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Il dubbio

Governo Musumeci, la parità di genere: le scelte dell’Ars sull’Ircac

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25 Febbraio 2021

Tra i temi dibattuti a Palazzo dei Normanni, la parità di genere e la presenza di quote rosa in seno agli enti della Regione Siciliana sono tra i più discussi all’Ars.

Sulla questione intervengono Gaetano Mancini, rappresentante di Confcooperative Sicilia,Filippo Parrino di Legacoop Sicilia.

“Leggiamo dichiarazioni di autorevoli esponenti della maggioranza che, forse anche allo scopo di smorzare le polemiche nate dall’assenza di donne nella Giunta Musumeci, annunciano trionfalmente che, con l’approvazione del ddl 893, finalmente la parità di genere “entra” nel CDA degli enti e società della Regione”.

“È tutto vero? È proprio così? Non proprio e per diverse ragioni. Intanto, infatti, la norma votata (in verità con qualche contestazione) riguarda solo il CDA dell’IRCAC e non, in generale, gli “Enti e società della Regione”.

“Ma soprattutto, ed è questa la parte più significativa, la norma approvata non impegna assolutamente il Governo a designare componenti di genere nel CDA dell’Istituto mentre, invece, paradossalmente, impone alle sole parti imprenditoriali la rappresentanza di genere, con una doppia designazione, uomo e donna, riservando al Governo la facoltà di scelta dell’uno o dell’altra”.

Quindi non solo il Governo impegna parti terze nella designazione della componente di genere senza impegnare se stesso, ma addirittura si riserva il diritto di scelta della (o delle) donne da nominare. Questo criterio (della scelta da parte del Governo) che impedisce la naturale e libera determinazione delle parti, è stato da noi contestato con una nota formale del 29 dicembre nella quale, insieme all’intero movimento artigiano, proponevamo che si attribuisse una quota di genere alle parti private, ma con diretta designazione, ed una al Governo”.

“Quindi avevamo proposto una quota del 40% di genere, ovverosia doppia rispetto alla previsione di legge che si ferma al 20%. Siamo rimasti ovviamente inascoltati e per questo motivo ritireremo, per dare un preciso segnale, i nostri delegati nell’attuale CDA dell’IRCAC (fatto questo che questo magari potrà fare piacere perché una gestione commissariale è più comoda di un CDA indipendente)”.

“Li ritireremo nonostante essi abbiamo svolto (da soli) molto bene il loro compito, dando all’Istituto l’assetto indispensabile per il suo funzionamento, adottando il 118 e mettendo l’istituto nelle condizioni di superare le criticità ereditate, facendo quello che altri analoghi enti non hanno fatto”.

“Poi staremo a guardare. Siamo infatti molto curiosi di vedere quali saranno le scelte nella designazione dei tre rappresentanti del Governo in IRCAC. Ci saranno delle donne o saranno ancora una volta solo uomini?” 

“E siamo anche curiosi di vedere quali saranno i criteri che si adotteranno nella individuazione dei due componenti di parte datoriale, se prevarrà l’analisi dei curricula, se prevarrà cioè il merito, o più semplicemente se saranno gli accordi politici a determinare le scelte. Noi guarderemo che succederà. Poi, di conseguenza, adotteremo le nostre determinazioni”.

 

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