I discepoli di Montante ancora in sella al potere in Sicilia :ilSicilia.it

fedeli ed amici dell'ex paladino di giustizia

I discepoli di Montante ancora in sella al potere in Sicilia

di
30 Ottobre 2019

Il giorno dell’arresto di Montante hanno continuato a tenere i loro incarichi e a non negare la vicinanza e l’amicizia nei confronti dell’ex paladino della giustizia ed ex presidente di Confindustria. Sono sempre stati garantisti nei confronti dell’imprenditore di Serradifalco.

Dopo la condanna in primo grado a 14 anni per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e accesso abusivo a sistema informatico, ora la procura di Caltanissetta ha iscritto di nuovo Montante sul registro degli indagati: l’ipotesi dei pm è riciclaggio. Ma il garantismo da parte di chi ha avuto poltrone di rilievo anche grazie a lui, rimane invariato. Sono i discepoli di Montante. I sopravvissuti, al momento, di un sistema oscuro che a quanto pare in molti sembrano non essersi accorti. Personaggi che nel periodo in cui il ‘guru’ di Confindustria teneva relazioni con pezzi dello Stato, politici nazionali e alti ufficiali ed aveva influenze sulla politica siciliana di quegli anni, hanno occupato poltrone in uffici pubblici e non solo. e Ancora oggi stanno ancora lì. Anzi qualcuno è ancora più forte di prima.

Chi nell’era Montante c’era e c’è ancora è Alessandro Albanese, vicepresidente vicario di Confindustria Sicilia, presidente della Camera di Commercio di Palermo ed Enna e componente del Cda di Gesap, la società che gestisce lo scalo aeroportuale del capoluogo siciliano. Albanese in una intervista a ilSicilia.it ha affermato: “Io ho fatto il componente di Sicindustria, quando c’era Montante alla presidenza, ho ricoperto il ruolo di vicepresidente quando c’era Catanzaro. E’ davvero brutto vedere tanti nuovi e fantomatici giudici e opinionisti sul processo Montante che oggi condannano e sentenziano e ieri erano tutti dietro la porta ad aspettare di essere ricevuti proprio da Antonello Montante”.

E nel frattempo che aspettiamo dallo stesso Albanese qualche nome di chi stava ad attendere di essere ricevuto dal cavaliere del lavoro in manette, la lista di chi ad oggi rimane ai vertici dei colletti in bianchi in Sicilia è abbastanza ampia. Come Gregory Bongiorno: anche lui è stato vicepresidente di confindustria quando Giuseppe Catanzaro, il “re dei rifiuti”, era stato nominato come presidente. Proprio Catanzaro ha dovuto poi dimettersi perché anche lui è stato investito dall’inchiesta giudiziaria sul big dell’antimafia in Sicilia. Catanzaro con la sua discarica ‘Siculiana’ rappresenta un ruolo centrale sui rifiuti.

Ritornando al dottor  Bongiorno, è attualmente consigliere delegato di Agesp S.p.A (Castellammare del Golfo, TP, dal 2005), azienda operante in Italia nel campo della raccolta e smaltimento dei rifiuti con oltre 300 dipendenti. E’ Amministratore Unico di Calathamet S.r.L (Castellammare del Golfo, TP, dal 2004), società immobiliare, e, dal 2013 vice Presidente del Consiglio di Amministrazione del Distretto Turistico Sicilia Occidentale. Inoltre è Presidente Confindustria Trapani (dal 2013) e componente della Giunta Regionale Confindustria Sicilia (dal 2006).

Ma c’è anche Ivo Blandina, vice presidente vicario di Sicindustria Messina, il cui nome è presente nelle carte su Montante. Ad oggi non risulta indagato. A quanto pare anche il giovane Gero La Rocca è un ex dei “Montante-boys”. Il giovane classe 1982 ha fondato la Ecoface Industry srl, azienda che si occupa di valorizzazione dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata ed è il presidente dei giovani imprenditori di confindustria. E pare che Giuseppe Catanzaro avesse un debole per le abilità imprenditoriali del giovane.

Ma la lista dei nomi non si ferma soltanto tra gli apparati ancora reggenti su Confindustria. Esistono volti che ricoprono incarichi istituzionali nel silenzio assoluto da parte della politica. La prima che salta agli occhi è Maria Grazia Brandara, ex commissario dell’Irsap. Lei è indagata nel secondo filone dell’inchiesta Montante. Dal 2016 è a capo dell’Ias (la società controllata dal consorzio Asi di Siracusa che gestisce l’impianto di depurazione a Priolo), è rimasta al suo posto malgrado il cambio di governo regionale, anzi ha raddoppiato i suoi incarichi, candidandosi e raggiungendo la poltrona di primo cittadino a Naro.

Ma esiste una altra donna molto vicina agli ambienti di Montante: Alida Marchese ex dipendente di Confindustria, nominata come revisore dei Conti alla Crias dall’allora assessore del governo Crocetta, Mariella Lo Bello: a quanto pare non è mai stata rimossa dalla sua poltrona dal governatore Musumeci. Per l’appunto l’ex assessore Lo Bello ad oggi è indagata a Caltanissetta per il “sistema Montante”. E come dimenticare Linda Vancheri ex assessore alle Attività Produttive del governo Crocetta, donna di Confindustria e dello scacchiere dell’ex paladino della giustizia. Ad oggi Project manager delle politiche industriali di Confindustria.

Questi solo alcuni degli ex fedelissimi di Antonello Montante che ad oggi rivestono ruoli importanti nelle ampie maglie del potere siciliano e non solo.

© Riproduzione Riservata
Tag:

Blog

di Renzo Botindari

Come andato questo giro?

Lo sanno tutti che qui tutto cambia affinché tutto rimanga come prima e per questo per avere una chance dopo aver perso, meglio non farsi nemico l’avversario
Banner Telegram

Alpha Tauri

di Manlio Orobello

Il Re traditore

Il 2 giugno 1946, con la proclamazione della Repubblica Italiana veniva scritta la parola fine alla monarchia e con essa alla guida dello stato  da parte della casa Savoia.

Rosso di sera

di Elio Sanfilippo

La Repubblica compie 75 anni!

Una delle cause principali delle difficoltà in cui versa il Paese, segnato da uno sbandamento anche morale, da una involuzione culturale e civile, nasce sicuramente dall’avere smarrito il senso di questa data, da un affievolirsi dei valori che sono stati alla base della nascita della Repubblica
Banner Italpress

Segreti e non misteri

di Alberto Di Pisa

Lincoln come Kennedy, il potere dei soldi

Il 14 aprile 1865, Abramo Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti, fu assassinato raggiunto da un proiettile calibro 44 sparatogli alla testa da un sicario. fu ucciso mentre, dal palco presidenziale, assisteva alla commedia musicale Our American Cousin