Girgenti Acque, fermati ex Cda e dirigenti: ecco chi sono gli indagati :ilSicilia.it
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Girgenti Acque, fermati ex Cda e dirigenti: ecco chi sono gli indagati

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23 Giugno 2021

Otto fermati, ma nessun sequestro beni, contrariamente a quanto reso noto precedentemente dalla Procura nell’operazione ‘Waterloo’ nell’ambito di un’inchiesta sulla governance della Girgenti Acque, l’ente gestore del servizio idrico integrato della provincia di Agrigento.

I fermati sono ex componenti del disciolto consiglio di amministrazione e dirigenti. Complessivamente sono 84 le persone indagate e per 50 delle quali la Procura si appresta a notificare avviso di conclusione delle indagini preliminari. Per i fermati si attende adesso la decisione del Gip sulla convalida dei fermi e sulla richiesta di emissione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere.

I fermati sono Marco Campione, 60 anni, ex presidente di Girgenti Acque; Pietro Arnone, 58 anni, amministratore unico di Hydortecne; Calogero Patti, 53 anni, dipendente di Girgenti Acque; Angelo Piero Cutaia, 51anni, direttore amministrativo di Girgenti Acque; Gian Domenico Ponzo, 54 anni, direttore generale Girgenti Acque; Francesco Barrovecchio, 61 anni, responsabile tecnico Hydortecne; Calogero Sala, 61 anni, direttore tecnico e progettazione Girgenti Acque; Igino Della Volpe, 63 anni, membro del consiglio di amministrazione di Girgenti Acque. Contrariamente a quanto reso noto in primissima battuta, dalla stessa Procura, non sono stati eseguiti provvedimenti di sequestro. Si parlava, in prima battuta, di sequestri per circa 18 milioni.

Le indagini su Girgenti Acque – l’ente gestore del servizio idrico in provincia di Agrigento – sono durante quasi quattro anni sono state svolte dai carabinieri del Noe di Palermo, dalla Dia di Agrigento e dalla Guardia di finanza, coordinati dal procuratore capo Luigi Patronaggio e dall’aggiunto Salvatore Vella. Le investigazioni, che si sono avvalse di attività di intercettazioni, di comunicazioni e di consulenze tecniche in materia contabile ed ambientale, ricostruisce la Procura di Agrigento, hanno “disvelato una potente azione di lobbying e la creazione di un vasto sistema di corruttele volto ad eludere i controlli degli enti preposti – scrivono dalla Procura – . Falsi in bilancio ed un sistema di accentramento degli appalti in capo alle imprese del presidente del consiglio di amministrazione di Girgenti Acque, Marco Campione, hanno permesso allo stesso di operare in regime di monopolio con relativi guadagni”.

“L’ omissione della dovuta attività di depurazione delle acque – sostiene la Procura di Agrigento – ha anche creato un danno ambientale da quantificare. L’ illecito addebito agli utenti dei relativi costi non sostenuti, completano un quadro probatorio eterogeneo e complesso”.

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