Frase choc di Miccichè su Salvini: "Questo è peggio di Hitler che diceva prima gli ariani" | AUDIO :ilSicilia.it

Attacco frontale del presidente Ars al leader della Lega

Frase choc di Miccichè su Salvini: “Questo è peggio di Hitler che diceva prima gli ariani” | AUDIO

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27 Gennaio 2019

 

ASCOLTA IN ALTO L’AUDIO DI GIANFRANCO MICCICHE’

Una frase choc quella pronunciata sabato dal presidente dell’Assemblea regionale siciliana e commissario siciliano di Forza Italia Gianfranco Miccichè nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini, da lui paragonato a Hitler proprio alla vigilia del Giorno della memoria: “A questo signore hanno detto di far scendere i 40 bambini dalla nave Sea Watch e ha detto no. Ma questo è peggio di Hitler – ha affermato Miccichè – Qui succederà qualcosa di peggio nella storia. perché questo signore che dice «prima gli italiani» mi fa impazzire, perché Hitler diceva prima gli ariani, uguale”.

Un attacco frontale contro Salvini, dunque, ma il presidente dell’Ars lancia bordate e ne ha per tutti, anche nel suo partito: “Io non voglio offendere nessuno dei tanti illustrissimi deputati e dei senatori di Forza Italia che ci sono nel Paese, ma se oggi ancora andiamo appresso alla Lega è solo perché stanno pietendo un posto di deputato e di senatore, perché la nostra testa è troppo diversa, siamo antropologicamente diversi da questi signori”.

E’ un fiume in piena Miccichè, che ha parlato a Mazara del Vallo, località scelta per festeggiare il 25esimo compleanno di Forza Italia, ma anche per riorganizzare il partito azzurro in vista delle prossime tornate elettorali. Europee in primis.

A spegnere le candeline, parlamentari nazionali, regionali, sostenitori e militanti di Fi. In prima fila i big siciliani di Forza Italia, i parlamentari Renato Schifani, Urania Papatheu, Gabriella Giammanco, e tanti altri esponenti del partito di Silvio Berlusconi. Una festa con indosso un gilet blu con su scritto “meno tasse e più lavoro” contro il governo nazionale giallo-verde che, secondo i berlusconiani, avrebbe dimenticato il sud Italia. Una giornata di mobilitazione, ha scritto il presidente Berlusconi in una lettera inviata ai propri sostenitori, e di impegno civile per festeggiare il venticinquesimo anniversario della fondazione di Forza Italia.

“In Sicilia siamo 5 milioni di siciliani – ha detto dal palco il commissario regionale azzurro – altri 5 milioni in Italia e altri 50 milioni nel mondo, di 55 milioni sono persone emigrate e allora cosa ci vengono a chiedere, se siamo favorevoli o no ai migranti? Siamo noi gli immigrati. Ciascuno di noi ha un parente fuori. Siamo al centro del mare, di quel Mediterraneo che è stato oggetto da sempre di quel che è accaduto nel mondo […] Quindi come si può pensare che ci chiudiamo in noi stessi, mentre ci sono 40 bambini ancora fermi su una nave in mare? Io non la cito la Lega, come può tentare di convincerci?”.

Dopo 25 anni siamo ancora qui e Forza Italia c’è ed è più viva che mai – ha aggiunto Miccichè -. Nel 1994 io ero un ricco dirigente della più grande azienda di Berlusconi e guadagnavo una cifra molto superiore a quella che ho poi iniziato a percepire facendo politica. Berlusconi fece un appello a chi amava il Paese e a chi voleva evitare il disastro di un piano già organizzato (il riferimento è alla sinistra, ndr). Bisognava aiutare Berlusconi ad aiutare il Paese e lo abbiamo fatto. Siamo andati al Governo e ci hanno subito buttati fuori. Noi eravamo un organo sano in un corpo malato, che era la politica italiano, e ci fu un rigetto immediato, come quando si fa un trapianto. L’allora presidente della Repubblica Scalfaro chiamò Bossi e gli disse – riferendosi a Silvio Berlusconi – “lassulu ca u stannu arrestannu” (lascialo perchè lo stanno arrestando, ndr). E poi il complotto successivo di Napolitano, quando si organizzò qualcosa di folle per fare cadere Berlusconi, e mi arrivavano telefonate dicendomi di convincere Berlusconi a dimettersi. C’era Tremonti che ne combinava una più di Giufà, Napolitano e Fini complici per fare cadere di nuovo Berlusconi. E lui è stato rieletto e poi buttato fuori dal Senato, in maniera indegna. I nostri ex amici hanno brindato la sera in cui si è dimesso Berlusconi (e cita Gianni Letta ed Enrico Letta). E poi Angelino Alfano… Io ammazzassi, ammazzassi (lo ammazzerei, ndr)“. 

Poi Miccichè torna a parlare delle vicende politiche regionali: “Due anni fa abbiamo fatto un altro miracolo alle Regionali, rimettendo insieme il centrodestra e andando a vincere. Chi ci avrebbe mai creduto? Renzi e altri non lo potrebbero mai rifare, noi siamo antropologicamente diversi dagli altri, perché siamo ottimisti. Quello che hanno combinato Crocetta e chi ci ha preceduti è molto imbarazzante”.

Infine, un messaggio al presidente della Regione siciliana Nello Musumeci: “Ben venga l’alleanza con Toti e la Liguria, più ci rafforziamo e meglio è. Più larga è l’alleanza e meglio è. Se Musumeci farà questo accordo per noi sarà arricchimento puro”.

 

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