I francesi con la Renault 4 continuano a girare la Sicilia: ora sono a Mazzarino :ilSicilia.it
Caltanissetta

S'infiamma di nuovo la polemica

I francesi con la Renault 4 continuano a girare la Sicilia: ora sono a Mazzarino

di
7 Aprile 2020

Prosegue il giallo della Renault 4 con artisti di strada francesi che nei giorni scorsi è arrivata in Italia “bucando” i controlli nello Stretto di Messina e che continua indisturbata a girare l’Isola, spostandosi da una località all’altra.

Il caso era stato denunciato con toni forti dal sindaco di Messina, Cateno De Luca, e adesso è la volta del sindaco di Mazzarino, Vincenzo Marino.

L’auto con a bordo con alcuni artisti di strada era stata avvistata in autostrada e poi in nave e poi ancora agli sbarchi a Messina: le immagini che inizialmente erano state definite da qualcuno come una fake news, erano finite sui social, scatenando aspre polemiche e la vicenda spinse proprio De Luca a contestare l’efficacia dei controlli, con una serie di bordate rivolte al Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.

Ora la Renault 4, a quanto pare, continua a spostarsi in altre zone della Sicilia, e dall’etneo si è spostata nella provincia di Caltanissetta, da ieri a Mazzarino.

“Signora Ministra Lamorgese – afferma De Luca – ha notizie della famosa Renault 4 che ha attraversato abusivamente l’Italia ed il 22 marzo alle ore 22.40 lo Stretto di Messina? Parli con Vincenzo Marino, il Sindaco del Comune di Mazzarino, della provincia di Caltanissetta. Anzi si guardi questo video che risale a ieri sera e poi rassegni le sue dimissioni. La prego, signora Ministra Lamorgese, non denunci per lesa maestà anche il mio collega sindaco di Mazzarino”.

renault 4-acitrezza
la Renault 4 ad Acitrezza

“La famosa Renault 4 di Acitrezza ora l’abbiamo ritrovata a Mazzarino – afferma il sindaco di Mazzarino, Marino in un videomessaggio –. Mi hanno avvisato e mi sono precipitato lì in una campagna e immediatamente mi sono reso conto che era quella la macchina. Ho chiamato i Carabinieri, hanno identificato i soggetti. Erano proprio loro, una cosa assurda. I signori si sono giustificati dicendo che si trattava di motivi umanitaria e ad Acitrezza vivevano in 8 in una stanza, quindi conoscendo il proprietario della campagna qui vicino Mazzarino hanno deciso di venire nella nostra città“.

“Non abbiamo visto alcuna autorizzazione, soltanto un’autocertificazione redatta da loro nella quale si affermava che per problemi umanitari venivano nella nostra città. Mi chiedo come sia possibile. Si dovrebbe uscire e ci si dovrebbe spostare da una città soltanto per motivi di lavoro ma non in questo modo e per queste situazioni”, aggiunge il sindaco di Mazzarino. 

Il giallo, insomma, continua e la vicenda pare destinata ad animare ulteriori polemiche. Per il momento, indubbiamente, si confermano le perplessità e i dubbi, dei sindaci ma anche dei tanti siciliani che rimangono in casa ad osservare con rigore la quarantena mentre questa comitiva francese gira allegramente la Sicilia. 

 

IL VIDEO:

 

 

LEGGI ANCHE:

Coronavirus, la Renault 4 arrivata in Sicilia: il simbolo della mancanza di controlli

Coronavirus, gli hippy arrivati in Sicilia: “La Renault 4 è la nostra casa, costretti a venire qui” | VIDEO

© Riproduzione Riservata
Tag:
Segreti e non misteri
di Alberto Di Pisa

Mafia e antimafia

Dovendo parlare di mafia ed antimafia non si può non andare con la mente al 10 gennaio 1987 allorquando Leonardo Sciascia rilasciò una intervista al Corriere della Sera parlando di professionisti dell’antimafia
Wanted
di Ludovico Gippetto

L’archeologia del “Do not cross” come tutela

Rubare nei siti archeologici è gravissimo. Un argomento molto caro all’archeologo Sebastiano Tusa, fermo sostenitore del principio del "Do not cross". Dove gli oggetti antichi vanno guardati ma non decontestualizzati rispetto all’ambiente di provenienza.
CapitaleMessina
di Gianfranco Salmeri

Dopo la pandemia non sarà mai come prima

Dopo una crisi così devastante come quella che stiamo superando, le cose non potranno tornare mai come prima, e non è neanche bene che ciò avvenga. Una riflessione sulla fase 2 dell'emergenza coronavirus di Gianfranco Salmeri.