Fondi per l'infanzia: "Perché non vengono usati quelli del sistema integrato 0-6 anni?" :ilSicilia.it

La nota di CONFCOOPERATIVE, LEGACOOP e FISM

Fondi per l’infanzia: “Perché non vengono usati quelli del sistema integrato 0-6 anni?”

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1 Ottobre 2020

Il Sistema Integrato 0/6 anni in Sicilia. Perché rinunciare?  In Sicilia il sistema integrato pubblico-privato per i bambini 0-6 anni rimane per ora un sogno. Perché? Forse mancano le risorse? Forse mancano le strutture di accoglienza? No. Manca solo un po’ di buon senso e la capacità di far tesoro dell’esperienza di chi sul campo si spende tutti giorni a favore dei più piccoli“.

Così si esprimono i rappresentanti regionali di CONFCOOPERATIVE, LEGACOOP e FISM rispettivamente Gaetano Mancini, Filippo Parrino e Dario Cangelosi, all’indomani della seduta della cabina di regia regionale, che dovrebbe coadiuvare l’Amministrazione Regionale nell’utilizzo dei fondi per l’infanzia.

Il D.Lgs 65/2017 – proseguono gli esponenti di CONFCOOPERATIVE, LEGACOOP, FISM – ha demandato alle Regioni, Sicilia compresa, il ruolo di Governance, per la gestione di ingenti fondi proprio per favorire un efficace sistema integrato per l’infanzia. Già dal 2017 il Ministero ha ripartito ai Comuni siciliani, attraverso la Regione, oltre 35 milioni destinati a mantenere e potenziare i servizi educativi 0-3 anni. Ebbene questi fondi non sono mai utilizzati. Noi lo troviamo scandaloso soprattutto in un momento di emergenza per le famiglie, le imprese e i loro lavoratori. Per questo esprimiamo la nostra più viva preoccupazione sul fatto che la Sicilia – seconda Regione in Italia per povertà educativa – rischia ben presto di non riuscire più a garantire, i seppur già minimi, servizi educativi ai bambini e alle famiglie siciliane”.

Nella triennalità 2018-20 – proseguono i rappresentanti Mancini, Parrino, Cangelosi –  sono stati resi disponibili dal competente Ministero circa 100 milioni di euro, che potrebbero essere spesi sia per rimettere a posto le strutture di accoglienza pubbliche, ma anche per aiutare le famiglie a sostenere le rette per i servizi ai propri figli. Tra l’altro la mera sommatoria dei potenziali posti disponibili negli asili pubblici siciliani, non arriva ad un terzo del fabbisogno reale. Solo un sistema integrato tra pubblico e privato potrebbe mettere a disposizione qualche migliaio di posti. E poi non è da sottovalutare l’effetto indiretto di un sistema pubblico-privato davvero integrato 0-6 anni, che potrebbe essere quello di dare finalmente la possibilità a tante famiglie di poter dedicarsi alla ricerca di un lavoro o di lavorare con maggiore tranquillità. A tutto ciò si aggiunga poi la particolarità del momento dovuto all’emergenza COVID, che non tende ad attenuarsi e che sta aumentando a dismisura il divario economico e sociale tra le Regioni del mezzogiorno rispetto alle altre aree del Paese”.

Per questo abbiamo insistito a più riprese affinché si potessero discutere approfonditamente le nostre proposte che abbiamo portato al tavolo della cabina di regia, al quale sono presenti sia l’Assessorato regionale alla famiglia che quello all’istruzione, sperando che venissero accolte nella bozza di linea guida in fase di completamento. Ma fin’ora niente”.

Vogliamo però continuare a sperare che, nella prossima seduta di cabina di regia, prevista per venerdì 2 ottobre, prevalga il buonsenso e si comprenda come soltanto un’azione coordinata – pubblico e privato sociale – potrà dare risposte serie e concrete alle famiglie siciliane.  Non sprechiamo questa occasione!”

Ci appelliamo dunque al Governo regionale, in particolare l’Assessorato alla Famiglia, affinché, con l’emanazione di linee guida più aderenti alla realtà siciliana, rimetta finalmente al centro dell’azione di rilancio, l’educazione dei nostri ragazzi. È fin troppo chiaro che la ripresa della catena economica e dell’occupazione risulterà complicata se non si riparte dalla scuola, dagli studenti e dai bambini siciliani. A questo proposito vogliamo ricordare come la scuola in Sicilia sia numericamente rappresentata da 770 mila alunni e da oltre 100 mila operatori, che aspettano di ritornare in classe così come le loro famiglie.”

“Per tutto questo – concludono i rappresentanti di CONFCOOPERATIVE, LEGACOOP, FISM – auspichiamo che venerdì 2 ottobre, nella sede dell’Assessorato regionale alla famiglia, possa esserci un confronto franco e costruttivo sulle emanande linee guida, perché siamo convinti quanto sia importante stipulare un vero e proprio patto di corresponsabilità, tra istituzione pubblica e privato sociale. Ogni attore del sistema dovrà sentirsi davvero impegnato a svolgere con zelo ed attenzione il proprio ruolo. La ripartenza deve mirare alla sicurezza e al benessere degli alunni, con interventi straordinari. Le risorse economiche sono disponibili e la Sicilia non può permettersi di mancare l’obiettivo”.

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