I retroscena del blitz: così è finito in manette Riitano, il broker della 'Ndrangheta :ilSicilia.it
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I retroscena del blitz: così è finito in manette Riitano, il broker della ‘Ndrangheta

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24 Agosto 2019

“Ok, ok mi arrendo, non fate casino, c’è il bambino”. Così si è arreso il broker della ‘Ndrangheta, Francesco Riitano, alias “Cicciariello Andreacchio”, 37 anni, elemento di spicco della temibile Cosca Gallace di Guardavalle, arrestato mercoledì scorso a Giardini Naxos dai Carabinieri del Ros entrati in azione congiuntamente a quelli dei Comandi Provinciali di  Catanzaro e Messina, ed in particolare con i Carabinieri di Taormina.

Il blitz che ha posto fine alla latitanza di Riitano è iniziato alle 20.25. Da qualche giorno i Carabinieri braccavano il latitante calabrese, dopo averlo localizzato in vacanza a Giardini Naxos. Alloggiava in Via Iannuzzo 41 ed è lì che i Carabinieri, a conclusione delle attività di osservazione e pedinamento, hanno circondato la sera del 21 agosto la palazzina ubicata nella zona di Recanati. I Cc sono entrati in azione con 30 militari. Hanno raggiunto il parcheggio della palazzina e hanno cinturato la zona nel tentativo di precludere le vie di fuga a Riitano, elemento di vertice di una cosca dedita ad importare sul territorio nazionale e al traffico di ingenti quantitativi di cocaina dal Sud-America.

Cinque carabinieri si sono posizionati sul retro dell’immobile, mentre altri 8 hanno raggiunto il portoncino della palazzina. A coadiuvare i Ros, il Comandante dei Cc di Taormina, Arcangelo Maiello, che ha coordinato il blitz sul luogo ed il comandante della Stazione Cc di Giardini, il luogotenente Giovanni Pio Fichera. Al loro arrivo, i Cc hanno trovato il portoncino dell’abitazione chiuso e lo hanno sfondato, cercando però di non provocare rumori in grado di insospettire Riitano. Il latitante era al primo piano in un appartamento di circa 60 mq e convinto che nessuno lo avesse scoperto stava cenando con la famiglia. I Cc hanno bussato ma alla frase “aprite, carabinieri” non ha risposto nessuno.

Francesco Riitano

Dopo qualche istante di silenzio assordante i militari hanno sfondato la porta. In casa c’era la moglie di Riitano e il figlio di 3 anni. La donna aveva chiuso l’uomo fuori in balcone, in modo da dargli modo di avere qualche istante di tempo per provare a scavalcare e tentare la fuga. A quel punto i carabinieri hanno perquisito la casa alla ricerca di Riitano, che però nel salone e nemmeno in cucina e neanche in camera in letto o in bagno. I Cc si sono portati in balcone, dove un maresciallo del Ros di Catanzaro è riuscito ad afferrare per una gamba il latitante mentre si stava calando in strada. L’uomo è stato tirato su’ e ammanettato. Riitano era in pantaloncini e senza scarpe.

Ha deciso di non opporre resistenza e ha esclamato: “Ok, mi arrendo, non fate casino, c’è il bambino”. Alle ore 20.45 i Carabinieri lo hanno portato via mentre in strada si era radunata una folla di curiosi. I Cc adesso verificheranno di chi sia la proprietà dell’immobile. Tutti gli oggetti all’interno sono stati posti sotto sequestro dai Carabinieri di Taormina, ed in particolare il cellulare che potrebbe contenere preziose informazioni sui traffici che venivano gestiti dal latitante.

Così è giunta a compimento la lunga attività avviata dal Comando Provinciale dei Cc di Catanzaro, insieme allo Squadrone Eliportato Cacciatori di Vibo Valentia e agli specialisti del Raggruppamento Operativo Speciale. Una capillare azione di indagine tra Lombardia e Calabria, sino alla Sicilia, sviluppatasi sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, e che insieme ai Cc di Messina e Taormina è arrivata ora a una svolta.

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