“Icone. Tradizione/Contemporaneità”, in mostra il dialogo tra Sicilia e Grecia | FOTO | ilSicilia.it :ilSicilia.it
Palermo

Al Museo Diocesano di Monreale

“Icone. Tradizione/Contemporaneità”, in mostra il dialogo tra Sicilia e Grecia | FOTO

di
22 Marzo 2019
Piana degli Albanesi - Deisis, Scuola cretese

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Vuole essere un omaggio alla storia dell’arte e alla tradizione greco-bizantina la mostra “Icone. Tradizione/Contemporaneità – Le Icone post-bizantine della Sicilia nord-occidentale e la loro interpretazione contemporanea”, un dialogo con opere contemporanee ispirate all’iconografia di Cristo, della Madonna e dei Santi, che si inaugurerà il 4 aprile al Museo Diocesano di Monreale (ore 18).

Un confronto affidato a dodici artisti, sei siciliani e altrettanti greci, che si misurano con l’espressione artistica, l’icona appunto, che maggiormente rappresenta la grecità e l’influenza reciproca tra i due popoli.

La mostra, ideata da Vassillis KarampatsasFrancesco Piazza, che è anche curatore insieme a Giovanni Travagliato, è organizzata dalla Comunità Ellenica Siciliana “Trinacria”.

La Grecia è rappresentata dagli artisti Manolis Anastasakos, Dimitris Ntokos, Nikos Moschos, Kostantinos Papamichalopoulos, Zoi Pappa, Christos Tsimaris, mentre gli artisti siciliani sono Giuseppe Bombaci, Sandro Bracchitta, Giorgio Distefano, Roberto Fontana, Antonino Gaeta e Ignazio Schifano.

Punto di partenza dell’esposizione è il dialogo tra storia e contemporaneità, a partire dalla conoscenza delle testimonianze culturali iconografico-liturgiche post-bizantine nella Sicilia nord-occidentale, e, in particolare, la produzione di immagini sacre da parte di maestranze veneto-cretesi, destinate alle comunità cattoliche di rito greco insediate sul territorio già a partire dal XV secolo.

La Sicilia per lunghi secoli è stata Grecia: basti pensare ai notevolissimi monumenti, alle famose personalità artistiche e scientifiche che hanno contraddistinto la nostra terra, dove fiorì un importante, singolare, composito aspetto della civiltà greca.

Senza dubbio, l’apporto e il dialogo culturale tra Grecia e Sicilia, mai interrotto nel corso dei secoli, ha conosciuto canali originali, soluzioni sempre inedite, risultati geniali.

La mostra ha l’obiettivo di evidenziare questo intenso e importante connubio culturale, tramandatoci nei secoli soprattutto nella sua componente più alta, ossia quella religiosa, anche nei delicati momenti che hanno segnato la storia delle comunità greche e albanesi nel XV e XVI secolo, a seguito della diaspora.

Simbolo di questo rapporto e apporto culturale sono le icone, che conservano al loro interno una molteplicità e complessità simbolica che le trasforma in “trattati di teologia”.

Con grande forza concettuale, le icone raccontano un universo solo a prima vista leggibile e comprensibile, ma che si svela lentamente in una dirompente complessità di simboli e linguaggi.

Il confronto tra artisti greci e siciliani può far emergere sia i punti di contatto, sia la diversa visione o distanza culturale tra due modi diversi di intendere l’arte sacra e la contemporaneità.

Il patrimonio storico-artistico dell’Eparchia di Piana degli Albanesi rappresenta il punto di forza della mostra, che si propone come obiettivi una rielaborazione concettuale dell’iconostasi, la parete decorata da icone che separa il nàos dal bèma, lo spazio dedicato ai fedeli da quello riservato alla liturgia, la parte “sensibile” da quella “intelligibile”.

Il progetto vuole anche porre l’attenzione sulle diverse contestualizzazioni locali, sulle scuole e gli iconografi del XVII secolo, come Ioannìkios Cornero (o Gornero) da Candia, pittore dotato di eccezionale forza e resistenza, alla tradizione iconografica, che nel piccolo centro di Mezzojuso avviò una pregevole produzione artistica post-bizantina.

Tra le icone storiche in mostra, si segnalano la “Epì soi chaìrei” (In te si rallegra)” di Léos Mòskos, conservata nella chiesa di San Nicola di Mira a Mezzojuso, e la Croce astile bifacciale attribuita al Maestro dei Ravdà della fine del XVI inizi del XVII secolo, conservata anch’essa a Mezzojuso presso Santa Maria di tutte le Grazie.

L’allestimento evidenzierà il rapporto tra le icone antiche e i dipinti di nuova produzione, che ogni artista elaborerà secondo la propria poetica e cifra stilistica, mantenendo intatta l’iconografia originale pur attingendo al proprio background culturale, per raccontare, in forme nuove e attuali, il tema del sacro, una “nuova teologia”, che accoglie quelle sollecitazioni culturali etiche e sociali oggetto di un vivo dibattito nella Chiesa contemporanea.

Per sottolineare i legami e i rapporti culturali fra Sicilia e Grecia, dopo l’esposizione a Monreale, la mostra “Icone. Tradizione/Contemporaneità” si trasferirà ad Atene, dove sarà allestita, grazie alla collaborazione fra le istituzioni diplomatiche, culturali e di promozione turistica dei due Stati.

La mostra è accompagnata da un catalogo scientifico con saggi e schede, e sia avvale della collaborazione dell’Eparchia di Piana degli Albanesi, dell’Arcidiocesi di Monreale, del Museo Diocesano di Monreale, della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo della Regione Siciliana, dell’Università degli Studi di Palermo – Dipartimento di cultura e società, della Pinacoteca Nazionale di Grecia. Con il patrocinio di: Ambasciata di Grecia a Roma, Accademia di Belle Arti di Palermo, Federazione delle Comunità e Confraternite Elleniche in Italia (FCCEI), Fondazione Ellenica di Cultura Italia, Fondazione Orestiadi di Gibellina, Istituto Italiano di Cultura Atene, Istituto Italiano dei Castelli.

L’evento è inserito nel Cartellone di Primavera dell’iniziativa “Tempo Forte Italia-Ελλαδα 2019”.

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