Il borgo medievale da non perdere: quattro motivi per visitare Caccamo CLICCA PER IL VIDEO :ilSicilia.it

Alla scoperta di Caccamo

Il borgo medievale da non perdere: quattro motivi per visitare Caccamo CLICCA PER IL VIDEO

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1 Dicembre 2021

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Un castello tra i più grandi e meglio conservati di Sicilia, il pavimento di maiolica “unico esemplare dell’artigianato siciliano”, un panorama naturale che abbraccia mare e monti, senza dimenticare un’eccellenza gastronomica: la “salsiccia pasqualora”. Basterebbero solo queste ragioni per andare alla scoperta di uno dei borghi medievali più belli d’Italia: Caccamo. Tuttavia, questo piccolo gioiello a 45 Km da Palermo, riserva moltissime sorprese.

UN PO’ DI STORIA…

Appoggiata su uno sperone roccioso alle falde del Monte San Calogero, la città di Caccamo si trova su una collina a 521 metri sul livello del mare tra le valli dei fiumi Torto e San Leonardo. Di probabile origine cartaginese, presenta diverse testimonianze bizantine, medievali, arabo-normanne. Il castello è considerato il monumento più rappresentativo del borgo e, le prime notizie certe risalgono al 1094  quando, il Conte Ruggero d’Altavilla innalza i possedimenti del castello a rango di Baronia.

Con Lauretana Scimeca, Presidente BCsicilia di Caccamo, conosciamo meglio la realtà culturale e paesaggistica del comune e di tutto ciò che lo circonda.  

Caccamo è un territorio abbastanza ampio tanto da toccare ben 18 comuni limitrofi. Si trova in una posizione strategica a meno di 50 km da Palermo e a 40 km da Cefalù. Dal “gioiellino di Caccamo”, ovvero dal castello (tra i più grandi e meglio conservati di Sicilia e Italia), si scorge il fiume San Leonardo e il bacino artificiale del lago Rosamarina, oltre alla catena dei Monti Sicani. Insieme al maniero, il borgo custodisce 33 chiese. Ne ricordiamo tre in particolare: la Chiesa Madre, la Chiesa dell’Annunziata e la Chiesa della Badia dedicata a San Benedetto. Quest’ultima, nonostante sia piuttosto piccola, è considerata una piccola meraviglia barocca. Oltre agli stucchi e alla lavorazione in ferro battuto del matroneo, troviamo infatti un unicum dell’artigianato siciliano nella lavorazione della maiolica per gli edifici religiosi. Si tratta dello splendido pavimento maiolicato, unico esempio di questo tipo, introvabile in altre chiese siciliane.

Caccamo è ricca di eventi e manifestazioni storico-culturali. Famosa e suggestiva è  “La Castellana” che, solitamente si svolge nel mese di agosto. Dame, cavalieri, sbandieratori, sfilano in un lungo corteo storico tra variopinti costumi d’epoca. La castellana – una giovane donna caccamese – rappresenta l’ultima signora del castello alla quale, dopo la sua elezione, vengono consegnate simbolicamente e per un anno, le chiavi della città. Oltre a questa manifestazione di spicco, ricordiamo la “Sagra della Salsiccia” che si svolge la seconda domenica di ottobre. Un evento che valorizza un prodotto locale di assoluta eccellenza.

A proposito di prodotti tipici,  con Salvo Porretta, Ristoratore, scopriamo le delizie gastronomiche di Caccamo.

Caccamo ha una forte vocazione agricola e legata all’allevamento. In questo territorio si producono bontà riconosciute e apprezzate da chiunque. A partire dal grano (è presente anche un mulino funzionante), compresi i grani antichi e i suoi derivati, per passare ai bovini e ai suini locali da cui si ottengono carni e insaccati rinomati in tutto il comprensorio. Da provare la salsiccia fresca, quella essiccata, la “Salsiccia Pasqualora” la “Salsiccia con i Qualuzzi” preparata in padella con un soffritto di aglio e con un verdura di campo leggermente amarognola. Importante, la produzione casearia con ricotta, tuma e pecorino e quella legata all’olivicoltura, con olio e olive di qualità. Il dolce tipico è il tarallo ripieno di ricotta fresca, cioccolato, zucchero e cannella), ma non mancano altre delizie siciliane come la frutta martorana e i buccellati. Tutte eccellenze che trainano il “turismo di prossimità” indirizzato verso l’enogastronomia con prodotti a chilometro zero e fatti bene dall’inizio alla fine.

La bellezza di Caccamo risiede anche nell’unicità delle lavorazioni artigianali realizzate con passione dai suoi abitanti. I mestieri di una volta, non solo rivivono ancora oggi ma, trovano espressioni inedite che consentono di aprirsi a diverse esigenze, sperimentando forme rinnovate di socialità e di mercato. A spiegarlo, Lilla Stanfa, Uncinettista e il Fabbro, Vincenzo Sferrino.

A Caccamo, l’arte del “fatto a mano” è molto antica specialmente per quello che riguarda i lavori legati al ricamo, alla maglieria. Pittoresco, intaglio, uncinetto, chiacchierino, norvegese: parole legate alla tradizione ma che nel 2021 trovano nuova linfa grazie soprattutto alla creatività e all’impegno delle donne caccamesi. Le troverete insieme alle loro creazioni (sciarpe, borse, mattonelle…) mentre si scambiano idee stando in compagnia o mentre cercano di coinvolgere le nuove generazioni a partire dai bambini delle scuole elementari sempre pronte a imparare e a insegnare.

Un’altra eccellenza del territorio è la lavorazione del ferro tanto da pensare a un museo dedicato che potrebbe nascere già nel 2024. Oltre ad avere una grande tradizione legata al ferro battuto e al restauro di manufatti antichi (armi, cannone…), il ferro è uno dei simboli del borgo. Lo ritroviamo nella sua espressione più evidente in una chiave fatta nel 1968 anno in cui, una ventiquattrenne di Caccamo, venne proclamata “Castellana d’Italia” prevalendo, per nobiltà e fierezza, su altre 19 castellane giunte da tutto il Paese. Dal 2005, ne viene data una copia alla nuova Castellana. Oggi, la lavorazione del ferro battuto avviene artigianalmente e l’estro dei fabbri-artigiani si esprime anche in un’ottica moderna e attenta all’esigenze del mercato e del mondo dell’arredamento con la realizzazione di piantane, letti, oggetti di design.

NATALE A CACCAMO…

“Ogni anno – ricorda Scimeca – viene realizzato un presepe vivente o al castello o tra le vie del borgo. Ci sarà un grande albero con una struttura in ferro realizzato da un artigiano caccamese e decorato con 1500 mattonelle realizzate all’uncinetto da alcune donne di Caccamo che hanno partecipato a un progetto a loro dedicato”. Un Natale particolare che unisce le diverse anime di Caccamo, un borgo che lascia nei visitatori un ricordo meraviglioso. Dalle bellezze più nascoste a quelle più maestose, Caccamo con la sua atmosfera unica e l’accoglienza dei suoi abitanti, è un luogo da visitare almeno una volta nella vita. 

VISITA IL SITO

https://castellidisicilia.it/

https://www.comune.caccamo.pa.it/home/

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