Gocce di Anatomia: l’apprendimento dell’anatomia e della chirurgia sul cadavere in Sicilia, una realtà di nicchia :ilSicilia.it

la rubrica di Francesco Cappello

Gocce di Anatomia: l’apprendimento dell’anatomia e della chirurgia sul cadavere in Sicilia, una realtà di nicchia

di
17 Gennaio 2022

Cari Lettori,
riprendiamo oggi la periodica abitudine di pubblicare articoli in questa rubrica che ha suscitato interesse e curiosità in molti di voi con un argomento apparentemente “di nicchia” ma che in realtà riguarda un’ampia fetta del pubblico medico, ossia la formazione permanente attraverso i cavader labs, in special modo in Sicilia.

Come probabilmente ricorderete dalle videointerviste pubblicate da questa testata giornalistica, in Italia da quasi due anni esiste una nuova Legge sulla donazione del corpo alla scienza che tuttavia ancora non ha visto attuazione in assenza di alcuni decreti ancora attesi. In questi ultimi mesi, l’Università di Palermo – tra le poche in Italia, assieme a Padova, Brescia, Bologna e Roma e qualche altro Centro – ha ottenuto un prestigioso riconoscimento avendo ricevuto l’accreditamento del Centro Interdipartimentale di Ricerca per la valorizzazione del Corpo donato alla Scienza (con sede amministrativa presso il Dipartimento di Biomedicina, Neuroscienze e Diagnostica avanzata, per l’accettazione e l’utilizzo dei corpi donati.

Francecso Cappello

Presso detto Centro, già da diversi anni, si organizzano corsi di formazione per specializzandi e specialisti in varie branche chirurgiche adoperando come “strumento didattico” anche il cadavere, o meglio parti di esso: si tratta di preparati anatomici – in particolare di regioni anatomiche specifiche quali il distretto testa-collo o quello del tronco o ancora quelli degli arti – su cui i corsisti possono esercitarsi per verificare su campi operatori simulati le conoscenze anatomiche teoriche acquisite sui libri, attraverso lezioni frontali o anche tramite esercitazioni su modelli in plastica o software di anatomia virtuale 3D, nonché apprendere nuove tecniche chirurgiche sotto la guida di docenti e tutor esperti provenienti da tutto il territorio nazionale. Queste attività hanno fatto di Palermo uno dei pochissimi posti in Italia (si contano sulle dita di una mano) dove giovani medici e chirurghi di varie branche specialistiche possono allenarsi ed entrare in contatto con altri colleghi più grandi ed esperti, in questo modo avendo anche l’opportunità di ampliare la rete sociale dei loro contatti, con evidenti ricadute positive sulla loro carriera. La nuova governance dell’Università di Palermo crede molto in queste attività e il Rettore Massimo Midiri ha deciso di favorirne l’organizzazione attraverso anche la creazione “ex novo” di un “ospedale virtuale pre-clinico”, in corso di implementazione presso il Policlinico.

I Corsi che si terranno nelle prossime settimane riguardano varie tematiche tra cui l’anatomia clinica e radiologica del cavo orale e tecniche di chirurgia implantare, l’anatomia chirurgica e le tecniche correttive dei disturbi respiratori nel sonno, l’anatomia dell’occhio e le tecniche chirurgiche di base dell’orbita, l’anatomia chirurgica del naso e dei seni paranasali e l’anatomia clinica e chirurgica dell’orecchio medio e interno, ma altri corsi sono già in cantiere per i prossimi mesi su altri argomenti negli ambiti della Neurochirurgia, dell’Ortopedia, della Chirurgia della parete addominale, della Chirurgia del collo e della Chirurgia del pavimento pelvico.

Il successo di questi corsi non sta soltanto nel desiderio, da parte dei corsisti, di fare un training su preparati anatomici reali, ma anche dalla scarsità di opportunità analoghe in Italia e in special modo in Sicilia, che ha costretto in passato numerosi professionisti a recarsi all’estero per formarsi in questi ambiti.

Per una volta, ci sentiamo di dire, l’Università di Palermo non ha nulla da inviare ad Atenei nazionali e stranieri più “blasonati” ma si pone su un livello almeno pari ad essi, nel solco di una tradizione quasi cinquecentenaria dello studio dell’anatomia, della medicina e della chirurgia sul cadavere, avviata da Giovanni Filippo Ingrassia nella seconda metà del Cinquecento. Ma questa è un’altra storia che magari racconteremo in un’altra puntata di questa rubrica.

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