"Gelsomino H": al Biondo una storia sulla vita tra disabilità e coraggio | VIDEO :ilSicilia.it
Palermo

Prodotto dal Teatro Ditirammu

“Gelsomino H”: al Biondo una storia sulla vita tra disabilità e coraggio | VIDEO

29 Novembre 2018

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Il palco del Teatro Biondo di Palermo, Sala Strehler, ospita sabato 1 (ore 20.30) e domenica 2 dicembre (ore 18.30) lo spettacolo prodotto dal Teatro DitirammuGelsomino H“, scritto e diretto da Elisa Parrinello.

Sulla scena Maurizio Bologna, Carlo Di VitaVanessa Carollo.

Mio figlio si chiama Gelsomino: bisogna chiamare le cose col proprio nome, senza girarci intorno e senza addolcire con il politicamente corretto. Niente “diversamente qualcosa” e niente il “non qualcosa”. Non chiamatelo “disabile” chiamatelo col suo nome“.

Gelsomino H è la storia di un ragazzo affetto da una malattia degenerativa che non permette al suo corpo nessun movimento.

Suo padre, Maurizio Bologna, è una voce nel silenzio di una vita fatta di emarginazioni, solitudine, che mostra il coraggio di un’altra vita una di quelle dove si pensa “che a te non possa accadere” ma dove invece può accadere che giunti al momento di morire prima del figlio, come la natura vuole, il desiderio di protezione superi anche la ragione bramando il desiderio di andar via dopo il figlio, per proteggerlo ancora e renderlo libero.

Gelsomino sibila ma non parla, lo so che non parlerà mai. Ma nella sua impossibilità fisica ha un’eccellente capacità di sentire e capire qualsiasi cosa attorno a se. Non è la disabilità a provocare sofferenza. E’ l’impossibilità di vivere sapendo di esistere“.

Le musiche originali dello spettacolo sono di Giacomo Scinardo mentre il brano “Kalsa” di Giuseppe Milici; assistente regia Ginny Tolomeo; costumi di Donatella Nicosia; allestimenti scenici di Alessandra Cerrito; luci Vittorio Di Matteo; organizzazione Tiziano Di Cara.

Informazioni sul costo e disponibilità dei biglietti sul sito del Ditirammu.

 

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Atteso quanto diceva il buon Bracardi quando asseriva che “l’uomo è una bestia”, nella sua bestialità questi sbaglia sempre allo stesso modo, pertanto, la memoria non deve essere soltanto rancorosa, ma deve servire per capire e andare avanti per non commettere gli stessi errori. Il perdono è un'altra cosa.