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Palermo

Una cerimonia per la consegna dei moduli al comitato

I bambini del Circolo Didattico Rosolino Pilo raccolgono oltre mille firme per l’Oreto | VIDEO

13 novembre 2018

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Il Circolo Didattico Rosolino Pilo di Palermo ha sposato la causa del fiume Oreto. Il Fai ormai da nove anni promuove il recupero dei luoghi più emblematici del nostro Paese, ma abbandonati all’incuria e lo fa con un concorso dal titolo: “I luoghi del cuore”.

I primi tre classificati riceveranno dei fondi che verranno utilizzati proprio per il recupero. Un gruppo di cittadini riuniti nel Comitato Salviamo l’Oreto da maggio portano avanti questa battaglia di civiltà che passa dalla consapevolezza di un sogno, riportare una vasta area della città al suo antico splendore.

Il concorso che si concluderà il 30 novembre ha visto la partecipazione attiva di diverse sigle e associazioni che dal basso hanno dato il loro contributo nella raccolta delle firme e nella divulgazione del fiume inteso come bene comune. A sposare il sogno di rivedere l’Oreto dei palermitani rigoglioso e fruibile anche i bambini e le famiglie della scuola di via La Franca, a due passi dal fiume, che capeggiati dal loro Dirigente Scolastico Lina Pizzolanti e dalla sua collaboratrice Pamela Vassallo, hanno raccolto più di 1100 firme. I moduli sono stati consegnati durante una cerimonia voluta ad hoc dalla dirigenza scolastica, in cui sono stati esposti anche i lavori realizzati dai bambini, a Salvo Bucchieri una delle anime instancabili del Comitato.

Una mattina ricca di emozioni culminata negli interventi dei più piccoli che per un attimo hanno trascinato i presenti in una visione onirica, ma reale, ovvero quella di poter vivere il loro fiume come accade nelle più belle città del mondo.

L’iniziativa arriva all’indomani del Contratto di fiume siglato fra i sindaci di Palermo, Monreale e Altofonte, segno di come un rapporto sinergico tra i cittadini e le istituzioni possa essere sinonimo di reale interesse per il nostro territorio.

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Chi sa quante volte era ritornato su quel posto con la mente. Ci tornava costantemente rivivendo la stessa mattinata, sempre la stessa, per cercare dove quella volta aveva sbagliato. Aveva poco più che trenta anni e lavorava da sempre.