Fondazione Taormina Arte: Campo ratifica l'esclusione del comune di Messina :ilSicilia.it
Messina

il commissario chiude la procedura

Fondazione Taormina Arte: Campo ratifica l’esclusione del comune di Messina

di
3 Giugno 2020

La firma arriverà nei prossimi giorni o forse già nelle prossime ore ma non ci sono più dubbi: il commissario straordinario della Fondazione Taormina Arte-Sicilia, Bernardo Campo, è pronto a formalizzare l’esclusione definitiva dall’ente culturale della Città Metropolitana di Messina e del Comune di Messina.

La procedura finale avviata, infatti, da Campo si è conclusa e sta per essere ratificato il nuovo assetto della Fondazione che avrà come soci la Regione Siciliana e il Comune di Taormina. Campo stringe così i tempi per definire il quadro concernente la nuova composizione della Fondazione.

Già da tempo per i due enti messinesi si era palesata la volontà di non proseguire l’esperienza in TaoArte, che era stata ultra-trentennale nell’ambito del Comitato e che, in continuità, sembrava destinata a proseguire anche nella Fondazione. Anche l’ex commissario Pietro Di Miceli aveva dovuto prendere atto del passo indietro di questi due soci e della relativa volontà del sindaco metropolitano Cateno De Luca.

“Ho dato modo sia all’ex Provincia regionale di Messina che al Comune di Messina – afferma Campo – di rimanere nella Fondazione ma ho riscontrato che, evidentemente, non c’è la volontà di farne parte – spiega il commissario Campo -. Nel caso dell’ex Provincia c’era già una determinazione, in tal senso, espressa, mentre per il Comune di Messina il Consiglio comunale non aveva recepito la delibera di proposta di fuoriuscita da TaoArte avanzata dal sindaco, così ho scritto all’Amministrazione di Messina chiedendo di voler riconsiderare il tutto. Decorsi i 30 giorni dalla trasmissione della mia nota, non ho avuto alcuna risposta. Perciò ho avviato il procedimento di esclusione, con le relative comunicazioni ufficiali del caso”.

Campo, in sostanza, aveva tenuto le porte aperte all’ex Provincia e al Comune di Messina, nell’ottica di un eventuale ripensamento in extremis che, però, non c’è stato. A questo punto la Fondazione, come da statuto, si avvarrà della possibilità prevista nello statuto di escludere un socio in presenza di gravi motivi, richiamando per altro i relativi obblighi ed in tal contesto il mancato conferimento del patrimonio. Lo Statuto prevedeva la presenza anche dei due enti messinesi nella Fondazione, un’adesione che nei successivi adempimenti non si è concretizzata.

“La Fondazione va avanti con determinazione e nella sua piena operatività – rimarca il commissario –. Ed, anzi, ritengo auspicabile l’eventuale ed auspicabile coinvolgimento di nuovi partner, che potrebbero anche essere attori pubblici e/o privati della costa ionica che vogliano dare un apporto a questa importante realtà di riferimento per Taormina e per l’intera Sicilia”.

Teatro Antico Taormina
Teatro Antico di Taormina

Archiviato il lockdown, che per forza di cose ha paralizzato anche TaoArte, Campo annuncia ora i progetti della Fondazione già per quest’estate. “Siamo consapevoli del momento di grande difficoltà che il Covid ha lasciato, ovunque, in eredità, bloccando tutto per diversi mesi. Anche noi facciamo i conti con l’esigenza di riprogrammare tutto ma vogliamo dare un segnale immediato e far capire che la Fondazione c’è ed è operativa anche per l’immediato. I concerti da 4-5 mila spettatori sono stati rinviati al 2021 ma noi vogliamo realizzare quest’estate alcuni spettacoli in versione “light”, eventi di qualità per un pubblico di nicchia e che non necessitano di particolari allestimenti, che non possono essere realizzati. Stiamo valutando l’opportunità di proporre alcuni eventi senza il consueto montaggio del palco e posizionandone uno dove di solito si colloca l’orchestra. Ciò senza montare neanche le tribunette e individuando lo spazio per gli spettatori nella cavea, con postazioni numerate per circa mille spettatori. Mi riferisco ad eventi come la lirica e la musica classica. Vogliamo trasmettere fiducia e speranza alla gente, dare prova che non ci siamo fermati e non tiriamo i remi in barca e che, soprattutto, pian piano si potrà tornare ad una vita normale. Stiamo pianificando alcuni allestimenti minimali che riporteranno il teatro all’originalità e alla bellezza della sua antica fruizione” .

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