I 24 mila avvocati siciliani a gran voce chiedono la apertura dei tribunali :ilSicilia.it
Palermo

la nota

I 24 mila avvocati siciliani a gran voce chiedono la apertura dei tribunali

di
6 Giugno 2020

Il direttivo dell’Unione degli Ordini forensi e i consigli dell’Ordine degli avvocati della Sicilia, riuniti in seduta plenaria Palermo hanno stilato un documento, firmato dal presidente dell’Unione dei Fori siciliani, avvocato Giuseppe Di Stefano.

Nel documento si fa presente che “in ossequio alle disposizioni normative emanate in via d’urgenza, sono stati sottoscritti protocolli tra i capi degli uffici giudiziari e i rappresentanti delle istituzioni forensi ed emanate circolari relative al funzionamento degli uffici di cancelleria, degli uffici notifiche e all’organizzazione delle udienze, nel rispetto delle misure più idonee al contenimento del contagio e alla prevenzione del diffondersi della pandemia da Covid-19, che hanno sacrificato, inevitabilmente, l’uniformità delle regole adottate anche a livello locale, peraltro ulteriormente pregiudicata in fase di concreta applicazione dei singoli protocolli; 

Che il permanere di limitazioni, anche nell’impiego del personale, imposte da Leggi, Regolamenti e Protocolli, emanati nella prima fase dell’emergenza, comporta una situazione di stallo, che, impedendo il pieno esercizio della giurisdizione, pone in pericolo lo stesso equilibrio dei poteri, che costituisce fondamentale presidio di garanzie democratiche;

Che ad oggi in molti uffici giudiziari siciliani, malgrado il regime di sospensione dei termini si sia interrotto l’11 maggio scorso, e nonostante il contenimento dell’epidemia, si registra una ripresa delle attività talmente limitata da risultare mortificante per le aspettative dei cittadini e la tutela dei loro diritti;

Che in alcuni uffici è stata pienamente riavviata l’attività, mentre in altri la ripresa si è di fatto procrastinata sine die, con grave pregiudizio per la tutela dei diritti e l’uniformità delle regole, in danno anche dello stesso principio di uguaglianza dei cittadini“.

Alla luce di tutto ciò l’Unione degli Ordini forensi e i 16 Consigli dellOrdine della Sicilia, “ancora una volta con rinnovata unità e piena considerazione per la tutela dei diritti dei cittadini e per le responsabilità gestionali dei capi degli uffici giudiziari tutti, sollecitano l’adozione di tutte le misure affinché, senza ulteriore ritardo, negli uffici giudiziari siciliani vengano organizzate e consentite tutte le attività giurisdizionali processuali, e cioè sia quelle di udienza che quelle, connesse, di accesso agli uffici per esame fascicoli, richiesta copie, richiesta notifiche, ritiro atti, richiesta e ritiro provvedimenti giurisdizionali; l’adozione di tutte le misure idonee in concreto affinché in ogni Corte di Appello, Tribunale, Ufficio del Giudice di Pace e ufficio notifiche, sia assicurata la presenza del personale necessario all’ordinario funzionamento degli uffici; chiedono la costituzione di un tavolo di concertazione regionale, che coinvolga tutte le componenti della Giurisdizione in Sicilia, finalizzato al completo riavvio dell’attività giudiziaria;

chiedono al Consiglio nazionale forense, all’Ocf e a Cassa Forense, cui assicurano il consueto sostegno, nonché al Ministro della Giustizia ed al Ministro per la Pubblica Amministrazione, ciascuno in virtù delle rispettive competenze e prerogative, di adottare ogni iniziativa utile a riprendere concretamente l’attività giudiziaria, in tutto il territorio nazionale, con criteri di uniformità, che assicurino, insieme al sereno e regolare esercizio della giurisdizione, la certezza del diritto ed il rispetto delle norme processuali, presidi fondamentali di garanzia per ogni cittadino. Infine “riservano ogni ulteriore iniziativa alla concreta adozione di provvedimenti operativi che garantiscano la regolare amministrazione della Giustizia, avendo aderito sin da subito allo stato di agitazione già proclamato dall’Ocf e che dovrà inevitabilmente trovare ulteriori sbocchi, qualora l’accorata richiesta dell’Avvocatura di salvaguardia e tutela dei diritti dei cittadini, non dovesse sortire effetti concreti ed immediati“.

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