La denuncia del fotografo Antonio Vassallo
Il giallo delle foto di Falcone a Capaci: “Arrivai per primo. I miei rullini presi dai servizi sono spariti” [VIDEO-FOTO]
“Il luogo della strage di Capaci sembra un film di guerra”, lo ricorda così quel 23 maggio 1992, Antonio Vassallo. Il fotografo residente tuttora a pochi passi dal punto in cui morì il giudice Giovanni Falcone, è stato tra i primi ad arrivare sul luogo dell’attentato mafioso.
Dopo 25 anni, ha rivelato a Das Erste (il primo canale della tv pubblica tedesca) un dettaglio importante che finora è passato inosservato. «Io abito qua vicino. Appena ho sentito l’esplosione – racconta al programma Weltspiegel – ho visto un enorme nuvola di fumo. Mentre mi avvicinavo, vidi il grande cratere… Falcone aveva gli occhi semi-aperti, e il suo sguardo sembrava dire: “Mascalzoni, ce l’avete fatta ad ammazzarmi”. Scattai delle fotografie che furono subito sequestrate da due agenti in borghese dei servizi segreti. Di queste fotografie non c’è più traccia. Sono state fatte sparire. Una cosa scandalosa».

Un mistero che si aggiunge ai tanti “pezzi mancanti” dell’attentato a Falcone. Il sospetto di Vassallo è che magari, senza volerlo, quel 23 maggio 1992 abbia immortalato qualcosa che non avrebbe dovuto. A ciò si aggiunge un altro dettaglio: la Quarto Savona 15, l’auto della scorta di Falcone, «era integra dopo l’esplosione e non accartocciata come la vediamo oggi». Un altro pezzo di un puzzle difficile da capire e ultimare.