Gibellina: riapre Palazzo Di Lorenzo con l'installazione "Andata e ritorno" | VIDEO :ilSicilia.it
Trapani

progettato nel 1981 dall’architetto Venezia

Gibellina: riapre Palazzo Di Lorenzo con l’installazione “Andata e ritorno” | VIDEO

di
17 Giugno 2019

GUARDA IL VIDEO IN ALTO

Dopo anni di oblio, riaperto a Gibellina Palazzo Di Lorenzo, in occasione dell’inaugurazione di “Andata e ritorno”, installazione site specific di Moira Ricci, artista, fotografa e performer.

Memoria e contemporaneità, partecipazione e rigenerazione sono le parole chiave dell’opera dell’artista che si sono prestate per la riapertura de Palazzo, gioiello architettonico opera di Francesco Venezia.

Andata e ritorno” è un’opera permanente progettata per convivere con l’inestimabile patrimonio artistico e architettonico della città, frutto di un lavoro lungo oltre un anno che ha coinvolto l’intera comunità.

L’interessante operazione congiunta di reminiscenza corale ed intergenerazionale, è stata avviata nell’ambito di “Start-art, memoria in movimento”,  progetto ideato dall’Associazione Culturale On Image e coordinato dal CRESM – Centro di Ricerche Economiche e Sociali per il Meridione, vincitore del “Premio Creative Living Lab” 2018 della Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane – DGAAP del MiBAC.

Invitati dall’artista, i gibellinesi hanno riaperto i loro album di famiglia per ricostruire la memoria della vecchia città distrutta del terremoto del 1968. Una memoria che è custodita soltanto nei ricordi dei più anziani, e che può essere tramandata grazie alle foto storiche salvate tra le macerie del terremoto.

Per mesi hanno raccolto e condiviso le foto rimaste come unico documento della vita nelle abitazioni, tra le strade, le chiese, i monumenti, il cinema, i bar della Gibellina di una volta, che sorgeva chilometri distante da quella odierna, in seguito coperta come un sudario dal Cretto di Burri; un prezioso materiale documentale, costituito da oltre mille fotografie, che ha attivato l’immaginazione di Moira Ricci, rendendo al tempo stesso la comunità protagonista di una narrazione a voci multiple della storia della città.

Il risultato è una spettacolare installazione di dieci metri di altezza per tre di larghezza, composta da un collage dipinto a mano dall’artista toscana che ritrae volti memorie e ricordi di un tempo passato, in cui lo spettatore può immergersi e sentirsi parte di una comunità in cammino alla ricerca di un nuovo inizio.

Sede ideale dell’opera è proprio Palazzo Di Lorenzo, il celebre edificio progettato nel 1981 dall’architetto Venezia come una casa-museo che accoglie al suo interno la facciata di un palazzo di Gibellina Vecchia dal quale prende il nome, luogo simbolo del recupero del frammento e della memoria passata, il cui recupero funzionale è stato al centro dell’intero progetto.

L’istallazione è parte anche del programma del Gibellina PhotoRoad, il primo e unico festival di fotografia “open air” e site-specific d’Italia che, dal 26 luglio al 31 agosto 2019, porterà nella cittadina trapanese i grandi autori della fotografia, come Joan Fontcuberta, Mario Cresci, Mustafa Sabbath, Moira Ricci, Tobias Zielony, insieme ai giovani emergenti del panorama internazionale tra cui Manon Wertenbroek, Gianni Cipriano, Morgane Denzler.

 

 

 

Le immagini sono a cura di Alessandro Drudi.

 

© Riproduzione Riservata
Tag:
LiberiNobili
di Laura Valenti

La rabbia e il giro del corridoio magico

Benvenuti nel mio “corridoio magico” dal quale mi auguro uscirete cambiati grazie all’induzione e all’attivazione dell’energia inconscia che rivoluziona e riassetta i processi spontanei di autoguarigione ed evoluzione
Segreti e non misteri
di Alberto Di Pisa

Mafia e antimafia

Dovendo parlare di mafia ed antimafia non si può non andare con la mente al 10 gennaio 1987 allorquando Leonardo Sciascia rilasciò una intervista al Corriere della Sera parlando di professionisti dell’antimafia
Wanted
di Ludovico Gippetto

L’archeologia del “Do not cross” come tutela

Rubare nei siti archeologici è gravissimo. Un argomento molto caro all’archeologo Sebastiano Tusa, fermo sostenitore del principio del "Do not cross". Dove gli oggetti antichi vanno guardati ma non decontestualizzati rispetto all’ambiente di provenienza.
CapitaleMessina
di Gianfranco Salmeri

Dopo la pandemia non sarà mai come prima

Dopo una crisi così devastante come quella che stiamo superando, le cose non potranno tornare mai come prima, e non è neanche bene che ciò avvenga. Una riflessione sulla fase 2 dell'emergenza coronavirus di Gianfranco Salmeri.