21 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento alle 17.57

I movimenti nel centrodestra di Sicilia

Fratelli d’Italia ma non di Sicilia. La solitudine di un partito in cerca d’autore

13 Luglio 2018

La politica ha i suoi tempi, si sa, le sue regole, e spesso necessita dei suoi azzardi. Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, al governo in Sicilia con Nello Musumeci, rischia di restare incastrato e quindi nel lungo periodo, fagocitato, dall’onda lunga di Matteo Salvini.

Il leader leghista non ha fatto mistero con le sue scelte e le strategie che al momento risultano visibili e chiare, anche in prospettiva, di non volere cercare accordi e fusioni con altri partiti della coalizione, Forza Italia in testa, contando su un un trend particolarmente favorevole che consentirebbe lo svuotamento naturale dei partiti degli alleati di coalizione.

Tradotto e applicato alla realtà siciliana, o Fratelli d’Italia si mette a girare sui territori dell’Isola, oppure rischia di ritrovarsi ai minimi termini con una rappresentanza che potrebbe anche essere azzerata da qui alle prossime Europee del 2019.

Il linguaggio infatti che già circola nel mondo in espansione dei leghisti di Sicilia, contiene già gran parte dei riferimenti culturali e anche ideologici di un partito (Alleanza Nazionale) che anche in Sicilia prima del 2008, quando poi confluì nel Pdl, non era mai sceso sotto il 12, 13%.

Cosa resta oggi di quella eredità?

Un calcolo sicuramente sbagliato è quello da parte di FdI di pensare di essere l’approdo naturale per Nello Musumeci. Il governatore siciliano ha più volte fatto chiarire di essere “solo un tesserato di #diventerabellissima” e di non avere per la testa una specifica idea di militanza, essendo particolarmente concentrato sulla già complessa e articolata attività di governo.

In altre parole, l’inerzia breve delle regionali, a malapena proseguita alle Politiche, rischia di diventare una traccia affievolita. Ne hanno consapevolezza i dirigenti locali del partito che alle ultime amministrative hanno provato a strappare il massimo da ogni risultato.

E qui entra in campo il piccolo o grande azzardo. Se Fratelli d’Italia non proverà a giocare partite autonome sui territori, a cercare personaggi e leader anche locali da far crescere, a piazzare protagonisti nella narrazione della stagione di governo alla Regione, la fiamma si spegnerà prima del previsto, prendendo un’insolita e inusuale sfumatura di luce verde all’orizzonte.

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