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Il retroscena della mancata candidatura del presidente del Senato

Grasso contro Musumeci, il duello che non c’è stato e le dimenticanze di Renzi

14 Febbraio 2018

Lo scontro che poteva esserci e non c’è stato. Il big match che avrebbe potuto consentire al Pd di mantenere la postazione di Palazzo d’Orleans che invece è tornata al centrodestra. Nei giorni scorsi a portare indietro nel tempo le lancette è stato lo scontro, andato appena fuori dai toni del fair play istituzionale, tra il presidente del Senato Piero Grasso e il presidente della Regione Musumeci.

I due si sono toccati sulla questione rifiuti dopo che il leader di Liberi e Uguali aveva provocato scintille, parlando a saltare, sui temi delle principali emergenze siciliane. Parole che non hanno mancato di innescare la replica di Nello Musumeci

Nessun rimpianto invece per il presidente del Senato sul suo mancato arrivo a Palazzo d’Orleans: “Non ho mai detto che sarei stato candidato, il primo che ha fatto il mio nome è stato il sindaco di Catania Enzo Bianco, ma nessuno lo ha chiesto a me”.

Ma come, solo un’idea a soggetto del sindaco di Catania?  E la pattuglia renziana di Sicilia allora per chi avrebbe lavorato? Mesi di attesa e pagine riempite di giornali, ed era solo una timida volontà nascosta al destinatario?

Difficile stabilire a posteriori una verità in cui si sono sovrapposte la volontà demolitiva dei Dem di Sicilia, di larga ispirazione renziana, la paura di metterci la faccia e tirarla per le lunghe all’infinito nella via di mezzo di Angelino Alfano e la vera mancanza di un candidato politicizzato e ben visibile dell’area centrista. A quanto riferisce il presidente del Senato, Renzi non gli ha fatto pervenire mai alcuna ambasciata sulla corsa a governatore della Sicilia.

Non sapremo mai dunque che storia sarebbe stata. L’unica certezza postuma che affiora è che nei giorni più caldi dell’estate, quando Grasso non era ancora da un’altra parte politica, nessuno gli ha chiesto di guidare la coalizione di Sicilia.

Nel fight tra Musumeci e Grasso avrebbe potuto prevalere probabilmente Cancelleri, oppure sarebbe stato un esaltante testa a testa?

La politica siciliana degli ultimi 20 anni almeno, quella della stagione maggioritaria e dell’elezione diretta, per capirci, vanta tanti duelli potenziali rimasti al palo. Tra questi anche la lotta per la nomination del 2001 del centrodestra tra Cuffaro e lo stesso Musumeci. O ancora il mancato confronto tra Leoluca Orlando e Francesco Musotto per la poltrona di sindaco di Palermo, e le ambizioni troppo confinate di Enzo Bianco che lasciò ad Anna Finocchiaro il compito di scontrarsi nel 2008 con Raffaele Lombardo. Completa il quadro, sempre nello stesso anno, l’azzoppamento della candidatura dello stesso Miccichè nel dopo Cuffaro e Francesco Cascio che da presidente dell’Ars uscente nel 2012 non volle correre per sindaco contro Ferrandelli e Orlando a Palermo, trovando poi la strada sbarrata per la presidenza della Regione dalla frattura di sei anni fa tra Miccichè e Musumeci.

Questi i duelli mancati. I nomi sono sempre gli stessi. O quasi.

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