29 Giugno 2019 - Ultimo aggiornamento alle 12.41
Agrigento

l'operazione "Piazza Pulita" dei carabinieri

“Gestivano lo spaccio di droga nel centro storico”: sgominata banda ad Agrigento

23 Aprile 2019

I carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento sono stati impegnati, nella notte tra il 22 e il 23 aprile, in sei arresti e perquisizioni nei confronti di una banda di gambiani e nigeriani che, secondo gli investigatori, spacciava hashish e marijuana nel centro storico, all’uscita delle scuole o all’ora dell’aperitivo.

L’operazione, denominata “Piazza Pulita” è stata condotta da oltre cento carabinieri, con l’impiego di un elicottero e di unità cinofile. Passati al setaccio anche immobili fatiscenti ed abbandonati che sarebbero stati utilizzati dall’organizzazione per nascondere le dosi destinate alla vendita. Gli arresti sono stati eseguiti sulla base di un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Agrigento.

Secondo i militari, la banda agiva con metodi violenti, tanto che le telecamere dei carabinieri, in più occasioni, avrebbero ripreso i presunti spacciatori mentre picchiavano o spaccavano bottiglie di vetro in testa ai clienti. Il provvedimento fa seguito anche alle forti tensioni che si sono registrate nel centro storico tra la onesta comunità di lavoratori senegalesi e gli spacciatori, ritenuti responsabili di un insostenibile stato di degrado tra i vicoli della città.

I carabinieri hanno arrestato in tutto sei persone. Quattro sono gambiani, uno nigeriano oltre a una donna, con passaporto italiano ma proveniente dal Belgio. Il provvedimento di fermo di indiziato di delitto è stato emesso dalla Pm Alessandra Russo della Procura di Agrigento.

“La sfrontatezza e la disinvoltura con cui gli spacciatori operavano a qualsiasi ora del giorno e della notte aveva creato forti tensioni con una parte della comunità senegalese che lavora onestamente ad Agrigento, fino ad arrivare a un vero e proprio scontro fisico”.

L’accusa per gli indagati è di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante di aver dato luogo alle cessioni anche nei confronti di minorenni che frequentano le scuole del capoluogo.

Il giro di affari complessivo è stato stimato in oltre 150 mila euro, con un guadagno medio di oltre 600 euro per ogni giornata “lavorativa”.

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