e dal Comune di Taormina, mentre Messina (Comune ed ex Provincia) è fuori dai giochi.

Ad auto-lanciare la proprio candidatura per la sovrintendenza di TaoArte è soprattutto il 69enne ex assessore regionale al Turismo, Nino Strano, che gradirebbe avere un posto di rilievo nella nuova struttura organizzativa e gestionale di Taormina Arte. L’istrionico ex parlamentare catanese, che indubbiamente in quanto ad esuberanza e simpatia ha pochi eguali, non ha mai fatto mistero della sua ambizione di trovare spazio nella Fondazione, che dopo 30 anni si è concretizzata e alla quale lui stesso aveva cercato di dare un’accelerazione quando da assessore regionale nominò l’allora commissario ad acta Dora Piazza. In realtà, poi, la svolta è arrivata in questi due anni grazie a Pietro Di Miceli, l’attuale commissario straordinario che in due anni ha sbrogliato la matassa di problemi che sembravano irrisolvibili, ha risanato la voragine di debiti pregressi dell’ente (5 milioni di euro circa) e ha ottenuto la definitiva iscrizione di TaoArte al registro delle fondazioni.

Strano, che d’altronde a Taormina è da sempre di casa e nella Perla dello Ionio ha anche una rosticceria in Corso Umberto, ha sempre sognato di fare il sindaco nella località ionica e ora starebbe spingendo per ottenere il placet del Governo regionale per un ruolo a Taormina Arte. Così, secondo alcuni rumors, per sostenere la sua causa, tra gli altri, si sarebbe già mosso soprattutto Ignazio La Russa, suo grande amico e collega di partito in Alleanza Nazionale e ora esponente di Fratelli d’Italia. Anche il parlamentare europeo di FdI, Raffaele Stancanelli vedrebbe di buon occhio la nomina di Strano a sovrintendente di TaoArte.

Sul telefono di Nello Musumeci, insomma, sarebbe già arrivato più di qualche affettuoso squillo per sondare il terreno sulla disponibilità a sostenere il buon Nino Strano e bisogna vedere il presidente della Regione e il neoassessore al Turismo, Manlio Messina, quale posizione assumeranno su questa o altre candidature. Perché è altrettanto vero che anche ulteriori pretendenti si stanno facendo avanti, muovendosi a riflettori spenti ma con altrettanta insistenza.

Non bisogna dimenticare che voce in capitolo sulle scelte dovrebbe poi averla, a pieno titolo, pure il sindaco di Taormina, Mario Bolognari, che all’atto dell’insediamento del Cda diventerà il presidente della Fondazione. Bolognari stima e rispetta Strano ma, a quanto pare, avrebbe altre idee sulle scelte da fare.

Ad ogni modo la nomination di Strano pare destinata a scontrarsi con la difficoltà oggettiva dei relativi requisiti richiesti dallo statuto della Fondazione TaoArte. All’articolo14, ricordiamo, si prevede per la figura del Sovrintendente che venga “nominato dall’assessorato regionale al Turismo, su proposta del Consiglio di Indirizzo”, ma nello specifico si richiede che l’individuazione avvenga “tra persone dotate di specifica e comprovata esperienza e capacità professionale negli ambiti istituzionali di competenza della Fondazione e nella gestione di Enti consimili”. Al di là dei vari ruoli politici e della relativa esperienza che in tal senso indubbiamente il “vulcanico” Strano può vantare, viene, tuttavia, richiesta un’esperienza specifica per quanto concerne impegni alla guida di enti operanti nel settore artistico, degli spettacoli.

Per la figura di sovrintendente della Fondazione Taormina Arte-Sicilia è previsto che:

1) Propone gli indirizzi di gestione economica e finanziaria della Fondazione, secondo criteri di imprenditorialità e nel rispetto assoluto del vincolo di bilancio. Sovrintende e coordina le attività artistiche, culturali, tecnico-amministrative, ed economico-finanziarie della Fondazione, di cui è il responsabile secondo principi di efficacia, efficienza, economicità in conformità agli indirizzi gestionali e finanziari stabiliti dal Consiglio di Indirizzo, desumibili anche dal bilancio preventivo.

A) tiene i libri e le scritture contabili della Fondazione
B) predispone il bilancio di esercizio sulla base degli indirizzi di gestione economica e finanziaria contenuti nel documento di programmazione approvato dal Consiglio di Indirizzo;

C) dirige e coordina in autonomia, nel rispetto dei programmi approvati e del vincolo di bilancio, l’attività di produzione artistica della Fondazione e le attività connesse e strumentali;
D) nomina e revoca, sentito il Consiglio di Amministrazione, uno o più direttori artistici, scegliendo tra persone di comprovata esperienza nei settori musicali, teatrale e cinematografico, attraverso procedure ad evidenza pubblica e propone al Consiglio di Indirizzo i relativi compensi economici;

E) Partecipa alle riunioni del Consiglio di Indirizzo;

2) Il Sovrintendente è scelto tra persone dotate di specifica e comprovata esperienza nei settori dell’organizzazione musicale, teatrale e cinemaotografica e della gestione di enti consimili può nominare collaboratori della cui attività risponde direttamente.

3) Il Sovrintendente, nell’esercizio dei poteri statutariamente previsti e sulla base degli eventuali ulteriori poteri conferiti mediante delega del Presidente, sentit il Consiglio di Indirizzo, ha la rappresentanza della Fondazione nei limiti dei poteri conferiti.

4) Il Sovrintendente cessa dalla carica unitamente al Consiglio di Amministrazione che lo ha nominato e può essere riconfermato.

Viene, quindi, richiesta “esperienza nei settori dell’organizzazione musicale, teatrale e cinematografica e della gestione di enti consimili può nominare collaboratori della cui attività risponde direttamente”. Uno scoglio che Strano vorrebbe superare con l’attuale impegno in prima linea alla direzione della rassegna “Mythos”, che però rischia di avere un effetto boomerang per l’esuberante ex senatore che molti ricordano per la storica scena della mortadella e dello spumante stappato a Palazzo Madama alla caduta del governo Prodi.

Certamente non aiutano, in tal senso, le vicissitudini di questi giorni che hanno riguardato gli spettacoli del “Mythos Opera Festival, giunto alla terza edizione e di cui Strano è direttore artistico con un programma che riguarda i teatri di Taormina e Palermo. La compagnia teatrale è risultata non aver pagato, infatti, il canone di affitto del teatro di Verdura e il Comune di Palermo ha così revocato l’autorizzazione per tre spettacoli e chiuso i cancelli, con relativa nota del capo area del settore cultura, sulla base della quale l’amministrazione non ha concesso l’uso del teatro per gli spettacoli del Mythos Opera Festival, l’Aida di mercoledì 14 agosto scorso e i due spettacoli della Traviata del 21 e del 28 agosto. Il Comune di Palermo ha contestato agli organizzatori dell’associazione “Sicilia, Arte e Cultura”, di non aver pagato il canone di affitto del Verdura per la “Cavalleria Rusticana & Pagliacci” dello scorso 7 agosto, motivo per cui non è stata concessa l’autorizzazione per gli spettacoli successivi. Una decisione contestata dalla compagnia che si è mossa per risolvere il problema e ha venduto comunque alcuni biglietti e i cui spettacoli (patrocinati dall’assessorato ai Beni Culturali) figurano nel cartellone del teatro e nel sito del Comune di Palermo.

L’ex parlamentare di An tira dritto fiducioso che tutto si chiarirà, rimarca di aver chiuso con la politica attiva e intanto rivendica questa sua vena artistica, richiamando anche i trascorsi come la sua conoscenza con il maestro Zeffirelli, da poco scomparso e conosciuto «negli anni 70 al Ristorante “Tre Scalini” di Piazza Navona» a Roma e con cui – dice Strano – “vissi molte collaborazioni cinematografiche e operistiche fino a “Storia di una capinera”, girato a Catania. A lui ha dedicato questa estate la sua regia di “Cavalleria Rusticana”.

Fatto sta che la rassegna “Mythos” doveva rappresentare il passaporto artistico verso la Fondazione Taormina Arte-Sicilia, il trampolino di lancio per dare a Strano i requisiti idonei alla nomina a sovrintendente ma rischia di non bastare e non servire. E i travagli di questa estate potrebbero diventare la pietra tombale sul grande sogno “taorminese” e sulle (legittime) ambizioni dell’ex assessore regionale.

 

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