Forza Italia e il partito di Renzi: il weekend della politica all'ombra dell'Etna :ilSicilia.it

Catania diventa cantiere per due giorni

Forza Italia e il partito di Renzi: il weekend della politica all’ombra dell’Etna

16 Novembre 2019

La politica siciliana si sposta a Catania. Mentre a Palazzo dei Normanni vanno a rilento le importanti riforme enunciate da parte del governatore Musumeci, come quella sul disegno di legge dei rifiuti, ecco che sotto l’Etna arrivano i big dell’area moderata italiana. Del centrodestra e del centrosinistra.

Questo fine settimana si giocherà un’importante partita nella citta del ‘liotro’. A pochi chilometri di distanza si terranno in concomitanza, tra sabato e domenica, due eventi importanti per la politica siciliana, che potrebbero avere importanti effetti: a Viagrande si terrà la convention di Forza Italia dal titolo: “Etna 19”: la regia di questa kermesse è dell’assessore regionale azzurro Marco Falcone.

Intanto, mentre i forzisti discuteranno di come ricompattare il centrodestra, alle Ciminiere di Catania ci saranno i Renzi boys con il loro mentore politico e i big del nuovo partito “Italia viva”, che lanceranno la campagna acquisti della nuova formazione politica. Proprio il neo partito qualche giorno fa ha presentato il suo nuovo gruppo parlamentare all’Ars in cui oltre a vedere come protagonisti i deputati Edi Tamajo e Nicola D’Agostino sono presenti Luca Sammartino e Giovanni Cafeo provenienti dal Partito democratico. Quattro deputati, la cui somma dei voti supera circa i sessantamila consensi.

“Proposte choc” sono quelle che annuncia Matteo Renzi per dare una scossa all’economia italiana. Le enuncerà, oggi pomeriggio a Catania dove incontrerà i cittadini, a cui ha dato appuntamento per la seconda tappa del suo giro d’Italia politico: “C’è un dato di fatto oggettivo. La situazione economica del Paese non è rosea. Tutto ristagna. E il problema non è la legge di bilancio – su cui continueremo la nostra battaglia #NoTax – ma la situazione di incertezza sugli investimenti“. Lo scrive Matteo Renzi nella su enews pubblicando il manifesto dell’iniziativa. “Siamo solo all’inizio, il meglio deve ancora venire. Non posso assicurarvi che sarà una sfida facile, ma posso garantirvi che sarà una sfida bellissima“, conclude.

Sul versante di Forza Italia proprio questo weekend sarà siglato a quanto pare il patto dell’Etna. Un patto che vedrà presenti l’ex viceministro Giuseppe Castiglione e suo suocero, Pino Firrarello, il sindaco di Messina, Cateno De Luca e l’ex ministro Saverio Romano. Un patto al quale presenzierà anche il coordinatore degli azzurri in Sicilia, Gianfranco Micciché.

Il “cantiere” di Forza Italia apre dunque in Sicilia e si articolerà in un denso programma di dibattiti e riflessioni su politica e società italiana, alla presenza dei massimi dirigenti e rappresentanti nazionali del partito guidato da Silvio Berlusconi.

Il leader e fondatore forzista, Berlusconi, interverrà telefonicamente domenica 17 novembre alle ore 12, a seguito dell’intervento del Presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè.

Il disgelo tra Forza Italia e Lega in Sicilia

Proprio Gianfranco Miccichè ha innescando la miccia per i nuovi rapporti politici tra Forza Italia e la Lega di Salvini. Dopo un anno e mezzo di veleni, critiche, accuse e qualche parola grossa, il presidente dell’Ars prova a tendere la mano ai Salviniani. Linea politica che da tempo Silvio Berlusconi prediligeva, che ha trovato riscontro da parte del suo partito in Sicilia. A quanto pare, i primi incontri tra i due partiti sono già avvenuti a Roma proprio alla presenza del Cavaliere. Miccichè qualche giorno fa ha affermato: “siamo disposti a qualsiasi tipo d’accordo con chi ci garantisce che il primo punto di programma sia il cambio del sistema burocratico, da autorizzazione preventiva a serio e impegnato controllo successivo”. Poi ha aggiunto: “Matteo Salvini andrà a governare al 99 per cento…, non c’è dubbio…oggi Forza Italia e Lega si trovano meglio insieme, perché nascono da una stessa base“.

Un avvicinamento che è nei fatti, dopo la manifestazione del mese scorso a piazza San Giovanni, nella quale Berlusconi ha di fatto incoronato Salvini come leader del centrodestra e sancito un percorso comune da qui alle prossime elezioni politiche, passando per le consultazioni regionali previste per i prossimi mesi in diverse regioni italiane. Ed è proprio grazie a questo disgelo che un passaggio imminente come quello del deputato forzista di Ragusa Nino Minardo, che starebbe per transitare alla Lega, non viene visto come un tradimento o come fuoco amico, ma come un normale spostamento all’interno del centrodestra in chiave anti-renziana.

A confermare il mutato clima fra i due partiti è lo stesso commissario della Lega in Sicilia Stefano Candiani, raggiunto telefonicamente da ilSicilia.it: “Ci stiamo facendo carico di far restare nel centrodestra quelle persone che magari non si sentono più rappresentate dai propri partiti di provenienza e non vogliono finire nelle grinfie di Renzi, che si spaccia come il Centro, ma che rappresenta il vecchio. Renzi è uscito dal Pd per cercare di posizionarsi al centro ma il centro non gli appartiene affatto”. 

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