Il Centro direzionale della Regione e le polemiche, Di Dio: "In Europa le grandi opere si fanno senza sospetti" :ilSicilia.it
Palermo

parla l'assessore al comune di Palermo

Il Centro direzionale della Regione e le polemiche, Di Dio: “In Europa le grandi opere si fanno senza sospetti”

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30 Luglio 2020

Quali sono le grandi opere che cambieranno il volto di Palermo nei prossimi anni? In questo settore, tra gli attori in campo, un ruolo di primo piano spetta sicuramente alla Regione Siciliana. Il taglio quasi “imprenditoriale” del Governo Musumeci ha dato impulso a quattro mega progettiil centro direzionale, il centro congressi alla Fiera del Mediterraneo e i due poli ospedalieri che accorperanno Civico e Policlinico, Cervello e Villa Sofia. Tutto questo mentre il Comune di Palermo continua a lavorare al nuovo Piano regolatore.

Il rischio, paventato da alcuni a Palermo, è che le suddette strutture faraoniche siano in qualche modo “calate dall’alto” come opere di interesse sovra comunale e che Palazzo delle Aquile sia costretto a fare di necessità virtù. Per esempio, quando a gennaio 2019 la Giunta Musumeci ha approvato il Collegato alla Legge di Stabilità dedicando un intero articolo (il n. 2) al Centro direzionale, l’intenzione dell’esecutivo regionale era di far valere il progetto preliminare “come una variante a ogni effetto del Piano regolatore di Palermo” (comma 3). Nella versione definitiva del Collegato, approvata dall’Ars a luglio dell’anno scorso, invece, la posizione della Regione è stata ammorbidita: il progetto definitivo, approvato dalla Giunta regionale, verrà comunque trasmesso al Consiglio comunale, che dovrà pronunciarsi con una delibera entro 120 giorni.

La struttura dovrà essere in grado di ospitare 4.400 dipendenti provenienti da assessorati e dipartimenti regionali e dagli uffici periferici che, attualmente, hanno sede a Palermo, nonché dagli uffici speciali, dai dipartimenti alle dirette dipendenze del governatore e dagli uffici delle società partecipate con sedi in affitto. Un bel risparmio per Palazzo d’Orleans, ma anche una boccata d’ossigeno per il traffico del capoluogo, con gran parte delle attività, oggi distribuite a macchia di leopardo, concentrate in un solo posto.

Dopo che negli anni scorsi sono tramontate le ipotesi di Fondo Uditore e Fondo Luparello, l’area individuata sembrerebbe essere quella dell’ex Ente minerario siciliano in via Ugo La Malfa. Una strada che però presenta più di un problema: si allaga sistematicamente quando piove, è priva di parcheggi e perennemente congestionata dal traffico per via della presenza di centri commerciali e grandi supermercati e della nuova sede del comando municipale dei vigili urbani.

Numerose le polemiche da parte di esponenti politici ed addetti ai lavori in merito il mega centro, poiché la gestione del progetto è affidato interamente al dirigente dell’assessorato Energia Tuccio D’urso. Nella nota di aggiornamento al Def del novembre 2019, la Giunta Musumeci calcolava che “il costo presunto di questa operazione, a oggi stimabile tra i 400 e i 500 milioni di euro”. Tanti soldi che potrebbero far gola a molti e come è ben noto la Sicilia è patria di scandali e mazzette. In merito al progetto interviene al IlSicilia.it anche il presidente dell’ordine degli ingegneri di Palermo Vincenzo Di Dio. L’ingegnere è anche assessore al comune di Palermo.

L’assessore di Palermo all’Edilizia privata

Sul progetto del Centro direzionale si è espresso l’assessore comunale all’Edilizia privata di Palermo Vincenzo Di Dio  che ha sottolineato, a ilSicilia.it, il valore ‘ecumenico’ dell’opera: “Si tratta di un’opera pubblica, cioè di tutti noi, dell’intera societàNon appartiene a una corrente politica, o a una commissione, o a un ufficio tecnico, ma all’intera Sicilia. In tutti i grandi paesi d’Europa e del mondo si fanno grandi opere anche di importi maggiori senza che automaticamente si inneschino sospetti, battaglie giuridiche, prese di posizione politiche. Tutto avviene alla luce del sole, con un’ampia partecipazione sociale, con grande trasparenza. Tutti sono orgogliosi di dare il loro contributo perché sono convinti che quella grande opera sia una conquista di tutti, un arricchimento della loro immagine nel mondo“.

Noi tutti, ognuno con le proprie attività, dobbiamo guidare la società italiana verso una maturità e una consapevolezza nella quale la cultura della contrapposizione ceda il passo alla cultura dell’appartenenza e alla valutazione del fine – afferma Di Dio -. La realizzazione del ponte di Genova ne è un esempio. Se avessimo voluto guardarlo con l’occhio miope di chi cerca il totale controllo o l’ipocrita verifica formale di ogni dato, forse non sarebbe stato realizzato e non sarebbe pronto per l’apertura al pubblico, in programma tra pochi giorni. Se, al contrario, lo osservassimo come una grande e necessaria opera pubblica, dovremmo lodare la capacità di una società matura, capace di non perdersi in beghe e di concentrarsi sul raggiungimento del risultato. Il Centro Direzionale di Palermo è una grande occasione che misurerà non la capacità tecnica dei progettisti, sicuramente grandissima, ma la maturità del mondo culturale siciliano di sapersi unire per la realizzazione, nel più breve tempo possibile e nel rispetto delle regole, di un progetto necessario di cui si parla da tantissimi anni”.

“Consapevolezza dell’obiettivo da raggiungere, senso di appartenenza e trasparenza sono le parole chiave da non dimenticare mai, che si tratti di poche centinaia di euro oppure, come in questo caso, di 425 milioni“, conclude Di Dio.

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