I Carciofi alla villanella, un secondo a tutta natura | LA RICETTA :ilSicilia.it

Il Carciofo tra mito e tradizioni culinarie

I Carciofi alla villanella, un secondo a tutta natura | LA RICETTA

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26 Gennaio 2020

La ricetta che vi proponiamo ha per protagonista il carciofo, ma prima di darvi gli ingredienti e cucinare con voi i “Carciofi alla villanella“, con sorpresa finale, vogliamo fare un salto nel mito che lo ricollega alla ninfa Cynara, chiamata così per i capelli color cenere e gli occhi verdi dalle sfumature viola.

Tra mito e curiosità
La ninfa Cynara, dotata di una bellezza che la rendeva irresistibile, ma molto orgogliosa e volubile, fece innamorare perdutamente Zeus che, non corrisposto, furioso per la lesa maestà, in un momento d’ira, la trasformò in un carciofo spinoso, proprio come il carattere della ninfa tanto desiderata, dal colore verde e violetto dei suoi occhi e col cuore tenero, come può esserlo quello di una fanciulla.

Tra le curiosità è che il nome latino del carciofo è proprio Cynara, come la ninfa, il suo nome scientifico è, invece, Cynara scolymus, da ciniscenere” e scolymus, “appuntito. Il suo arrivo in Italia si deve agli Etruschi, ma gli Arabi, scoprendolo in Sicilia, crearono una nuova varietà che esportarono in Spagna. Il suo nome moderno, infatti, deriva proprio dall’arabo “al – kharshuf“.

Nel 1466 Filippo Strozzi portò il carciofo da Napoli a Firenze e Caterina de’ Medici lo introdusse in Francia quando si sposò con Enrico II di Francia.

Castroville in California, una città già nota dalla prima metà del ‘900 per la produzione di Carciofi e per questo motivo sede di un festival annuale a lui dedicato, durante la prima edizione, nel 1947, elesse reginetta di bellezza, Queen of Artichoke, la giovane e allora sconosciuta Marilyin Monroe.

Ultima chicca riguarda il carcere “Ucciardone” di Palermo, che si narra debba il suo nome agli Angioini che chiamavano i carciofi “chardons”. “U Ciarduni“, il suo nome in siciliano, è l’amaro luogo di reclusione che nasce sul terreno in cui un tempo cresceva l’ortaggio e la cui costruzione, voluta dai Borbone, fu salutata come “necessaria istituzione” per una severa azione di repressione. Purtroppo, amara riflessione, è che a nessuna “dominazione” è venuta l’illuminazione di sostituire a quella punizione, una efficace opera di rieducazione.

In Sicilia, inoltre, ci sono importanti “Sagre del Carciofo“, come quella di Cerda, comune in provincia di Palermo, Ramacca, nel catanese, e Niscemi, nel nisseno. Essendo più buoni del solito, oltre alla ricetta dei “Carciofi alla villanella” o “Cacuocciuli ‘a viddaniedda“, un secondo semplice e molto gustoso, vogliamo darvi quella del “Cynar“, un liquore a base di foglie di carciofo, un amaro del 1952 il cui slogan era: “contro il logorio della vita moderna“, nato grazie all’idea di Angelo Dalle Molle, che fu portato al successo da “Carosello” con il grande attore Ernesto Calindri che, seduto in mezzo al traffico, lo sorseggiava compiaciuto. Adesso, andiamo alle ricette.

Carciofi alla villanella

Ingredienti per 4 persone:

  • 8 carciofi
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 1 cipolla
  • aglio
  • pangrattato
  • 1 cucchiaio di caciocavallo grattugiato per ogni carciofo
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • olio Evo

Procedimento:

1. Pulite i carciofi, eliminate le foglie dure, tagliate le punte spinose e i gambi in modo che i carciofi possano stare in piedi. Lavateli con acqua e limone.

2. In un padellino fate tostare il pangrattato con un filo d’olio. Nel frattempo, fate un trito di prezzemolo, aglio, cipolla, sale, pepe,  formaggio e unite il pangrattato precedentemente preparato, amalgamando il tutto.

3. Sgocciolate, asciugate i carciofi e imbottiteli con il composto preparato, pressandolo bene verso l’interno.

4. Ponete i carciofi in piedi in un tegame, dove avrete messo acqua e olio, che dovranno coprirli a metà, aggiustate di sale e pepe, coprite con un coperchio e fate cuocere, all’inizio a fiamma alta e, poi, bassa per circa 30 minuti.

I vostri carciofi sono pronti da mangiare.

Liquore Cynar

Ingredienti:

  • 30 foglie tenere di carciofo
  • 5 gambi
  • 1 litro di alcol a 90°
  • 700 g di zucchero
  • 2 chiodi di garofano
  • 1 litro di acqua
  • la scorza di un limone

Preparazione:

1. Lavate le foglie del carciofo e tagliuzzatele. Sfilettate i gambi, tagliandoli a dadini.

2. Lavate il limone e pelate la scorza.

3. Ponete in un barattolo a chiusura ermetica le foglie di carciofo, i gambi ridotti a dadini, i chiodi di garofano, la scorza di limone, l’alcool e tappate.

4. Lasciate macerare per 20 giorni.

Et voilà, il vostro amaro fatto in casa è servito.

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