Il Guadagnino che non ti aspetti: con "Call me by your name" il regista palermitano entra nella storia del cinema [Trailer] :ilSicilia.it

La recensione del film

Il Guadagnino che non ti aspetti: con “Call me by your name” il regista palermitano entra nella storia del cinema [Trailer]

di
7 Gennaio 2018

Call me by your name” l’ultimo film di Luca Guadagnino chiude la sua trilogia sull’amore dopo “I am Love” e “A bigger splash”.

Approfondire il vasto tema delle relazioni sentimentali è come manipolare materia incandescente che può bruciarti o scivolarti dalle mani senza aver ricavato nessuna forma.

Questa volta il regista palermitano, da sempre molto più apprezzato nel resto del mondo che non in Italia, supera sé stesso realizzando un’opera che, a parer nostro, rimarrà nella storia del cinema internazionale.

Protagonista è Elio Perlman (Timothée Chalamet), adolescente proveniente da un’ ottima famiglia (il padre è uno stimato professore di Lettere Classiche) e ben lontano, per attitudini e interessi, dalla media dei suoi coetanei.

Agli inizi degli anni ’80 in una villa del Nord Italia immersa nel verde, con piscina ed ogni genere di confort per il corpo e per l’anima, il giovane e i suoi genitori trascorrono le vacanze estive, ospitando di anno in anno promettenti studenti.

E sarà proprio l’arrivo di Olivier (Armie Hammer), il nuovo tirocinante del professor Perlman, un ventiquattrenne americano dal fisico statuario e dall’intelligenza brillante, a sconvolgere la tranquilla estate del giovane.

Il film di Guadagnino nasce come adattamento dell’omonimo libro di André Aciman, testo cult nella comunità LGBT, scritto a quattro mani con James Ivory, e giunge, nella sua completezza, in ciò che può essere considerato un capolavoro della settima arte.

Definirlo un film sull’amore omosessuale sarebbe veramente riduttivo: il regista affronta i temi del desiderio, della passione, della resistenza che tutti, non solo all’alba dell’adolescenza, proviamo davanti al precipizio dell’innamoramento.

C’è l’estasi del piacere fisico, la scoperta della corporeità, della fragilità e insieme della forza che può generare l’alterato battito del cuore nell’incrociare lo sguardo dell’altro.

C’è la libertà di chiedere e concedersi l’amore; c’è la scoperta dell’amicizia disinteressata e altruista e, non ultimo, c’è un grande esempio di rapporto padre/figlio.

E’, in definitiva, un potentissimo vortice emotivo quello reso dal regista che, nel non considerare i limiti sociali e culturali sulla sessualità, coinvolge tutti i personaggi del film e con essi lo spettatore.

L’occhio, poi, con cui tutti questi temi vengono trattati oscilla sempre tra la raffinatezza e l’intelligenza emotiva.

Le parole e le musiche non sono da contorno ma hanno un loro ruolo ben definito: se i versi di Margherita d’Angoulême, tratti da L’Heptaméron, pongono l’annosa questione sul dichiararsi o meno i brani originali, composti da Sufjan Stevens, aggiungono quel tocco in più di sublime poeticità.

E sullo sfondo della storia d’amore si scorge anche un ritratto volutamente politico del nostro Paese reso dai cartelloni elettorali del PCI e del PSI, dai quadri alle pareti di Mussolini, dai dibattiti su Bettino Craxi, riservando un cantuccio, nelle retrovie di un passaggio in Tv, anche ad un giovane Beppe Grillo.

Il film, infine, non soffre di nessuna sbavatura narrativa o tantomeno stilistica ed offre non pochi momenti di elevato lirismo; tra questi il dialogo tra Elio e il padre, un’evoluta, e per nulla scontata, riflessione sul valore delle ferite d’amore, e la scena finale in cui il giovane Timothée Chalamet supera se stesso.

“Call me by your name”, già  candidato a più di 300 premi internazionali, uscirà nelle sale cinematografiche il 25 gennaio.

© Riproduzione Riservata
Tag:
Blog
di Renzo Botindari

Se non mi mancate per nulla ci sarà un motivo?

Siamo partiti dal “fratelli d’Italia” cantato in coro alle ore 18.00 dai nostri balconi, per giungere oggi al vaffa al vicino di casa non appena si affaccia nel balcone accanto al vostro
Rosso di sera
di Elio Sanfilippo

Buona Pasqua

L’Augurio che sicuramente in cuor loro i siciliani si fanno, in occasione di queste festività, è che questa sia l’ultima Pasqua da reclusi e che la prossima si potrà finalmente passeggiare liberamente, ritrovando il gusto dello stare insieme, di rafforzare sentimenti di amicizia, di socialità e di solidarietà
Alpha Tauri
di Manlio Orobello

“Il Paradiso perduto“

Scendeva il crepuscolo mentre l’aereo si accingeva ad atterrare a Punta Raisi. La costa fra Carini e Capo Rama appariva già punteggiata dalle luci dei paesi e delle innumerevoli abitazioni che la costellano e che si riflettevano sempre di più nella cerchia dei monti, man mano che la luce del sole tendeva a scomparire.
Segreti e non misteri
di Alberto Di Pisa

Lincoln come Kennedy, il potere dei soldi

Il 14 aprile 1865, Abramo Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti, fu assassinato raggiunto da un proiettile calibro 44 sparatogli alla testa da un sicario. fu ucciso mentre, dal palco presidenziale, assisteva alla commedia musicale Our American Cousin