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Governo, rischia di saltare l’accordo Pd 5 Stelle: Di Maio vuole tutto per sé. Il nodo Rousseau

28 Agosto 2019

Di nuovo in bilico la trattativa tra M5s e Pd per la formazione del governo.

“Rischia di saltare tutto – dicono i dem – perché Di Maio rivendica la vicepresidenza del Consiglio”. Il capo politico del MoVimento, dalla sua, annuncia che la nuova proposta di governo M5S-Pd sarà votata su Rousseau: “Gli iscritti hanno e avranno sempre l’ultima parola”.

E anche questo non piace al Pd. ‘E’ solo un modo per prendere tempo, un altro elemento che complica la trattativa in corso. Si tratta tra l’altro – osservano fonti PD – “di uno sgarbo istituzionale” al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che al termine delle consultazioni deciderà se affidare l’incarico di governo.

Alla luce dell’irrigidimento della trattativa tra M5s e Pd per la formazione del nuovo governo, è probabile che salti il tavolo sul programma che era in programma alle 8.30 tra la delegazione dei capigruppo pentastellati e Dem

Dopo la ripartenza, dunque, una nuova frenata. Intanto ieri c’è stato il nuovo giro di consultazioni al Colle per la formazione del nuovo governo, dopo le dimissioni del premier, Giuseppe Conte. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato i presidenti delle Camere, Elisabetta Alberti Casellati, e Roberto Fico. E i mercati sembrano credere all’accordo per la formazione del nuovo governo giallorosso.

Luigi Di Maio, dopo ore di consultazioni, dubbi, e sotto la spinta di Davide Casaleggio, decide di non permettere che l’intesa con il Pd abdichi dalla certificazione del voto online. E il capo politico M5S sceglie di collocare la votazione dopo che il Colle avrà dato l’incarico al nuovo premier e prima che questi salga al Colle per portare i risultati delle sue consultazioni. Il voto, di fatto, sarà sul Conte bis e ciò, forse, aiuterà il Movimento a superare le proteste che, ancora in queste ore, arrivano dalla base per la possibile intesa giallorossa. La decisione di mettere online l’intesa è stata a dir poco travagliata. E ha portato con sé un nodo: l’impossibilità di mettere il nuovo governo ai voti prima che Mattarella desse l’incarico a Conte, così come avvenne invece nel caso del contratto con la Lega (quando il voto su Rousseau avvenne il 18 maggio).

Troppo poco il tempo a disposizione, per i vertici del Movimento, considerando anche che ciascuna votazione va annunciata almeno 24 ore prima del suo inizio. Così, dopo una riunione notturna con alcuni suoi fedelissimi a Palazzo Chigi (tra gli altri, i capigruppo Stefano Patuanelli e Francesco D’Uva, Vincenzo Spadafora, e i ministri Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro) Di Maio opta per consultare gli iscritti durante le consultazioni che potrebbe fare Giuseppe Conte: nel weekend, forse, “scenografia” temporale di tante altre votazioni online del M5S. La scelta potrebbe servire a compattare una base disorientata dal possibile abbraccio al Pd. “Solo se il voto sarà positivo la proposta di progetto di governo sarà supportata dal MoVimento 5 Stelle. Il voto dovrebbe avvenire entro la prossima settimana. Gli iscritti al MoVimento 5 Stelle hanno e avranno sempre l’ultima parola”, spiega Di Maio sul blog delle Stelle. Il Pd non è neppure citato. Sono citati, invece, i dieci punti portati dal M5S nel primo giro di consultazioni al Colle.

LE CONSULTAZIONI: Al Colle, dopo i presidenti di Senato e Camera, è stata la volta di Leu e Civica Popolare che ribadiscono il loro sì al governo. Oggi toccherà ai big e, se la trattativa Pd-M5S si concluderà Mattarella incaricherà Conte tra mercoledì sera e giovedì, lasciandogli un certo margine per continuare a lavorare su programma e squadra di governo.

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Come se fosse Antani
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Come se fosse Antani

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