Graviano intercettato accusa Berlusconi: "Pezzo di crasto, mi ha chiesto sta cortesia... e ora dà i soldi alle buttane" :ilSicilia.it
Palermo

"Quella notte si sono spaventati, temevano il colpo di Stato"

Graviano intercettato accusa Berlusconi: “Pezzo di crasto, mi ha chiesto sta cortesia… e ora dà i soldi alle buttane”

di
9 Giugno 2017
Il boss palermitano Giuseppe Graviano è indagato per la cosiddetta trattativa Stato-mafia. Intercettato per quasi un anno dai pm di Palermo, mentre parla a ruota libera anche della trattativa, Graviano viene interrogato dai magistrati a marzo e gli viene contestato il reato di minaccia a Corpo politico dello Stato in concorso con altri boss, per cui già è in corso un processo.

Non sapendo di essere intercettato mentre parla con un compagno di detenzione, il boss Giuseppe Graviano alludendo alla decisione, presa nel novembre del ’93, di revocare il carcere duro per 450 mafiosi: “Poi nel ’93 ci sono state altre stragi ma no che era la mafia, loro dicono che era la mafia. Allora il governo ha deciso di allentare il 41 bis, poi è la situazione che hanno levato pure i 450″.

Le parole di Graviano sono finite agli atti del processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia e dimostrerebbero, secondo i pm, che tra le condizioni messe da cosa nostra alle istituzioni per fare cessare le stragi c’era un allentamento del carcere duro. Graviano ricorda il suo periodo al 41 bis a Pianosa: “Pure che stavi morendo dovevi uscire e c’era un cordone, tu dovevi passare nel mezzo e correre. Loro buttavano acqua e sapone. Andavano alleggerendo del tutto il 41 bis …se non succedeva più niente, non ti toccavano, nel ’93 le cose migliorarono tutto di un colpo”, aggiunge.

Quella notte si sono spaventati, temevano il colpo di Stato e lui (l’allora premier Ciampi, ndr) se n’è andato subito a palazzo Chigi assieme ai suoi vertici. Loro non volevano nemmeno resistere, avevano deciso già di non resistere al colpo di Stato”. Lo dice, riferendosi alla reazione dell’allora premier Ciampi, dopo le bombe di Milano nel luglio del ’93, il boss Giuseppe Graviano, sempre durante il colloquio in carcere con un detenuto che è stato intercettato.

Berlusca mi ha chiesto questa cortesia… per questo c’è stata l’urgenza. Lui voleva scendere… però in quel periodo c’erano i vecchi e lui mi ha detto ci vorrebbe una bella cosa“. Si legge negli stralci della conversazione.

“Berlusconi quando ha iniziato negli anni ’70 ha iniziato con i piedi giusti, mettiamoci la fortuna che si è ritrovato ad essere quello che è. Quando lui si è ritrovato un partito così nel ’94 si è ubriacato e ha detto ‘Non posso dividere quello che ho con chi mi ha aiutato’. Pigliò le distanze e ha fatto il traditore. Aggiunge il boss.

Berlusconi e GravianoTu lo sai che mi sono fatto 24 anni, ho la famiglia distrutta … alle buttane glieli dà i soldi ogni mese. Io ti ho aspettato fino adesso … e tu mi stai facendo morire in galera senza che io abbia fatto niente. Aggiunge il boss contro Silvio Berlusconi.Ti ho portato benessere, 24 anni fa mi arrestano e tu cominci a pugnalarmi, conclude così il suo sfogo Graviano.

Al signor Crasto (cornuto, ndr) gli faccio fare la mala vecchiaia“, dice Graviano sempre alludendo, secondo i pm, a Berlusconi colpevole di averlo abbandonato. “Sa che io non parlo – aggiunge – perché sa il mio carattere e sa le mie capacità …pezzo di crasto che non sei altro, ma vagli a dire com’è che sei al governo, che hai fatto cose vergognose, ingiuste”.

© Riproduzione Riservata
Tag:

Fenomeno serie tv

di Michele Lombardo

Anno nuovo, tante novità in arrivo

Con l'arrivo del 2022, le varie piattaforme streaming hanno annunciato molte novità  che riguardano sia nuove stagioni di serie già andate in onda, sia diverse interessanti nuove serie.

Fuori dal coro

di Pietro Busetta

Il colpo di mano sull’autonomia differenziata

Subdolamente con un inserimento nella legge di bilancio sta passando l’autonomia differenziata. Si tratta di un collegato alla legge di bilancio fatto passare nella notte che sta riportando il tema dell’autonomia in corsa per essere approvato.

In Primis la Sicilia

di Maurizio Scaglione

Una politica con troppi Capi e pochi Leader

Sono giorni frenetici per la politica nazionale e siciliana. Iniziano assemblee, vertici e riunioni dei partiti per discutere le migliori strategie, per non perdere posizioni e leadership nelle varie coalizioni. Ma tutto ciò serve veramente a qualcosa?

Alpha Tauri

di Manlio Orobello

Il Re traditore

Il 2 giugno 1946, con la proclamazione della Repubblica Italiana veniva scritta la parola fine alla monarchia e con essa alla guida dello stato  da parte della casa Savoia.

Segreti e non misteri

di Alberto Di Pisa

Lincoln come Kennedy, il potere dei soldi

Il 14 aprile 1865, Abramo Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti, fu assassinato raggiunto da un proiettile calibro 44 sparatogli alla testa da un sicario. fu ucciso mentre, dal palco presidenziale, assisteva alla commedia musicale Our American Cousin