7 Ottobre 2019 - Ultimo aggiornamento alle 08.01

Gin Insulae, l’alcolico “Made in Sicily” sbarca a Singapore

24 Giugno 2019

Da qualche giorno c’è anche un gin siciliano in un delle collezioni più prestigiose al mondo. Il Gin Insulae è, infatti, appena entrato nel catalogo dell’Atlas Bar di Singapore. I profumi e le note, agrumati e freschi, e di carattere, hanno convinto il management e gli assaggiatori dell’Atlas ad aprire le porte della propria torre dei gin al distillato siciliano.

Il Gin Insulae è davvero un prodotto unico nel suo genere. In primis perché nasce dall’idea di due giovani di Palermo, amatori e non professionisti del settore: raccontare, attraverso il distillato del momento, una sicilianità raffinata e fuori dagli stereotipi è lo spirito che contraddistingue questo gin. Nonostante il gin sia distillato fisicamente in Piemonte, in una distilleria d’epoca che utilizza fuoco di legna e alambicchi in rame, le nove botaniche caratteristiche sono rigorosamente siciliane e certificate come colture biologiche.

Non c’è dubbio che sia autentico Made in Sicily. Il sentore agrumato è infatti dato dalle bucce delle arance amare e dolci di Catania, del limone di Siracusa e del mandarino Tardivo di Ciaculli. Una nota pepata, e facilmente riconoscibile, è data dalla carruba di Ragusa. Arrotondano il gusto le suggestioni balsamiche del pistacchio di Bronte, della mandorla di Avola e l’elemento leggermente grasso e tostato portato in dote dal sesamo di Ispica. Chiude il bouquet dei sapori il gelsomino, paradisiaco per il naso e quasi inesistente in bocca.

Il ponte tra i produttori palermitani del Gin Insulae e l’ATLAS Bar Singapore è Valerio Bordonaro, direttore dell’ufficio di Roma dell’Associazione Italia ASEAN di Enrico Letta, e frequentatore di alcune delle più dinamiche capitali del sudest asiatico. “Il mio ausilio sarebbe stato inutile se non ci fosse stato, dentro quelle belle bottiglie, un prodotto eccezionale e che esprime valori e storie. Se un’idea mi stuzzica provo ad aiutarla, ma il progetto, l’idea o il prodotto devono essere straordinari in partenza. Non c’è bastone per chi non ha le gambe”.

L’Atlas ha una delle più estese e raffinate collezioni di gin in Asia, con oltre mille etichette – la più antica è del 1910! – esposte sulle mensole di una torre di 15 metri all’interno della grande hall. Le italiane sono una trentina e il nostro Paese è all’undicesimo posto per numero di bottiglie nella torre, preceduta da Inghilterra (oltre 300), USA, Australia, Olanda, Spagna, Scozia, Belgio, Germania, Canada e Sudafrica.

Nonostante i dati di questa particolarissima classifica non siano esaltanti, il settore vini, spiriti e aceti emerge nell’export italiano per andamenti prevalentemente positivi, con la forte punta espansiva delle “acquaviti e liquori” che registrano un +22,7%.

Secondo FederVini,  a livello di sbocchi, si evidenziano i seguenti mercati emergenti: Egitto (+47,9%), Ucraina (+42,9%), Lettonia (+30,3%), Nigeria (+24,1%), Filippine (+27,6%), Bulgaria (+29,8%), Nuova Zelanda (+24,8%) e Angola (+22,1%). Fra i mercati maggiori, invece, va sottolineata la crescita della Polonia (+10,7%) e i trend costanti della Germania (+2,7%) e della Francia (+4,1%), degli USA (+1,2%) e della Russia (+1,0%).

Analizzando i dati per settore per settore merceologico, invece, i vini e i mosti raggiungono un incremento del 3,6%, i vini spumanti confermano una brillante tendenza, +11,7%, e come già detto, il settore delle acquaviti e dei liquori presenta una crescita a due cifre con + 22,7%.

Infine, va tenuto sempre a mente la crescita, da ogni punto di vista – ma in primo luogo demografica e di potere di acquisto –  dell’Asia. Se il Sistema Asia, infatti,  continua a crescere e a essere una calamita per i produttori europei, non bisogna però dimenticare che l’emergente classe media asiatica è sempre più sensibile a gusti e seduzioni autentiche e di qualità. Per aggredire questo mercato le possibili strategie da attuare sono due: grandissimi numeri, prezzi competitivi e catene di distribuzione globali; oppure altissima qualità, intermediari appassionati e target molto mirato. Gin Insulae va certamente in questa seconda direzione. Salute e ad maiora!

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